Oli essenziali per un caldo inverno

Oli essenziali per un caldo inverno

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Buongiorno, dottoressa, andiamo incontro all’inverno e all’intimità delle relazioni. Ci sono degli oli essenziali che favoriscono l’incontro?

Gli oli essenziali portano intrinsecamente un messaggio di amore e unione tra noi e con il cosmo e ci invitano a relazionarci con la nostra parte profonda e quindi con gli altri. L’olfatto, attraverso cui li percepiamo, è il senso più arcaico che abbiamo, è legato alle nostre percezioni ed emozioni più profonde. Il profumo degli oli essenziali e delle acque aromatiche raggiunge il nostro cervello attraverso gli organi olfattivi, senza il filtro della corteccia e quindi della parte conscia. Ciò accade a livello del Sistema Limbico, una parte del cervello molto antica dal punto di vista evolutivo, che si trova al centro del cervello, sopra il  tronco encefalico e sotto la corteccia cerebrale, nel limbo… è la stazione di controllo delle funzioni neurovegetative (circolazione sanguigna, digestione, respirazione, temperatura corporea) legate alla sopravvivenza, alle emozioni, alle memorie, all’apprendimento, al comportamento. Questo centro è  collegato all’ipofisi, che regola il flusso ormonale.

Gli odori parlano all’inconscio e si possono collegare a stati d’animo e memorie che dipendono dalla nostra “cultura olfattiva”, la società in cui siamo cresciuti, le esperienze … Ogni persona ha un proprio repertorio di recettori olfattivi e di sistema immunitario. Uno dei sistemi di segnalazione di questa variabilità è il complesso maggiore di istocompatibilità (MHC). I geni MHC producono proteine che funzionano come un’etichetta sulle cellule del corpo e interagiscono col sistema immunitario per segnalare infezioni e corpi estranei. Ognuno ha una propria impronta in termini di MHC. Noi distinguiamo gli odori in base ai nostri MHC. MHC simili si riconoscono come self, quelli diversi come non self, ma attraenti. Quindi siamo attratti da chi ha un portfolio genetico diverso dal nostro. Ciò avrebbe il vantaggio evolutivo di rimescolare il nostro patrimonio genetico. Queste ricerche fanno parte dei cosiddetti esperimenti della “maglietta sudata”, perché prevedevano la valutazione da parte di volontarie femmine delle magliette sudate di altri volontari maschi. La scelta delle magliette confermava sempre l’attrazione tra MHC diversi.

Tutto questo per dire che ci sono odori che attraggono e altri che respingono e anche la percezione degli oli essenziali può essere personale e mutuata da questa variabilità. Patrick Süskind nel suo libro “ Il profumo” diceva “Gli uomini possono chiudere gli occhi davanti alla grandezza, davanti all’orrore, e turarsi le orecchie davanti a melodie o a parole seducenti. Ma non possono sottrarsi al profumo. Poiché il profumo è fratello del respiro. Con esso penetrava gli uomini, a esso non potevano resistere, se volevano vivere. E il profumo scendeva in loro, direttamente al cuore e là distingueva categoricamente la simpatia dal disprezzo, il disgusto dal piacere, l’amore dall’odio. Colui che dominava gli odori, dominava il cuore degli uomini”.

Fatta questa premessa, ci sono oli essenziali ritenuti afrodisiaci e altri anafrodisiaci.

 

Può parlarci di questi oli afrodisiaci e di quelli anafrodisiaci?

Partiamo dalla categoria forse meno ricercata (forse): gli anafrodiasiaci. I monaci e le suore conoscevano molto bene le proprietà anafrodisiache della maggiorana e la coltivavano nei loro conventi. Addirittura si dice che la maggiorana favorisca il celibato, la rinuncia alla vita sessuale, magari anche dovuta a situazioni contingenti come il lutto, la separazione, la lontananza, la solitudine. Aiuta le persone con una intensa vita sessuale ad affrontare periodi di ritiro spirituale. Dona calore e conforto. Rilassa, stabilizza, calma l’instabilità emotiva e apre all’amore incondizionato. Porta a un generale equilibrio, anche sul piano psichico e fisico, in quanto mitiga l’angoscia e la paura, la sovraeccitazione e il sovraffaticamento intellettuale e fisico, regola la pressione (ipotensiva), la tiroide, la tachicardia. Sull’apparato digerente combatte le coliche, il meteorismo, la stitichezza, gli spasmi  e in generale i problemi di stomaco. Aiuta in caso di strappi, lombalgie, contratture, contusioni. È utile anche per sedare i problemi legati alla tosse, influenza e raffreddore.

C’è chi dice che anche la lavanda calmi i bollori, ma dipende sempre dalla esperienza che se ne è fatta. Se la lavanda si associa al profumo della nonna e della mamma, può avere questo effetto. L’odore e il suo effetto sono molto dovuti alle associazioni che abbiamo fatto con episodi, ricordi, sensazioni nostre.

L’angelica invita al raccoglimento e alla connessione spirituale, in caso di libido esacerbata sono consigliati l’ aneto nella donna e l’incenso nell’uomo.

Passiamo ora alla categoria più stuzzicante, quella degli oli essenziali afrodisiaci…

Sono riconosciuti come afrodisiaci normalmente il neroli, la cannella, il geranio, l’ylang ylang, il patchouli, il vetiver e lo zenzero (per l’uomo), la salvia sclarea, il sandalo, la santoreggia montana.. ne vediamo qualcuno.

La cannella ha un aroma caldo e suadente, che di per sé scalda e corrobora la circolazione, aiutando anche in quei momenti. Il modo migliore di impiegarla è diffonderla o applicarla in massaggio facendo attenzione a usare olio essenziale da foglie e non corteccia, molto diluito.

Il geranio irradia l’energia del cuore, attira il positivo. Ha un benefico influsso sulla regolazione ormonale, sulla digestione e sulla pelle.

Il neroli è legato alla purezza, al matrimonio e alla verginità. Ma era anche il profumo delle prostitute di Madrid e libera l’energia del secondo chakra, associata al piacere e alla gioia.

Il patchouli è un terroso e speziato olio essenziale che tende a migliorare col tempo. Agisce sul primo e secondo chakra ed è indicato come afrodisiaco, soprattutto contro la frigidità e l’impotenza. Stimola la creatività, pur ancorando all’energia della terra.

La salvia sclarea è la pianta di elezione per le donne, stimola la creatività, la spensieratezza e regola il sistema ormonale, favorendo il contatto.

Il sandalo favorisce la libido e l’unione, portando armonia nella coppia. È utile praticare un massaggio reciproco con olio di sandalo e olio vettore.

La santoreggia, il cui nome botanico è Satureja montana, deriva il suo nome dai satiri, esseri mitologici legati alla fertilità e famosi per la loro lascivia e prestanza. Agisce infatti sulle ghiandole sessuali rafforzando l’energia fisica e sessuale e stimola il desiderio.

L’ylang ylang è definito in aromaterapia lo stucchevole femminile. L’intenso profumo del fiore scioglie i blocchi, crea la pace e un clima di accoglienza che favorisce l’incontro.

Di tutti questi oli si può fare diffusione e massaggio in olio vettore. Data la preziosità di alcuni, occorre usarli abbondantemente diluiti da soli o in miscela.

Direi che abbiamo tutto l’inverno con le sue lunghe notti per provare l’efficacia e l’apporto che questi preziosi oli possono dare!

 

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