Music for cats: la musicoterapia… per i gatti

Music for cats: la musicoterapia… per i gatti

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L’udito dei gatti è sviluppato in modo differente rispetto a quello umano. Partendo da queste premesse è nato Music for Cats, un insieme di tracce musicali e rumori studiato appositamente per stimolare il cervello dei felini domestici.

Parliamo di un mix di musica, ronzii, fruscii e suoni realizzato da un team di studiosi che per mesi ha studiato nel dettaglio i comportamenti dei “pelosi” e le loro risposte a determinati stimoli musicali.

Com’è nato Music for Cats

Il progetto è nato per volontà di David Teie, violoncellista americano della National Symphony Orchestra e Charles Snowdonm, psicologo e professore emerito della University of Wisconsin-Madison. I due uomini, infatti, coadiuvati da un team di scienziati, hanno voluto creare delle particolari composizioni che richiamassero i rumori ambientali, finalizzate anche a stimolare i bisogni naturali dei gatti.

Music for Cats, quindi, sono delle raccolte di brani che stimolano la curiosità felina, ma anche pezzi rilassanti o tracce che fanno risaltare determinate emozioni.

Tracce musicali: come sono strutturate

Gli studiosi sono partiti dal concetto che mixare rumori diversi permette di ottenere risultati opposti. Per avere un effetto energizzante, ad esempio, hanno accostato suoni simili al cinguettio degli uccelli, pause e fruscii. Al contrario, per rilassare i gatti, hanno proposto tracce con un crescendo di fusa, silenzi e miagolii.

Con un elemento comune: tutte le tracce musicali, infatti, sono di fatto prive di testo e parole. Le note si intervallano unicamente ad un insieme di rumori differenti.

I risultati ottenuti sui gatti

Il team di scienziati ha condotto diversi studi analizzando un ampio campione di gatti di diversa razza, età e provenienza. Dalle loro analisi è emerso come felini giovani e reduci da contesti difficili siano concretamente più sensibili alla musica.

Inoltre, gli stessi hanno anche appurato che ogni singola specie presenta una risposta biologica diversa ai suoni: questo, infatti, è dovuto allo specifico sviluppo cerebrale, ma anche alla tipologia delle vocalizzazioni.

Senza contare che un ulteriore studio condotto dai ricercatori della Louisiana State University (LSU) ha evidenziato a sua volta come vocalizzazioni e fusa abbiano un effetto calmante sui gatti tale da rallentare addirittura il ritmo del battito cardiaco a riposo.

 

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