Libertà di scelta terapeutica

Libertà di scelta terapeutica

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Intervista all’avvocato Roberto Mastalia

La questione dell’obbligo vaccinale in Italia continua a tenere banco nei dibattiti, trovando sempre più voci che si oppongono a questa imposizione dello Stato. Si pensi alla manifestazione free-vax del 24 settembre 2017 a Bologna alla quale hanno partecipato migliaia di persone per chiedere semplicemente una cosa: libertà. Tra queste voci a sostegno della causa, abbiamo intervistato l’avvocato Roberto Mastalia, da sempre paladino della libertà di scelta, che ha partecipato a “5 passi verso la libertà”, il primo seminario nazionale sull’autodeterminazione che tenutosi il 17 e il 18 novembre 2017 al Zanhotel & Meeting Centergross di Bentivoglio (BO).

Avvocato, qual è la sua posizione riguardo alla Legge Lorenzin?

Questa legge, dal nostro punto di vista, è incostituzionale e discriminatoria nei confronti dei bambini perché si impedisce loro di andare a scuola con una scusa. La scusa non è tanto una protezione dei bambini da questi “genitori cattivi”, quanto piuttosto una tutela presunta dei bambini immunodepressi e immunosoppressi. Questa è un’eccezionale bufala, perché un soggetto completamente immunosoppresso, ovvero senza difese immunitarie, non va a scuola e quindi non c’è bisogno di tutelarlo. Un bambino o un adulto immunosoppresso è purtroppo costretto a fare una vita diversa dagli altri, senza poter andare a scuola, uscire per andare nei centri commerciali o nei teatri e in tutti quei luoghi pubblici dove ci sia una grande affluenza di persone. Esistono due miliardi di diversi batteri e duecentomila tipi di virus e molti di questi si prendono direttamente dall’ambiente. La scuola è quindi un falso problema per loro.

Per quanto riguarda gli immunodepressi, cioè coloro con una risposta inferiore del sistema immunitario, vale lo stesso discorso. Quando si inoculano dei vaccini tipo morbillo, parotite, rosolia e varicella in un soggetto, questo soggetto rimane potenzialmente infettivo per gli altri per 4-6 settimane. Quindi in realtà sei tu stesso, vaccinato, che rischi teoricamente di mettere a repentaglio la salute degli immunodepressi perché li costringi a frequentare bambini che sono stati vaccinati con quei prodotti potenzialmente infettivi.

Cosa è cambiato con il decreto Milleproroghe?

Il decreto milleproroghe ha semplicemente procrastinato al 10 marzo 2019 il termine del 10 marzo 2018 per il deposito della documentazione attestante la regolarità delle vaccinazioni. In questo momento, depositando un’autocertificazione in cui il genitore dice di voler vaccinare il figlio entro il 10 marzo, siamo in regola. Il bambino così può entrare tranquillamente a scuola. Secondo me, presentando l’autocertificazione e facendo presente l’entrata in vigore del Milleproroghe, i genitori possono chiedere la revoca dell’esclusione per i bambini esclusi precedentemente.

Ha avuto notizie di situazioni particolari collegate a questa legge?

Ci sono arrivate segnalazioni di scuole dove dei bambini non vaccinati erano stati messi in disparte. Abbiamo detto agli associati di rivolgersi al dirigente scolastico perché isolare un bambino è un reato e una grave violazione della privacy. Facendo così fai capire agli altri che questo bambino ha un problema di un certo tipo. Per legge fino a due bambini non vaccinati possono stare nella stessa classe, dal terzo in poi alla scuola è data facoltà – non obbligo – di poter fare qualcosa per migliorare la situazione ma senza gravare sulla scuola. Se non hai altre classi, secondo me non puoi trasferire il bambino in un altro comune, ma non puoi nemmeno costituire un’altra sezione se non hai i soldi per poterlo fare.

L’insegnante può opporsi in qualche modo all’esclusione di un bambino non vaccinato?

No, gli insegnanti in questo momento non hanno un ruolo. La legge identifica nel dirigente scolastico il soggetto che deve prendere la decisione di fare o meno un provvedimento di esclusione nei confronti del bambino. D’altra parte, la legge sulla privacy prevede che in ogni istituto ci sia un soggetto autorizzato al trattamento dei dati personali. Notoriamente è una prerogativa che il dirigente riserva per sé stesso. Il problema è che da luglio dell’anno scorso fino ad oggi, quasi sempre i dirigenti scolastici non hanno tenuto fede alla legge sulla privacy ma hanno consentito a personale di segreteria, insegnanti, personale non docente, di venire a conoscenza di quali bambini non erano vaccinati. Questa è un’assoluta violazione della normativa sulla privacy per la quale abbiamo invitato i genitori a presentare denuncia penale e fare eventualmente causa civile e amministrativa davanti al Garante. I dati relativi alla salute sono tra i dati maggiormente sensibili e in questo caso riguardano addirittura dei minori. Eppure, nelle scuole vengono trattati come una cosa qualsiasi.

Ha avuto casi interessanti di genitori a colloquio con l’ASL?

Nell’ASL 2 dell’Umbria abbiamo trovato un responsabile delle vaccinazioni che in sede di colloquio, ai genitori che avevano fatto opposizione alla multa che gli era arrivata, ha risposto che i bambini non erano i loro ma dello stato. In sede di Commissione Sanità alla Regione l’ho rinfacciato pubblicamente, dicendo che i figli sono dei genitori che li hanno pensati, concepiti, partoriti e che tutti i giorni si battono per farli crescere, educarli e curarli. Lo stato, invece, è completamente assente, soprattutto coi genitori di figli gravemente disabili e che si trovano da soli a dover combattere contro tutto e tutti: contro le ASL che non dicono la verità e che non gli prospettano nessuna terapia valida per far migliorare i figli, ma che invece consiglia di imbottirli di psicofarmaci se, a 5 anni, il bambino continua ad essere problematico.

Inoltre, a qualcuno hanno detto che ci sono stati dei casi di poliomielite e difterite in Italia e che ci sono stati dei morti di morbillo superiori rispetto al numero reale.

Stiamo lavorando per intervistare il Ministro della Salute Giulia Grillo. Cosa le chiederebbe?

Alla ministra chiederei perché nel disegno di legge 770, per il quale è iniziata la discussione in Senato, il Movimento 5 Stelle ha indicato una serie di previsioni relative, non solo alla non eliminazione dell’obbligo vaccinale per i bambini, ma addirittura un’estensione possibile dell’obbligo vaccinale sia per le scuole dell’obbligo, sia per gli adulti. Questo sarebbe una palese violazione dell’articolo 34 della Costituzione che prevede l’obbligo scolastico per almeno 8 anni.

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