La Donna e l’Archetipo Femminile

La Donna e l’Archetipo Femminile

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Risponde la Dottoressa Laura Seccafien

Nello scorso numero di Salute Plus abbiamo intrapreso un interessante viaggio con la Dott.ssa Seccafien, Psicologa e Sessuologa, volto a scoprire il mondo dell’Amore e della Sessualità, nei suoi significati più profondi. Proseguiremo qui RACCONTANDO della DONNA, della femminilità e soprattutto, dei significati simbolici racchiusi nel mondo femminile, forte e fragile al tempo stesso e, per questo, spesso imprevedibile.

 

Da dove vogliamo partire Dottoressa?

Partirei innanzitutto dalle etimologie usate per descrivere il cosiddetto “gentil sesso”:

DONNA: dal latino domina, ovvero signora, padrona.

FEMMINA: dal latino fecundus, quindi fecondità procreatrice, colei che allatta.

Il mondo della femminilità è essenzialmente quello della Madre, colei che partorisce e nutre, ed è legato alla Luna. Quest’ultima diviene signora della vita femminile, sia per il periodo celeste cosmico che per quello terreno femminile, caratterizzati entrambi da un ciclo di 28 giorni. L’utero, costringe la donna ad incarnare in sé gli aspetti archetipici della Grande Madre: da un lato, ritroviamo un’immagine materna, intesa nella sua relazione con la terra, l’istintualità e l’oscurità, dall’altra invece, la figura della donna sublime incarnata da Maria assunta in cielo.

GEA, La Grande Madre fu venerata dall’uomo primitivo come Dea Unica fino a circa  al 3000 a.C., solo in seguito questa figura fu sostituita nell’immaginario collettivo, attraverso il credo religioso ed il formarsi del patriarcato, con quella di un Dio maschio, il quale mantenne però in sé qualità del tutto femminili, come ad esempio la Creazione e il dare la vita, limitando la valenza della Dea e quindi, del femminile, ad un ruolo di madre e  sposa.

Ad oggi, la Grande Madre, viene identificata attraverso lo smembramento messo in opera proprio dal principio maschile, una suddivisione in diversi archetipi che vanno ad identificare il principio femminile.

Quest’ultimi sono meglio comprensibili se descritti attraverso le figure delle Dee Greche: divinità rivelatrici di tante sfaccettature, spesso coesistenti, in noi donne.

 

Percorriamo dunque insieme questo viaggio attraverso le figure mitologiche che rappresentano la Donna.

Demetra: la Donna Madre. Il mito racconta di Demetra e Persefone, rispettivamente madre e figlia, che avevano tra loro un rapporto davvero simbiotico. A causa di ciò Persefone venne rapita da Ade, la dea degli inferi. Demetra disperata, cercò la figlia ovunque, fino a raggiungere una città vicina ad Atene dove, sotto le sembianze di Doso  un’anziana donna, assunse l’incarico di nutrice del figlio della regina ateniese. Ella ricoprì questo ruolo fino a quando non fu scoperta la sua volontà di rendere il bambino immortale. La tristezza di Demetra era così profonda da essere paragonata alla Terra moribonda invernale, ma questo cambiò quando la figlia della stessa regina riuscì, mostrandole i suoi genitali, a farla sogghignare. Da quel momento, Demetra cominciò nuovamente ad essere vitale, come se la terra fosse stata abbeverata dell’ilarità del sorriso. Fu allora che Persefone venne restituita alla madre. In quell’istante sbocciò la primavera e la natura nuovamente fiorì, traendo la vitalità dal fecondante riso di Demetra.

Parliamo dunque della Dea della fertilità, che presiede il naturale ciclo di morte e rinascita insito nelle stagioni, essa mostra infatti come la terra (madre) ami e consumi la sua vegetazione (prole) durante il ciclo stagionale.

La Donna Demetra incarna quindi l’energia materna e la forza del nutrimento verso la prole. Colei che sa nutrire con amore i figli, gli amici, i conoscenti e che ha in sé un senso protettivo innato e naturale. La sua forza però è anche il suo limite, perché è difficile per lei lasciare andare le persone a cui tiene. E’ necessario che la stessa capisca che non si può resistere al cambiamento perché fa parte del naturale senso delle cose e che impari a lasciare andare le persone al loro proprio percorso.

La Donna Demetra è generosa, responsabile e perseverante ma, manca di confini.

Persefone rappresenta invece la donna figlia, colei che dipende dagli altri senza mai raggiungere una piena autonomia.

