VITAMINA D: L’importanza del sole e dell’integrazione

VITAMINA D: L’importanza del sole e dell’integrazione

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La vitamina D, da sempre associata al benessere osseo, è oggi considerata una sorta di vitamina-ormone, fondamentale per
garantire lo stato di benessere di tutto l’organismo. E’ infatti coinvolta nel mantenimento dell’equilibrio calcioscheletrico, ma possiede anche attività antinfiammatoria, antitumorale e di protezione cardiovascolare.
Insieme a vitamina A, E e K, fa parte delle vitamine liposolubili, ossia in grado di sciogliersi nei grassi ma, rispetto a queste ultime e alle altre vitamine idrosolubili (Vitamina del gruppo B e vitamina C), si tratta di un micronutriente con caratteristiche del tutto peculiari, poichè la copertura dei fabbisogni metabolici può essere indipendente dalla dieta. Alle latitudini temperate e con una normale esposizione al sole, l’80% del fabbisogno nutrizionale, ossia di vitamina D resa disponibile per l’organismo, deriva dall’azione dei raggi UVB sulla cute e, solo per il 20% dall’alimentazione. Tuttavia, sebbene siano sufficienti 20 minuti al giorno di esposizione, senza filtri solari, è facile comprendere come, nelle società industrializzate e nel contesto dei moderni stili di vita, che comportano lo svolgimento della maggioranza delle attività in luoghi chiusi, l’esposizione al sole possa risultare del tutto insufficiente e incostante, tanto da determinare veri e propri stati carenziali.
Possono determinare deficit della vitamina anche malassarbimento, che si verifica in presenza di malattie intestinali, quali la caliachia e la colite ulcerosa, ormai non più così rare; l’assunzione di alcuni farmaci, tra i quali i corticosteroidi, e l’obesità. Alcuni sintomi possono essere sensazione di debolezza agli arti, pesantezza alle gambe, dolori diffusi, senso di affaticamento cronico e ipersensibilità cutanea.

LA VITAMINA DEL SOLE
La storia della vitamina D inizia nel 1919 quando, un chimico tedesco evidenzia la correlazione tra l’esposizione al sole e la guarigione dei bambini affetti da rachitismo, una malattia tipica dell’età pediatrica, caratterizzata da disturbi dell’ossificazione e conseguenti deformazioni.
La formazione della molecola di vitamina D attiva e utilizzabile dall’organismo prevede molteplici reazioni e l’intervento di vari organi. Il primo ad entrare in gioco è il tessuto cutaneo, attraverso l’epidermide, nelle cui cellule sono presenti particolari molecole in grado di reagire con i fotoni del sole. Si ha prima la formazione una forma inattiva di vitamina D3 che, solo dopo il passaggio attraverso il fegato e infine ai reni, viene trasformata in Colecalciferolo.
Il numero dei fotoni che penetra nell’epidermide è anche il fattore limitante, poiché, per esposizioni solari prolungate, la rottura delle cellule dell’epidermide determina l’impossibilità di sintetizzare la vitamina.

LA QUOTA ALIMENTARE
Negli alimenti è presente in minime quantità e solo in alcuni di origine animale. La si può trovare nei pesci grassi (sgombro, salmone, tonno, aringhe) che, cibandosi di alghe, assumono la vitamina D2, la forma vegetale della vitamina, che viene poi accumulata nel loro fegato. Ne è infatti consigliata tradizionalmente consigliata l’assunzione sottoforma di olio di fegato di merluzzo, soprattutto per i bambini.
Si può trovare anche nelle uova, nel burro e nei formaggi grassi come il pecorino; nelle carni è presente in quantità apprezzabili soprattutto nel fegato suino. Da alcuni anni sono commercializzati anche diversi alimenti arricchiti, soprattutto nella filiera lattiero-casearia.
OSSA FORTI
La vitamina è importante per la funzione scheletrica poichè facilità l’assorbimento del calcio a livello dell’intestino. Anche il corretto introito di questo minerale è fondamentale, poichè, in caso di carenza, verrà prelevato della ossa, per lo svolgimento delle varie funzioni organiche. Il calcio viene assimilato attraverso l’alimentazione e per coprire i 1200mg giornalieri raccomandati sono sufficienti un pezzettino di grana, 300ml di latte e 1L di acqua minerale.
L’effetto benefico della vitamina D è inoltre associato ad una migliore funzionalità degli arti, al mantenimento della densità ossea, fondamentale negli anziani e in particolare nella donna in menopausa, per limitare il rischio di osteoporosi.
Fondamentale per il corretto trofismo dell’apparato muscolare, stimola la sintesi di proteine e partecipa ad alcuni meccanismi
indispensabili per la contrazione del muscolo, dimostrandosi cruciale anche per la performance sportiva.

LA VITAMINA ORMONE
La ricerca ha confermato il ruolo della vitamina D nella stimolazione
delle difese immunitarie, antinfiammatorie e antibatteriche. La supplementazione in particolare sembra in grado di diminuire
malattie respiratorie e da raffreddamento. Del resto, anche in passato, i sanatori per i malati alle vie respiratorie, venivano costruiti in montagna, dove si ha la massima esposizione. Recentemente è stato confermato anche l’importante ruolo della vitamina D nella prevenzione cardiovascolare e di regolazione della risposta insulinica.
Anche l’azione benefica dell’esposizione al sole sul tono dell’umore e delle conseguenti sensazioni di benessere e di rilassamento che ne derivano, viene ricollegata proprio all’aumento della concentrazione di vitamina. Al contrario, durante i periodi di minore esposizione, proprio la carenza della vitamina potrebbe essere la responsabile delle turbe psichiche collegate al cambio stagionale.
Importante anche per il mantenimento di un corretto peso corporeo, quantità nella norma di vitamina D, sono associate alla stimolazione dell’ormone della sazietà e all’inibizione dell’appetito.
La vitamina viene sequestrata dalla cellule adipose, dove normalmente si accumula durante i periodi di esposizione, per essere resa disponibile nei periodi invernali. Nei soggetti obesi tuttavia, l’eccesso di tessuto grasso ne comporta uno stoccaggio permanente, determinando un deficit organico. Per le proprietà antinfiammatorie locali, risulta essere un potenziale rimedio anche per molteplici problematiche cutanee, tra le quali la dermatite e la psoriasi.

ATTENZIONE ALL’INTEGRAZIONE: BAMBINI E VEGETARIANI
Nella prima infanzia il rischio di carenza è relativamente più elevato perchè si è in presenza di una velocità di crescita scheletrica relativamente rapida. Alla nascita il neonato ha acquisito dalla mamma le scorte di vitamina D che devono garantirne la crescita nei primi mesi. Il latte materno infatti, non ha contenuti elevati di vitamina D. Bambini nati in autunno ad elevate latitudini sono più a rischio. Le carenze sono particolarmente elevate anche nei vegetariani che non fanno una corretta integrazione, soprattutto se in presenza di concomitante carenza di esposizione solare.

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