Il ginseng è una pianta erbacea perenne che appartenente alla famiglia delle Araliaceae.
Noto e apprezzato per le sue proprietà adattogene, ipoglicemizzanti, energizzanti e antistress, è utilizzato come valida alternativa al caffè (al pari della cicoria).
Ginseng: cos’è e quali sono le proprietà benefiche
La radice di ginseng viene utilizzata fin dall’antichità come rimedio naturale per contrastare stanchezza, apatia e debolezza fisica. Parliamo di una pianta alta dai 30 agli 80 cm che presenta fusto glabro, foglie palmate e sottili e fiori con corolle di colore verde-giallo.
Questa radice apporta vitamine, ginsenosidi e panaxosidi. Inoltre, ha proprietà toniche, stimolanti, energizzanti e per questo è può essere assunta per rafforzare il sistema immunitario e nervoso, ma anche per potenziare le capacità fisiche e quelle mentali.
Ma non è tutto: il ginseng, infatti, migliora la risposta del cervello e quella del surrene, aiuta a ridurre la concentrazione di glucosio nel sangue, accresce la resistenza fisica, i riflessi e la memoria e riduce al tempo stesso anche il senso di affaticamento.
Come si assume e possibili effetti collaterali
In commercio sono disponibili varie tipologie di ginseng: questa radice, infatti, si può acquistare sotto forma di compresse, tisane, tintura madre, polveri e granulato. Per non eccedere con le quantità giornaliere, tuttavia, si consiglia di assumere 30-40 mg di polvere, oppure 1-2 capsule o ancora 30 gocce di tintura madre.
Assumere una quantità eccessiva di ginseng può causare tachicardia, insonnia, tremori e disturbi digestivi. Inoltre, questa sostanza è sconsigliata in caso di ipersensibilità accertata verso uno o più componenti e tra le controindicazioni, infine, figurano anche dolore alla testa, malessere generale o irritabilità.