ARTICOLO 32: diritto alla salute

ARTICOLO 32: diritto alla salute

- in Bambini e Mamme
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Intervista a Patrizia Rech

Avvocato, Rech, articolo 32 e Diritto alla Salute: come convivono col Decreto Vaccini?
Non bene, direi. L’art. 32 tutela il diritto alla salute tanto dal punto di vista dell’individuo quanto da quello della collettività. Ma qui siamo difronte ad un Decreto Legge che tutela il diritto alla salute solo quale diritto della collettività. Peraltro la legge di conversione ha apportato modifiche che ci suggeriscono come questo trattamento sanitario, in un certo senso obbligatorio, riguarda una serie di emergenze sanitarie: emergenze di cui però non ci hanno resi edotti.

L’appello fatto dal governatore Zaia. Possiamo crederci?
Possiamo e dobbiamo crederci. L’ha fatto perché evidentemente anche lui ritiene che sia stato leso il diritto fondamentale alla salute individuale, nonché il diritto all’istruzione e quello alla libertà di scelta, garantiti dalla Costituzione. Crediamoci e staremo a vedere.

Ecco, dal punto di vista della legittimità costituzionale, può spiegarci meglio le criticità della normativa sui vaccini?
Molto semplice: mettiamo sotto gli occhi di tutti il modo in cui la Costituzione tutela alcuni diritti fondamentali dal punto di vista dei rapporti civili, quelli indicati all’arti. 13 del Titolo I della Parte I della nostra Carta. Anzitutto a me sembra che i “rapporti civili” con questa legge siano stati seriamente intaccati. All’art. 13 il comma 1 dice che “La libertà personale è inviolabile”, il comma
2 che “Non è ammessa alcuna forma di detenzione, di ispezione o di perquisizione personale, né qualsiasi altra forma di restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge”.

E il nostro Governo per l’appunto qui ha fatto una legge.
Chiaro. Diversamente non avrebbe potuto varare alcun tipo di obbligo vaccinale. Però il comma 4 ci dice che “E’ punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà”. Dal combinato disposto di questi commi, nonché dalle norme sovranazionali, ricaviamo l’obbligo di rispettare le convinzioni degli individui.

E in termini di diritto alla salute?
Il Titolo II della nostra Costituzione è rubricato “Rapporti etico-sociali”, parlandoci, all’art. 32, del diritto alla salute. Il comma 1 ci dice che “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. Ma io mi domando perché questa legge sui vaccini tuteli l’interesse della collettività e non anche il diritto dell’individuo…
Fino al 1999 le vaccinazioni obbligatorie erano 4. Poi nessuna. Ora nel 2017 diventano 10. Mi domando se noi cittadini italiani ci siamo persi qualche epidemia…? E allora ecco le normative internazionali che ci dicono che il diritto individuale alla salute non può essere oppresso dall’interesse della collettività.

Come si rapporta invece questa legge al diritto all’istruzione?
La nostra Costituzione ci dice che la scuola è aperta a tutti, e che viene garantito il diritto all’istruzione inferiore impartita per almeno 8 anni, obbligatoria e gratuita. Inoltre, il Protocollo Addizionale per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo di Parigi all’articolo 2 ci dice che “A nessuno può essere interdetto il diritto all’istruzione” e che “Lo Stato, nell’attività che svolge nel campo dell’educazione e dell’insegnamento, rispetterà i diritto dei genitori di assicurare questa educazione e questo insegnamento secondo le loro convinzioni religiose e filosofiche.” Ne consegue che il Decreto Legge n. 73/2017 risulta lesivo di diritti inviolabili, ponendosi in contrasto con le superiori disposizioni costituzionali e sovra-nazionali.

Come opporsi a tutto ciò?
Il titolo del Decreto, come modificato dalla Legge di Conversione, titola “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, di malattie infettive e di controversie relative alla somministrazione di farmaci”. Esaminando gli articoli introdotti con la legge di conversione sembra che con essi chi ha normato abbia voluto “poi” motivare, dal punto di vista sanitario, la necessità di una imposizione che tocca alle radici diritti garantiti dalla nostra Costituzione. Ci dicono che i genitori debbano mandare una raccomandata perché altrimenti non siamo dei buoni
genitori perché non ci informiamo; ma casomai, nel momento in cui tu mi obblighi a un trattamento sanitario affinché mio figlio possa accedere all’istruzione che è un diritto fondamentale garantiton dalla nostra costituzione, sei tu che mi devi informare sulle cose che mi vuoi somministrare. E poi invito tutti a leggere soprattutto il comma 4, all’articolo 1.

