Autocertificazione sui vaccini: cosa fare entro il 10 luglio

Autocertificazione sui vaccini: cosa fare entro il 10 luglio

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Il ministro alla salute Giulia Grillo e il ministro dell’istruzione Marco Bussetti dettano le nuove linee guida in tema vaccini. La vaccinazione rimane obbligatoria per andare a scuola da 0 a 16 anni ma i genitori non dovranno portare alcun documento sanitario per dimostrare che i figli sono in regola. Basterà presentare entro il 10 luglio un’autocertificazione nella quale si afferma che i vaccini sono stati fatti o si faranno per poter procedere all’iscrizione all’anno scolastico 2018-2019.

Un cambio regole che per molti porta ulteriore confusione e dubbi sulla procedura da attuare. Abbiamo chiesto ai rappresentati delle maggiori associazioni italiane che si battono per la libertà di scelta vaccinale un consiglio su come rispondere al termine del 10 luglio.

Oggi pubblichiamo l’intervento dell’Avvocato Simona Giacchi:

 

Promemoria per i genitori, consegna dati vaccinali entro il 10 luglio, a chi, come, cosa e quando adempiere all’art.3 della L.119 del 2017.

Gli art.22 comma 5 e 26 comma 8 del DLGS.196 del 2003 stabiliscono espressamente che i dati sulla salute non possono essere diffusi, questa è, e resta, la regola generale della privacy. L’art.3 della L119 del 2017 rappresenta una norma eccezionale in quanto dispone 3 limiti, ovvero la consegna di specifici dati sanitari quali le vaccinazioni, ai soli soggetti under 16 e nelle mani del solo dirigente scolastico.

Pertanto, entro e non oltre il 10 luglio di ogni anno scolastico, i genitori devono richiedere un appuntamento personale con il dirigente scolastico, consegnando a lui personalmentei dati sensibili, ovvero, residualmente, ad altri dipendenti nominati con atto scritto e data certa ex art.29 e 30 del DLgs 196 del 2003 e che provano di aver ricevuto la formazione sulla raccolta e tenuta dei dati sensibili.

La nuova circolare congiunta del Ministero di Istruzione e della Salute 5 luglio 2018 nulla modifica in merito a quando qui riportato. Ricordo che le circolari non rappresentano fonti di legge per la cittadinanza, ma meri atti di indirizzo interno per i dipendenti della PA, e se contrarie alle norme dell’ordinamento risultano contra legeme quindi inapplicabili. Ci si aspetta a breve che ciascuna regione emani specifiche circolari a riguardo, creando disparità di trattamento nel territorio; tali atti vanno valutati ciascuno in riferimento alle norme vigenti.

A riguardo dell’autocetificazione citata nella circolare di cui sopra, si precisa che l’art.46 del DPR 445 del 2000 rappresenta un elenco tassativo e non prevede la possibilità di autocertificare situazioni di salute e che l’art.47 può essere usato per dichiarare “stati, qualità personali e fatti di terzi di cui si abbia diretta conoscenza”; ciò impone alle famiglie di autocertificare solo eventi già passati, fatti già accaduti e certi, ad esempio l’effettuazione di vaccinazioni nel corso dell’anno, o di aver intrapreso l’iter vaccinale, come sotto precisato, mentre non è possibile dichiarare di volersi impegnare pro-futuro a qualsiasi tipo di adempimento, salvo incorrere nel reato di falsa dichiarazione. Inoltre si ricorda che l’art.41 del DPR citato, stabilisce che le autocertificazioni hanno validità di soli 6 mesi, quindi chi sceglie di autocertificare, invece che comunicare in carta libera, a metà anno scolastico si troverà a dover fare un seguito a quanto dichiarato.

 

L’iter vaccinale è un procedimento complesso che prevede una serie di adempimenti da parte dell’amministrazione, uno fra tutti la prescrizione di uno screening completo per valutare il reale stato di immunizzazione del soggetto, pertanto nelle more dell’attuazione dei compiti in capo agli uffici sanitari, il genitore è tenuto a comunicare a scuola, anche in forma libera e non necessariamente con autocertificazione, di aver iniziato l’iter vaccinale, e non certo di averlo concluso, dando per esempio prova di aver richiesto lo screening al pediatra o di aver richiesto alle ASL chiarimenti a dubbi rimasti irrisolti nel corso del colloquio eventualmente svoltosi in corso d’anno.

 

Ed ancora, l’art.15 della L183 del 2011 stabilisce che la pubblica amministrazione (es. la scuola) non può richiedere al cittadino documenti provenienti da altre amministrazioni (es. pediatri e ASL), pertanto, esclusa l’ipotesi di deposito di libretti vaccinali o certificati di esenzione e omissione, i genitori hanno l’onere di consegnare documenti che la pubblica amministrazione non possiede già, tra cui analisi sierologiche effettuate all’estero, richiesta screening al pediatra, richiesta chiarimenti dubbi alle ASL.

Per adempiere a quanto sopra segnalato si fornisce un facsimile n.1, di richiesta appuntamento al dirigente scolastico, come da seguente link.

Per maggiori informazioni scarica la documentazione qui

 

Ma non è finita qui. La consegna dei dati vaccinali al dirigente scolastico comporta, in capo allo stesso, una serie di oneri; ed invero, l’incontro con questa figura non consiste soltanto nel deposito dei documenti che provano di aver iniziato l’iter vaccinale, ma impone il chiarimento e il confronto su una serie di tematiche essenziali su cui il dirigente scolastico è tenuto a prendere posizione. Per prepararsi a questo incontro, basta seguire il tutorial e la nota facsimile n.1 che contiene tutte le argomentazioni da esporre.

Per maggiori informazioni scarica la documentazione qui

 

Tutto ciò, al solo fine di garantire la tutela dell’alunno in un contesto istituzionale deputato a sviluppare il proprio processo democratico decisionale, quale pre-condizione essenziale per la partecipazione egualitaria del cittadino nella società.

 

SIAMO, Comitato Giuridico

Simona Giacchi

 

 

 

 

 

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