Fulmine a ciel sereno sulla famiglia del mulino bianco

Fulmine a ciel sereno sulla famiglia del mulino bianco

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Un pranzo speciale

Di Damiano Pelizzari

Oggi ho pensato di invitarti ad un pranzo speciale. Per condurti nel luogo che ho in mente non servono macchine, autobus e nemmeno le scarpe da ginnastica: ti basterà seguirmi con l’immaginazione, facendoti cullare dalle mie parole. Chiudi allora gli occhi e immagina di percorrere verdi vallate fino ad arrivare ad una piccola e graziosa fattoria, circondata da campi e colorate aiuole di fiori. Dall’edificio sembra arrivare la fragranza di pane appena sfornato che si mescola all’odore del bestiame dando vita a quel profumo inconfondibile tipico delle case in campagna, dove il tempo sembra essersi fermato e le tradizioni di una volta vigono imperanti.

Lo scenario ti apparirà familiare, anzi, forse ti sembrerà di averlo già visto in tv; e infatti, ad aspettarti è nientepopodimeno che la famiglia del Mulino Bianco! Ti accoglie il padrone di casa, tutto trafelato, ma visibilmente in forma; ad attenderti dentro ci sono invece la moglie, impeccabile nel suo vestito a fiori, un adolescente dall’aria studiosa e due ragazzini vivaci e scattanti: insomma, la perfezione fatta famiglia. Ti accorgerai subito, però, che qualcosa non va: gli sguardi dei tuoi ospiti non sono così felici come il loro sorriso da fotografia potrebbe far pensare e nell’aria si avverte un clima di tensione, come quando, prima di un temporale, si respira un’aria carica di pioggia. La giovane mamma infatti ti fa sedere un po’ rudemente su una sedia priva di cuscino, salutandoti a malapena; i due bambini ti osservano con diffidenza, rimanendo in silenzio anziché giocare e ridere come ci si aspetta a quell’età. La prima portata è deliziosa, ma l’arrosto, quando arriva, è un po’ bruciacchiato. L’uomo di casa rivolge alla moglie uno sguardo di disapprovazione, ma questa subito scatta e si giustifica con te dicendo: “Mi spiace, caro amico, per la carne, ma sai, in questo periodo sono così distratta… è tutta colpa di questo qui, mio marito, proprio lui che ora mi guarda come se avessi commesso un crimine!

Da quando frequenta quella sgualdrinella conosciuta in città mi è passata la voglia di cucinare. Non mi era mai capitato di bruciare qualcosa, mai, ma la delusione e la tristezza fanno fare brutti scherzi. Oh, dannati uomini!”. A quel punto la giovane donna scoppia a piangere, tenendosi la testa fra le mani. Il compagno ti guarda imbarazzo e sta per ribattere qualcosa quando l’occhialuto adolescente, finora rimasto in silenzio, urla improvvisamente: “Basta! Non ne posso più di voi due! Litigate sempre, anche di fronte agli altri! Me ne voglio andare di qui!” Si alza e scappa dalla stanza, sbattendo la porta e facendo scoppiare in lacrime anche la bambina più piccola, mentre l’altro fratello tenta invano di consolarla. Il padre bofonchia qualche scusa nei tuoi confronti, commentando come sia difficile convivere con degli adolescenti, ma subito la moglie lo interrompe, accusandolo di essere il responsabile del comportamento del figlio. A quel punto l’uomo si alza e risponde per le rime, dicendo alla consorte che è solo colpa sua se lui l’ha tradita, che non lo guardava mai e pensava solo alla casa, che lui è stufo e così via. Ha inizio un battibecco chiassoso e insopportabile; tu non sai cosa dire o fare e ogni tanto incroci lo sguardo dei due piccoli, a disagio almeno quanto te. Quando i due coniugi litigiosi si rivolgono veementi nei tuoi confronti, chiedendoti “E allora, chi ha ragione secondo te?” riesci solo ad inventarti qualche scusa poco plausibile ed esci anche tu, ringraziando in fretta, per poi correre fuori, a gambe levate, disgustato da tutto quel trambusto.

Ora puoi riaprire gli occhi e, giustamente, domandarti come mai ti ho invitato in un posto simile, distruggendo anche un mito in cui credevi fin da piccolo. Beh, è proprio questo il punto: ogni tanto è bene togliere quel velo di perbenismo che ammanta le cose e mostrarle come veramente stanno. Questa esperienza ti dice che in ogni famiglia possono radicarsi difficoltà e disagi, persino in quella del Mulino Bianco! Vivere insieme è complicato ed è naturale incontrare qualche ostacolo durante il cammino, ma quando il livello di sofferenza è troppo alto, la soluzione non è nascondersi dietro ad una maschera di felicità e perfezione. Chiedere un aiuto alle persone vicine e, quando occorre, affidarsi ad un sostegno psicologico possono essere un valido strumento per ritrovare il benessere, riuscire a collaborare assieme e… non bruciare l’arrosto!

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