Sentiamo.
Il comma 4 dice che “In caso di mancata osservanza all’obbligo vaccinale di cui al presente articolo, i genitori esercenti la responsabilità genitoriale, i tutori o i soggetti affidatari, sono convocati dall’azienda sanitaria locale territorialmente competente per un colloquio al fine di fornire ulteriori informazioni sulle vaccinazioni e di sollecitarne l’effettuazione”. Questo è il fulcro della norma di legge, che dice che l’azienda sanitaria locale ha l’obbligo di convocare i genitori per il cosiddetto consenso informato. Mi auguro che le ASL e il Ministero della Sanità lavorino bene a tal fine, Invito i genitori quindi a lasciare che siano gli uffici sanitari a fare il primo passo: sono loro che devono convocarvi.

Quindi un genitore che si muovesse lui per primo verso la ASL sarebbe in errore?
E’ una libera scelta. Naturalmente poi ogni avvocato consiglia ciò che ritiene migliore. Personalmente io non farei alcun passo in più. Perché è stato “imposto” un trattamento sanitario, sono stati imposti degli obblighi vaccinali, e perciò chi li ha imposti mi deve informare. Ripeto: io non devo dimostrare di essere un bravo genitore andando a informarmi all’ASL. E’ l’azienda sanitaria che deve informarmi su cosa vado ad iniettare a mio figlio. Fermo restando che la scelta è libera, se un genitore ne sente l’esigenza può chiedere alla ASL tutti i chiarimenti necessari, spero.

Questa legge sta creando grande ansia nelle famiglie.
Nei genitori sicuramente ha già creato molta ansia. E questa è la cosa più brutta. Per fortuna non l’ha ancora creata nei bambini… Ma temo finirà col creare ansia anche in un bimbo quando frequenterà scuola per alcuni mesi e poi a metà anno gli verrà detto “te ne devi andare”. Noi però ci auguriamo e faremo in modo che questo non avvenga.

Tutto questo è arrivato quando i nostri figli erano già stati iscritti a scuola.
Esattamente. Soprattutto, a noi non è dato sapere come gli enti pubblici agiranno. Non l’hanno scritto nella normativa.

Dal punto di vista amministrativo come ci si potrà opporre, ad esempio, a un provvedimento di espulsione o sospensione dalla scuola?
La legge ancora non fa luce sulla tipologia specifica dei provvedimenti amministrativi a cui si potrà andare incontro. Io direi perciò di lasciare che la Pubblica Amministrazione faccia il suo percorso, poiché l’agire amministrativo, in qualunque momento si mostri carente, potrà essere impugnato.

Nella norma si parla anche di una sanzione amministrativa pecuniaria.
Sì. Il testo della legge di conversione dice che in caso di mancata effettuazione delle vaccinazioni, ai genitori esercenti la responsabilità genitoriale, ai tutori o ai soggetti affidatari è comminata la
sanzione amministrativa pecuniaria da euro cento a euro cinquecento. Cifre notevolmente più basse rispetto a quanto indicato originariamente nel Decreto.
Più in generale c’è stata una serie di correttivi che non si capisce dove trovino fondamento, se non in un “tentativo” di calmare la popolazione… Dimenticandosi però che la popolazione è allarmata non per queste cose. Questo è ciò che vi direbbe un genitore oggi: noi temiamo per la salute dei nostri figli, poiché non siamo stati informati debitamente.

Parlando invece dei motivi di esenzione?
I casi di esenzione dall’obbligo vaccinale, elencati dalla legge, sono veramente emblematici: un bambino esentato per gravi problemi di salute, e qui andrebbe aggiornato l’elenco risalente se non sbaglio al 2013, oppure perché è già stato immunizzato per quel tipo di malattia, e anche qui va fatta maggior chiarezza.

In Italia c’è sufficiente informazione sui vaccini e sulla legge?
Circa i vaccini credo possano rispondere in modo più esaustivo i medici; sicuramente non c’è stata adeguata informazione sui motivi scatenanti questa legge, che impone un trattamento sanitario, ma sulla base di interessi della collettività, di dati scientifici e di accordi internazionali che non ci sono noti. Oggi i genitori sono obbligati a vaccinare i propri figli senza essere stati informati sul motivo.

 

Patrizia Rech
Avvocato dal 2005, membro della Commissione Affari Penali dell’ordine degli avvocati di Pordenone.
Relatore del corso biennale obbligatorio per le difese d’ufficio istituito dal Consiglio Nazionale Forense.

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