Muffe alimentari: quali sono e i rischi per la salute

Muffe alimentari: quali sono e i rischi per la salute

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Chi non hai mai visto cibi con la muffa in vendita al supermercato nei banchi di frutta e verdura o direttamente nella propria dispensa, perché sono scaduti, conservati male e via dicendo? Ma quali sono i rischi di consumarli e quali sono le muffe sugli alimenti?

Partiamo col dire che le muffe, così come i lieviti, appartengono al regno dei funghi, esistono fin dall’antichità e senza di questi non sarebbe stato possibile ad esempio creare il vino, la birra e altre bevande alcoliche, ma anche cibi come alcuni formaggi fra cui gorgonzola, il brie, francese Roquefort, i quali presentano proprio all’interno della loro pasta intere colonie di muffe fra i più famosi e consumati da citare.

Dunque le muffe si possono dire “utili” in un certo senso, ma non sempre è così perché alcune sono dei pericoli per la nostra salute. Ecco una lista delle possibili muffe che si possono creare sugli alimenti e i loro pericoli.

Muffe alimentare: caratteristiche e tipi

Le muffe generalmente si sviluppano tra i 15 e i 30° C, anche se preferiscono come temperatura quella che va da 20 a 25° C, l’umidità è un altro fattore a favore delle muffe quando supera il 65%. I cibi soggetti a sviluppare muffa infine sono quelli ricchi di acqua e proteine con un pH nel range fra 4 e 8.

Attenzione poi che le muffe alimentari sono diverse anche in colore a seconda della famiglia di appartenenza e fra quelle più pericolose si trovano ad esempio quelle che producono micotossine, ovvero sostanze tossiche in grado di inquinare gli alimenti.

Lemuffe alimentari sono:

  • Aspergillus da cui nascono diverse micotossine dal nome aflatossine legate ad alimenti come frutta secca, cereali e latte, ma anche salumi e pesce. I miceli assumono colore diverso a seconda del grado di sporulazione.
  • Penicillium da qui nascono le micotossine ocratossine e le patuline, le prime si presentano sui cereali, alimenti essiccati, riso, farine e prodotti da forno, le seconde sembrano preferire i succhi di frutta. Il colore varia a seconda dello stato nutrizionale.
  • Fusarium da cui derivano le zearalenoni e le fumonisine entrambe presenti in particolare sul mais, ma anche le micotissine tricoteceni che si riscontrano su orzo, avena, segale, legumi, tuberi, verdura, frumento e anche mais. Il colore dei miceli di questa muffa varia dal rosa al rosso ai violetti.
  • Monilia fructigena/sitophila che tende a preferire pane e frutta , ha un micelio di colore bianco o molto chiaro e un fase di ammuffimento produce un caratteristico colore arancione.
  • Botrytis che attacca frutta e verdura in particolare aglio, cipolla, pomodori, uva, fragole, mele e pere. I miceli variano da biancastri a grigio scuro.
  • Cladosporium herbarium che attacca i cibi conservati in frigorifero come carni, uova e verdure fresche. Il colore del micelio è verde oliva.

Muffe alimentari: i rischi per la salute

Fra le muffe indicate sopra quelle più pericolose sono quelle che producono micotossine fra cui in particolare Aspergillus, Fusarium e Penicillium.In alcuni purtroppo sono già presenti per via di contaminazione durante la catena alimentare come ad esempio il mangime somministrato agli animali.

Questo tipo di micotossine hanno conseguenze diverse per il nostro organismo a seconda dello stato di salute del soggetto e delle sue difese immunitarie. Un soggetto sano con un buon sistema immunitario difficilmente rischia gravi conseguenze per via delle muffe alimentari, un soggetto debilitato può andare invece incontro a diversi rischi fra cui:

  • alterazione dell’apparato gastrointestinale come diarrea e vomito,
  • problemi renali in particolare per chi già soffre di calcoli e candidosi,
  • problemi respiratori con sviluppo di rinite allergica,
  • attacchi asmatici e congestione nasale,
  • danno ai centri nervosi,
  • mutagenicità del DNA.

Pertanto, se vi trovate di fronte a cibi con muffa valutate bene se consumarli o gettarli in linea generali viene consigliato di evitare il consumo di pane e derivati, latte e yogurt, formaggi freschi e consistenza molle, salse e sughi, carne cruda o cotta con presenza di muffa. Questi dunque è meglio gettarli via per evitare contagi e rischi gravi per la salute.

I cibi come formaggi stagionati, salumi e marmellate vanno incontro a una minore proliferazione di muffa, pertanto se ve ne è basterebbe eliminare le zone contaminate e consumarli lo stesso. Questa modalità deve essere in via eccezionale e non diventare un’abitudine.

In modo particolare se la muffa è arancione o rosata l’alimento va gettato del tutto perché potrebbe danneggiare i centri nervosi.

Consigli utili per evitare il proliferare di muffe alimentari a casa

Una volta conosciute le muffe e come possono essere pericolose per il nostro organismo è fondamentale sapere che le spore della muffa si trovano nell’aria e in tutto l’ambiente, per questo gli alimenti vanno sempre coperti e riposti in contenitori ad uso alimentare con coperchio per evitare la contaminazione e il proliferare. In ultimo le muffe come detto amano l’umidità, per questo è importante sanificare dove si ripongono gli alimenti, in particolare cucina e frigorifero.

In particolare il frigorifero va pulito e disinfettato con regolarità con una soluzione a base di acqua e aceto in parti uguali, o se non amate l’odore dell’aceto potete sostituirlo con limone e bicarbonato.

Non vanno mai inseriti alimenti ancora caldi, ma aspettate che si raffreddino. Controllate sempre le guarnizioni se sono rotte o danneggiate provvedete a sostituirle.

L’umidità invece all’interno può essere ridotta riponendovi una ciotolina con del bicarbonato da sostituire con regolarità.

Attenzione quindi ai cibi che avete a casa e in frigorifero, non riempite mai troppo le vostre dispense ma comprate cibi freschi se possibile giornalmente e consumateli subito. La salute è un grande dono cerchiamo di preservarla quanto più possibile!

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