 

Afrodite: la Donna Erotica

Il mito racconta della sua nascita dal mare: Crono, il dio del tempo, dopo aver evirato il padre Urano, lanciò nel mare il suo membro. Da questo gesto, paragonabile ad un atto di fecondazione, si formò nel mare una spuma bianca da cui ebbe origine Afrodite. Dea di estremo fascino e bellezza, che invitava tutti alla rinascita. Afrodite è la dea dell’Amore passionale. Rappresenta la potenza e la bellezza dell’attrazione sessuale. Incarna il principio del piacere fine a sé stesso in quanto ama per il piacere di farlo.

La Donna Afrodite non ama per compensare un vuoto, né per piacere agli altri o, per procreare. Usa la femminilità per esprimere l’erotismo come strumento di seduzione, ama prima sé stessa e poi gli altri. Una donna che si piace e che valorizza il suo corpo solo per il piacere di farlo. Colei che incarna l’Archetipo di Afrodite è gioiosa, sensuale e vitale ma, al tempo stesso, volubile, impulsiva, incostante e non ha uno spiccato senso materno.

Estia: la Donna custode del focolare domestico

Estia era una donna che fece voto di castità. Rappresenta la dea del focolare domestico, una presenza avvertita a livello spirituale come fuoco sacro: fonte di illuminazione, tepore e calore. Un fuoco, acceso con lo scopo di accudire il legame presente sia nella casa che fra le persone.

La Donna Estia considera importanti le attività domestiche e, proprio attraverso di esse, riesce a trarre una pace profonda, quasi mistica. Rappresenta il punto fermo che dà un senso alla coppia, portando ordine nel disordine incurante del rimanere nell’anonimato. È fondamentale per lei sentirsi al servizio di sé stessa e degli altri. Chi incarna questo Archetipo è capace di raggiungere in sé una concentrazione spirituale molto potente, riuscendo ad esprimere il proprio Sé profondo: il fuoco della coscienza, per l’appunto. È quindi in grado di godere di uno sguardo verso il proprio mondo interno, riuscendo a meditare, a riflettere e a stare in silenzio. La donna Estia è spirituale, saggia e intuitiva, ma manca di una sua propria personalità.

 

Era: La Donna Moglie e Madre

Il mito racconta di Era moglie di Zeus, dio dell’Olimpo, noto per le sue tantissime amanti. La storia di Era è costellata dai tanti tradimenti del marito, a cui lei sopravvisse punendo le amanti. Per la Dea era essenziale il bisogno di avere un marito, anche a costo di patire molta sofferenza.

La donna Era è una donna che considera il marito come la sua unica ragione di vita e ambisce al matrimonio sopra ad ogni cosa. Mossa da una completa dedizione al marito e ai figli, trae piacere proprio in questa sua devozione. E’ molto fedele ma altrettanto gelosa, sospettosa e suscettibile.

 

Atena: la Donna Guerriera

Il mito racconta che Atena, figlia di Zeus, nacque dal cervello del dio stesso dopo che lui si unì alla dea della saggezza. Dopo che un oracolo lo informò che un figlio nato dalla loro unione lo avrebbe spodestato dal trono, Zeus decise di divorare l’amante, già gravida. Ma, poco dopo, Zeus si trovò costretto ad ordinare al fabbro divino di spaccargli la testa con un colpo d’ascia, a causa di un atroce mal di testa che lo angustiava e che continuava a crescere di intensità. Fu allora che dallo squarcio balzò fuori Atena: una giovane e bellissima dea già ornata di lancia, elmo, scudo e corazza, che aveva un modo tutto suo di fare la guerra, giocava d’astuzia imponendo l’ordine militare senza spargimento di sangue.

La Donna Atena è la donna che, non avendo mai conosciuto la madre, riveste un Archetipo femminile che  si identifica con il padre. Ha grandi capacità manageriali, è molto organizzata ed ha degli obiettivi ben precisi. Strategica, ambiziosa e concentrata sul lavoro, risulta però poco empatica: non si occupa dei bisogni altrui perché si aspetta che l’aiuto le venga richiesto.

Questo archetipo solitamente si manifesta nella prima parte della vita di una donna, nel periodo in cui si investono molte energia nel fare carriera lavorativa e non si ha un senso materno spiccato.

La Donna Atena è lucida, mentale ed emotivamente salda ma, manca di empatia.

Data la vastità e la pregnanza dell’argomento trattato ritroveremo la Dottoressa Seccafien anche nel prossimo numero di Salute Plus, dove tratteremo il tema della Psicosomatica legata al mondo femminile: non perdetelo!

Dott.ssa Laura Seccafien
Psicologa e Sessuologa
In specializzazione presso la scuola di Psicoterapia ad indirizzo Psicosomatico (RIZA)
Operatrice delle tecniche di Medicina Universale metodo del Dr N. Butto
Operatrice di Training Autogeno
Consulente sui disturbi del sonno dei bambini

Tel: 3409032806

Email: laura.seccafien@ordinepsicologiveneto.it

Pagina Facebook: D.ssa Laura Seccafien Psicologia Sessuologa

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