La seconda primavera: l’età menopausale delle donne

La seconda primavera: l’età menopausale delle donne

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Il termine menopausa (la cui derivazione è greca, letteralmente scindibile in due parole “cessazione” e “mese”) indica il periodo di fine dell’età fertile nella vita della donna per un assetto ormonale e riproduttivo cambiato. Ciò che viene a mancare e che è causa di buona parte di tutti i sintomi riferiti dalla donna che caratterizzano questo periodo è la mancanza di estrogeni, ormoni della donna per antonomasia.

In Italia l’età media in cui si verifica questo evento fisiologico intercorre tra i 45 e i 55 anni.

Il primo segnale che tutte le donne registrano come campanello d’allarme per dirsi o meno in menopausa è la scomparsa della mestruazione mensile; bisogna ricordare però che per essere definita tale, la donna non deve vedere la mestruazione da almeno un anno.

Le irregolarità del ciclo mestruale (sia che si tratti di cicli ritardati piuttosto che di cicli anticipati) vanno associate a un periodo preparatorio della vera menopausa detto Climaterio.

Sintomatologia della menopausa

Durante il climaterio per poi continuare in menopausa i sintomi più comuni sono sudorazioni profuse post vampata di calore.

La vampata di calore recepita dal senso generale come fuoco che inizia da metà petto per poi diffondersi sino al capo e al resto del corpo, piedi compresi, è la diretta conseguenza della mancanza di estrogeni. Questo ormone in età fertile contribuisce a regolare la temperatura del nostro corpo il cui centro è l’ipotalamo situato alla base del cranio. Quando gli estrogeni cominciano a calare viene meno il loro ruolo e così anche la temperatura corporea non è ben autoregolata. C’è poi da aggiungere  il disagio sociale che crea la vampata che non fa altro che aumentarne la comparsa: necessità di vestirsi a strati, di spogliarsi, di mancare d’aria, la consapevolezza di arrossire e sudare molto. Tutto ciò interferisce con le nostre attività quotidiane. Più emotivamente ci lasciano vincere dalla sua forza dandole importanza più tenderà a presentarsi. Il primo passo per vivere bene questa nuova “era” femminile è sicuramente quello di accettare il cambiamento e per farlo bisogna prendere consapevolezza della sua fisiologia. Solo così è possibile comprendere quale deve essere l’atteggiamento e quale lo strumento più idoneo a far vivere al meglio l’altra metà della vita alla donna.

Un altro importante segnale che questo periodo porta con sé è l’incapacità di riposare come prima. I risvegli notturni si fanno frequenti oppure nel cuore della notte (verso le ore 3.00 o le ore 4.00) si sta sveglie per una o due ore o, ancora, la maggior parte delle donne tende a svegliarsi molto presto.

Dal punto di vista ginecologico si affacciano disturbi quali secchezza intima, frequenti episodi di vaginiti e vaginosi. Anche in questo caso la causa è sempre la stessa: la mancata produzione di estrogeni. Questi, a livello epiteliale, hanno il ruolo di mantenere le sue strutture ben imbibite dei loro principi e nutrienti, questo il motivo per il quale a livello intimo si possono recepire disturbi. La vagina non è un canale sterile presenta una propria flora composta da un equilibrio tra agenti “buoni” e agenti “cattivi”. L’azione protettiva è svolta da lactobacilli e dal sistema immunitario; nello stesso luogo coabitano però altri agenti potenzialmente patogeni ma incapaci per il loro numero di svolgere azione lesiva (cocchi, candida, gardnerella..). In ambiente vaginale secco è molto facile che l’equilibrio si sposti verso la flora meno buona dove i suoi componenti, non trovando ostacolo alla loro crescita, aumentino a tal punto da svolgere azione lesiva con sintomi riferiti quali prurito intimo, bruciore e rossore.

Gli estrogeni così come suggerisce il loro nome ( geni dell’estro) svolgono un ruolo primariosul tono dell’umore. La loro carenza in menopausa fa sì che la donna si senta spesso stanca, svogliata, facilmente irritabile o addirittura depressa. La cura primaria deriva dalla comprensione che dovrebbe esserle offerta da tutto il nucleo di persone che la circondano.

La carenza di estrogeni si fa sentire anche sul piano circolatorio. A  livello dell’endotelio, che è quel tessuto che riveste all’interno tutti i vasi sanguigni e che produce sostanze vasodilatatrici e vasocostrittrici in equilibrio fra loro. In menopausa, questo equilibrio si spezza a favore delle sostanze vasocostrittrici, che restringono letteralmente i vasi sanguigni, provocando un innalzamento della pressione e aumentando il rischio di cardiopatia ischemica. Inoltre, la mancanza di estrogeni si ripercuote sulla quantità e qualità di grassi che circolano nel sangue: aumenta il colesterolo LDL, quello “cattivo” che si accumula nell’arterie formando le placche aterosclerotiche, e diminuisce il colesterolo HDL, quello “buono” che tiene pulite le arterie dalle placche. Occorre inoltre ricordare le alterazioni che la carenza di estrogeni induce sui fattori della coagulazione, contribuendo alla formazione di trombi.

Sul piano della salute ossea, gli estrogeni contribuiscono al rinnovo del tessuto osseo. Un equilibrio a favore degli osteoclasti (demolitori dell’osso) rispetto agli osteoblasti(costruttori dell’osso)significa andare incontro a perdita di massa ossea con maggior fragilità e struttura a “buchi” delle ossa.

La TOS: Terapia Ormonale Sostitutiva

Su prescrizione medico ginecologica, dopo un accurata anamnesi personale e famigliare è possibile, nelle donne con menopausa precoce o problematiche osteoporotiche o che ne facessero già uso da prima, accompagnare il periodo di passaggio dal climaterio alla menopausa assumendo ormoni sintetici in modo tale da alleggerire il corpo nei suoi cambiamenti fisiologici senza però subire il disagio che la carenza degli estrogeni, come evidenziato nelle righe precedenti, porta con sé.

Consigli e strumenti

Per affrontare al meglio la menopausa è bene svolgere una buona attività fisica per liberare endorfine che possano influire sul tono dell’umore. Possibilmente all’aperto per sfruttare attraverso la luce l’assorbimento del calcio attivando la vitamina D. Evitare di accumulare grasso corporeo in eccesso, depositi a cuscinetto attorno all’addome sono tipici della menopausa. Mangiare sano e vario. Non abbondare di grassi e  zuccheri poiché la salute del lume venoso potrebbe risentirne. Bere molta acqua in modo tale che l’epitelio si rimpolpi; a livello vaginale esistono dei gel a base di aloe, acido ialuronico, vitamina E o gomma xantano che possono esser di aiuto per il mantenimento della lubrificazione vaginale, in modo tale che anche la sessualità non venga compromessa. Se insorgono fastidi di altra natura accompagnati da bruciore e/o prurito è bene rivolgersi a un professionista per escludere situazioni patologiche o eventualmente intervenirvi.

La natura offre alla donna Salvia officinalis per i piccoli problemi legati a questa fase di passaggio, il Fieno greco per l’osteoporosi, la Sequoia gigantea contro la stanchezza e la depressione: un rimedio potente è la cimicifuga racemosa, per le vampate di calore, l’ansia e l’insonnia.

In età menopausale è indicato tenere controllato il proprio seno con mammografia e autopalpazione da effettuarsi con  frequenza mensile secondo le indicazioni impartite da ostetriche e ginecologi.

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