Il Mondo è vero: 14–21 anni

Il Mondo è vero: 14–21 anni

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Speciale Pedagogia Waldorf

Di Massimo Nicastro

Siamo arrivati al terzo settennio della biografia umana, fase in cui nasce la terza parte costitutiva dell’essere umano. Fisiologicamente questa “nascita” si evidenzia con la maturità sessuale.

Il “corpo astrale” o anima si emancipa, ovvero compenetra totalmente la corporeità fisica dell’adolescente. Il corpo astrale del fanciullo, infatti, fino a questo momento era avvolto dall’involucro sovrasensibile materno, così come l’involucro sensibile del grembo materno avvolgeva il bambino prima che venisse alla luce.

Se nei primi sette anni il bambino si affidava all’adulto imitando il Mondo che questi gli portava incontro, coi sette anni seguenti il bambino era conquistato dalla l’autorevolezza degli adulti. Ora, ciò che importa all’adolescente non è più quello che l’adulto è o fa, ma ciò che sa del Mondo.

Il giovane vuol essere avvinto dalla conoscenza che l’insegnante o il genitore gli porta incontro, tanto da aver stima dell’adulto e rispetto per la dignità umana, avvertita come il valore più genuino della morale. D’ora in poi i ragazzi divengono sessualmente maturi, quindi capaci di fecondare in senso fisiologico, ma non solo. Essi divengono fecondi anche nei propri giudizi che non siano stati influenzati dall’educazione, così come occhi e orecchi non vengono influenzati durante lo sviluppo nel seno materno.

Una particolarità dell’anima è che in questi anni la capacità di amare concorda con la facoltà di procreare. Questa capacità di amare permea gli ideali della vita giovanile: la pace, il sociale, l’ecologia possono costituire i più grandi amori del giovane.

Questi stessi ideali, dai ventuno ai ventotto anni, si ripresentano come capacità di “fratellanza”. L’adolescente è attratto dalla verità. Egli anela alla verità e la cerca nell’adulto saggio e competente. L’insegnante che confidasse ancora nella propria autorevolezza – tanto importante nel settennio precedente del fanciullo – farebbe un errore madornale, perché in tal caso l’adolescente si sentirebbe trattato come un bambinetto e l’educatore stesso sarebbe per lui semplicemente un autoritario di cui non aver stima.

L’emancipazione dell’anima fa sì che l’individuo aneli allo spirito, ovvero ad una capacità di pensiero e di amore autonomi e liberi. Il ragazzo non vuol più imitare, ma seguire quell’adulto nei confronti del quale sente che è degno della sua fiducia. A lui può affidarsi se ha da formarsi un giudizio sul Mondo.

L’anima – il corpo astrale – è una dimensione personale, soggettiva, ma nostro compito in quanto educatori è portare i giovani verso l’oggettivo, verso l’esterno. L’importante è aver cura di non urtare la sensibilità dell’adolescente, quel suo voler custodire certi segreti che non si vogliono svelare al Mondo.

È necessario allora un tatto del cuore, e già questo è altamente salutare ed educativo per l’adolescente. Ciò non significa assecondare ogni atteggiamento del giovane, ma sapersi orientare nei suoi confronti, sia quando la ragazza è in preda alla civetteria, sia quando il ragazzo diventa musone prima, sgarbato e villano poi. Le sue manifestazioni esteriori sono l’opposto di quel che sono in realtà: un vergognarsi, un ritirarsi in sé.

L’adulto che a causa della villania dei maschi si arrabbia andando fuori dai gangheri, rischia di non venire più rispettato. Va invece adottato un particolare umorismo dando ascolto ai ragazzi in un primo tempo, e poi non prendendo troppo sul serio ogni questione. Con le ragazze invece è bene aprirsi con delicata attenzione alle loro civetterie senza prenderne tuttavia parte. Dar modo alla loro impertinenza di manifestarsi fino a che si sgonfia, come, dall’altra parte, non prendere troppo sul serio i ragazzi avendo, però, cura di non suscitare la loro collera. Tutti i turbamenti di questa età sono l’effetto di un’anima che si sta sviluppando in modo autonomo. Se vogliamo che questi giovani non vacillino come canne al vento, bisogna nutrire il corpo astrale di ideali: è sano infondere ideali con un carattere di volontà.

Ai ragazzi bisogna far conoscere il Mondo avendo la consapevolezza che l’anima femminile tende più al cosmico, quella maschile al terreno. Alle ragazze si presenteranno maggiormente gli eroi, le loro gesta; coi ragazzi si darà importanza alla figura umana nel suo insieme. Ma con entrambi è importante che il discorso verta sul futuro, sulla meta della vita. Il motto è: “La vita deve servire ad uno scopo”.

Un altro aspetto da curare è il tempo tra l’addormentarsi e il risveglio. Questo lasso di tempo è sempre importante, ma nel caso dei giovani lo è in modo speciale, perché durante il sonno essi frequentano e comunicano con Angeli ed Arcangeli. Un tempo l’uomo, grazie al suo linguaggio ricco di contenuto, si elevava a Cieli ideali; oggigiorno il linguaggio è quasi esclusivamente rivolto al Mondo fisico e per i ragazzi non vi è nulla che li trasporti in un mondo che non sia prettamente sensibile. Queste anime restano avvinte all’ambiente fisico e durante il sonno vivono in modo dissonante ciò che il Genio della lingua (Arcangelo) vorrebbe formare nella loro interiorità. Questa incomunicabilità, ovviamente non conscia, al risveglio viene vissuta come una penosa carenza. Dalla fine del XIX secolo questa mancanza si è diffusa sempre più, i giovani avvertono la povertà di un linguaggio che ha “negato” loro lo spirito.

Un sociale che ignora il mondo sovrasensibile, cioè la realtà spirituale nell’ambito dell’arte, della religione e della cultura nel suo complesso, dividerà sempre più i giovani dagli adulti. Una vita non sana durante la notte, dove la nostra realtà animico-spirituale va a rigenerarsi, è la tragica causa di una crescente incomunicabilità tra le generazioni. In questo modo gli esseri umani tendono a diventare degli automi, privi di volontà, abbandonati ad idee passive provenienti dall’esterno, e i giovani sempre meno sollecitati ad un’attività interiore che sia proiettata nel futuro.

Le azioni che puntano ad un ideale ricco e forte di sentimenti e volontà, le azioni libere non nel senso di una spontaneità di natura – come negli animali –, ma in quanto azioni coscienti e sane, sono quotidianamente minacciate da una volontà dettata esclusivamente dal “corpo fisico”. Questa volontà non può addentrarsi in un mondo spirituale, fa dell’uomo un essere di sola testa e questa testa si fa portare passivamente nel Mondo. Come adulti dobbiamo sapere che ignorare queste conoscenze provocherà nei giovani l’incapacità di compiere il fine dell’uomo e dell’umanità, cioè essere parte attiva nel Mondo. Solo una Pedagogia sana, una pedagogia che ha il suo fondamento nel mondo spirituale, e che grazie a Steiner è oggi accessibile a tutti, consentirà di formare giovani ricchi di ideali e talentuosi.

“Il pensiero è il mio regno immenso e il mio ministro alato è la parola”.

F. Schiller, “Omaggio delle arti”

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