Capire il karma: una vita come un giorno

Capire il karma: una vita come un giorno

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Speciale pubblicazione Rudolf Steiner

(articolo di Massimo Nicastro)

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“Sono stato una persona con una forte propensione al ragionamento, una persona portata a riflettere e a interiorizzare, oppure una persona che ha amato provare sensazioni esteriori?”

A domande come questa, sollevata da Rudolf Steiner, troveremo risposta nella prossima vita se, dal presente, porteremo sufficienti forze che si manifesteranno come fiducia nella vita e nel prossimo e come volontà di conoscenza. Grazie a queste forze sapremo orientarci nella vita in ogni occasione e ovunque.
Nel nostro tempo si è soliti considerare il karma come una «dovuta» punizione: una situazione «negativa », per esempio, ti capita perché sei stato «cattivo», è semplicemente il contraccolpo che ti sei meritato.
Di fronte alle difficoltà della vita, questo concetto del karma comporterà un vissuto tutto in negativo, perché ogni evento spiacevole o di sofferenza sarà visto come una disgrazia, e meglio sarebbe stato se non fosse successa!
Un pensiero che invece non voglia prendere in considerazione il karma, perché presume di essere razionale e logico, riterrà ogni evento frutto del caso.
In entrambi casi, se ad una persona capita una serie di accidenti, e magari la conosciamo un pochino, diciamo che se lo merita. Ma se gli accidenti capitano a noi diciamo che è ingiusto! In pratica, se la situazione pare a nostro svantaggio, non siamo in grado di emettere un giudizio conoscitivo fondato su un dato di fatto oggettivo e non ci resta che emettere un giudizio morale, ovvero emetto sentenze su cosa e come avrebbe dovuto essere la situazione.
L’innovazione del concetto di karma introdotto da Rudolf Steiner un secolo fa, è una rivoluzione rispetto al concetto orientale, tutto declinato in senso passivo. La novità consiste nel fatto che «karma» non è qualcosa che ti capita solo come effetto di quanto omesso in vite precedenti, ma è causa, scelta e voluta dalla nostra sovracoscienza, quale forza pura di amore. Il karma non conosce castigo, perché tutto quello che architetta viene creato da una saggezza superiore che, come un genitore, guida il proprio accudito ad affrontare le sofferenze come occasioni di crescita.
Duemila anni fa è avvenuta una svolta: l’Essere dell’Amore ha immesso nell’umanità forze tali da far sì che ognuno di noi possa, se vuole, compiere nella seconda metà dell’evoluzione azioni sempre più coscienti, al punto da trasformare la sofferenza in beatitudine. Dato questo presupposto, grazie ad una scienza del karma, noi, col nostro pensiero amante, possiamo trasformarci da creature a creatori. È un lavoro quotidiano: nel corso della nostra giornata, senza tralasciare ciò che quotidianamente ci occupa, possiamo coltivare questi nuovi pensieri relativi al karma e alla reincarnazione; possiamo coltivarli come ipotesi che ci aiutano a capire i diversi casi della vita. In questo modo inizieremo ad immettere nel nostro organismo forze pensanti, volutamente, senza l’induzione di meccanismi esteriori, forze che scaturiscono dalla nostra interiorità, come una meditazione che, se costantemente esercitata, ci consente di conseguire uno sguardo panoramico della nostra vita. Questo sguardo ci porta non a reagire più di primo acchito alle cose, ma ad agire partendo dall’attività principale del nostro essere umano: il pensare.

Allora non considereremo più quella persona e/o quel fatto tanto insopportabile da volerne scappare, ma vorremo condividere sempre più con questo nostro «fratello sovrasensibile» l’amore con cui abbiamo cercato, ancor prima di nascere, tali situazioni o tali persone. Ci si svelerà che non è un «male» ciò che ci capita, ma lo diventa se nel mio pensare e nel mio amore ometto di affrontare e vivere queste occasioni volute e cercate. Nulla si patisce, infatti, perché tutto si sceglie. Arriveremo anche ad amare quelle malattie dalle quali vogliamo guarire il prima possibile, perché sapremo che la guarigione avverrà se porto a coscienza, mentre sono ammalato, ciò che di sbagliato sto facendo e che non si accorda a ciò che il mio karma ha pianificato in piena saggezza per me.
La grandezza dell’amore del karma è quella di collocarci nei contesti di vita migliori per la nostra crescita, ma lascia a noi la scelta di come pensare ed agire. Se voglio costruire una casa per abitarci, una volta finita non sentirò pregiudicata la mia libertà perché sono costretto ad andarci a vivere. Nello stesso modo, non mi sento pregiudicato nella libertà se la vita presente mi porta incontro ciò che ho pianificato nelle vite precedenti. E la libertà è l’arte del possibile, un possibile che il karma mi porta incontro e che noi
omettiamo quando desideriamo l’impossibile.

Basterebbe osservare quanta saggezza troviamo nel Mondo della natura per rendersi conto che l’uomo, che è il coronamento della creazione, non può subire casualmente la vita! Sarebbe un assurdo. Così come il karma: una vita come un giorno non si vive solo dalla mattina alla sera, ma c’è stato un ieri in cui abbiamo pianificato delle cose da fare, e un domani in cui andremo a realizzarle, se ci fosse una sola vita non avremmo occasione di ritornare con propositi sempre nuovi, freschi e viventi per divenire sempre più adulti nella mente e nel cuore.
Spesso non ci rendiamo conto di quanto stiamo patendo, negli ultimi decenni, a causa di una pigrizia conoscitiva: diamo tutto per scontato e se vogliamo saper qualcosa chiediamo che ce lo dica qualcuno, magari un esperto.
L’inizio della conoscenza, come dice Steiner, e che ritroviamo in Platone ed Aristotele, è la meraviglia, ovvero quella forza dell’anima da cui scaturisce una venerazione per tutto quello che si scopre di nuovo. Essa ci porta a provare un sentimento di saggia armonia coi fenomeni del Mondo e poi una reale devozione per la vita dell’universo.
Potrà sembrare illogico che, per arrivare alla realtà del senso e della meta dell’evoluzione umana, occorra avvicinarsi con questi sentimenti. Eppure, in queste conferenze come in tante altre, Steiner non si stanca di dirci che col ragionamento, con l’intelletto, noi possiamo apprendere solo ciò che dipende dalla singola incarnazione che si sta vivendo. La prospettiva offerta da Rudolf Steiner, invece, ci porta a capire con la luce del pensiero e col calore del cuore che il karma è il passato della mia libertà.

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