Autocertificazione vaccini: la risposta dell’Avvocato Roberto Mastalia

Autocertificazione vaccini: la risposta dell’Avvocato Roberto Mastalia

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Il ministro alla salute Giulia Grillo e il ministro dell’istruzione Marco Bussetti dettano le nuove linee guida in tema vaccini. La vaccinazione rimane obbligatoria per andare a scuola da 0 a 16 anni ma i genitori non dovranno portare alcun documento sanitario per dimostrare che i figli sono in regola. Basterà presentare entro il 10 luglio un’autocertificazione nella quale si afferma che i vaccini sono stati fatti o si faranno per poter procedere all’iscrizione all’anno scolastico 2018-2019.

Un cambio regole che per molti porta ulteriore confusione e dubbi sulla procedura da attuare. Abbiamo chiesto ai rappresentati delle maggiori associazioni italiane che si battono per la libertà di scelta vaccinale un consiglio su come rispondere al termine del 10 luglio.

Ecco le parole dell’Avvocato Roberto Mastalia Presidente di AURET (Associazione Autismo, Ricerca e Terapie).

La posizione di AURET, in merito alla scadenza del 10 luglio, in attesa che il Governo emani un atto normativo che consenta ai bambini 0-6, rispettivamente, di potersi iscrivere, di proseguire il cammino scolastico già iniziato o di proseguire nel cammino ingiustamente interrotto da un provvedimento amministrativo che ha impedito loro di accedere all’istituto, ricalca in toto il percorso giuridico, medico-scientifico e soprattutto logico già indicato con le “Linee Guida per Genitori Responsabili 2017”e quindi con quelle 2018.

Scopo di AURET è da sempre quello di contribuire a formare dei “Genitori Responsabili”i quali, prima di decidere se vaccinare o meno i loro figli, si premurino di effettuare una serie di accertamenti tesi a verificare l’eventuale immunizzazione contro una o più patologie, lo stato del sistema immunitario, l’esistenza di eventuali patologie neurologiche e/o autoimmuni in essere o la predisposizione a svilupparne, l’esistenza di allergie e/o intolleranze o anche l’ipersensibilizzazione a determinate sostanze ed in particolare a quelle presenti nei vaccini, etc.

Tale percorso parte dalla richiesta al pediatra di libera scelta o al medico di medicina generale di prescrivere gli esami consigliati dal Board Scientificodi AURET ovvero da altri medici specialisti e quindi dall’effettuazione degli stessi.

Una volta effettuati tali esami ed una corretta quanto scrupolosa anamnesisia del bambino che familiare, sarà compito del pediatra o del medico, eventualmente coadiuvato da altri specialisti, indicare l’opportunità/necessità di evitare ovvero di ritardare le vaccinazioni attraverso rispettivamente un certificato diesoneroo di differimentocosì come previsto dall’art. 1 commi 2 e 3 della Legge 119/17.

Purtroppo queste percorso, perfettamente in linea con la vigente normativa, la vera scienza e soprattutto con la logica e che ha trovato conferma nella relazione della Commissione parlamentare “Scanu” del febbraio 2018, è stato fortemente osteggiato sia dal Ministero della Salute sia dal FNOMCEO sia da alcuni OMCEO provinciali, USL e Regioni che hanno emanato circolari e direttive tese ad impedire a medici e pediatri di svolgere la loro professione “in scienza e coscienza”  facendo espresso riferimento ai nostri documenti nel tentativo – spesso purtroppo andato a buon fine – di trasformare i medici in meri  burocrati ed esecutori; il tutto, in linea con quel “pensiero unico” già evidenziato dalle illegittime radiazioni di medici capaci ed onesti in base a sedicenti quanto illeciti “reati d’opinione”, una vergogna per qualsivoglia Paese che si voglia ritenere civile.

Tale atteggiamento ha quindi comportato una serie di difficoltà e di ritardi nell’effettuazione degli esami indicati sia dal punto di vista logistico che economico stante l’illegittimo diniego spesso opposto dai medici alla loro prescrizione nell’ambito del SSN così come previsto ex lege; ritardi e difficoltà che hanno di fatto impedito l’ultimazione degli stessi da parte di chi ha seguito tale iter.

Per questo motivo, ad oggi le indicazione di AURET per i propri associati, anche a tutela della privacy dei bambini, sono le seguenti: nel caso di bimbi 0-6, l’invio della documentazione in possesso con i tempi e le modalità (doppia busta chiusa) già a suo tempo indicate mentre nel caso di bambini e ragazzi che frequentano la scuola dell’obbligo non vi è alcuna necessità di farlo stante l’assenza di sanzioni.

Con la speranza che il Governo intervenga quanto prima a porre fine alle discriminazioni di cui alla Legge n. 119/2017; una vergogna per qualsivoglia Paese che voglia definirsi civile e democratico!

LIBERTÀ!!!

AURET, il Presidente Avv. Roberto Mastalia

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