Consigli per avere uno stile di vita basato sul risparmio e sull’attenzione all’ambiente.
Buongiorno Lino. Continuiamo il nostro percorso per analizzare quali possono essere delle piccole accortezze per evitare sprechi. Cominciamo con una domanda: l’acquisto di un veicolo usato può essere una scelta intelligente? Dare una nuova vita ad un prodotto che non è di scarto… e scegliere una soluzione di questo tipo può essere qualcosa di vantaggioso?
Sì, sicuramente! Ad esempio un mio amico ha appositamente preso un’automobile usata e si è reso conto che, come minimo, risparmi un 30/33% rispetto al nuovo visto che risparmi l’Iva (22%) e il 10% di svalutazione del mezzo. Bisogna infatti considerare che la stessa macchina 6 mesi/1 anno dopo costa il 30% in meno e se la compri da un privato è così mentre se la compri da un concessionario è diverso. L’acquisto dell’automobile è legato a tanti fattori: per esempio adesso ci sono le limitazioni al traffico per i veicoli diesel anche se questi sono i migliori perché consumano e inquinano meno.
Al momento c’è una grande speculazione, tanto che il gasolio (uno scarto della lavorazione della benzina) costa tantissimo nonostante sia uno scarto. Sulla mobilità del futuro bisogna stare attenti, perché le automobili del futuro prodotte non inquinano ma per produrle inquinano molto. Se scegli un’auto elettrica e poi la ricarichi con fonti fossili il gioco non funziona e anche in quel caso lì è necessario che sia il costo della ricarica sia il minore possibile. Come si può fare questo? Di certo non producendo automobili grandi come i suv elettrici. La prima cosa che un’automobile elettrica deve avere come qualità è quella di pesare poco, perché meno pesa e meno si consuma.
Non puoi realizzare una macchina che pesa 2 tonnellate. Faccio un esempio, la mia auto d’epoca pesa 750 chili a vuoto, mentre il quadriciclo elettrico pesa 700 chili, quasi come la mia macchina. Ovviamente io guardo il quadriciclo perché se scelgo un’auto elettrica normale ho il problema che mi sposto con un’auto che pesa 2 tonnellate e ha una batteria di 70 kwh da ricaricare. La soluzione per risolvere questa problematica è quella di ridurre il peso e scegliere un quadriciclo pesante che ha la batteria di 10 kwh e la stessa autonomia di 200 km, con la capacità di arrivare ad una velocità di 60/70 kmh. Il quadriciclo costa meno di un’auto elettrica e con quello hai una mobilità entro il raggio. Puoi comprendere anche tu che l’utilità di una Tesla o di un Suv viene meno. È necessario lasciar perdere l’estetica e cominciare a pensare alla sostanza e alla funzionalità delle cose e degli oggetti.
Se facciamo delle considerazioni sulla “famosa” mobilità sostenibile, secondo te siamo in una fase di dirittura d’arrivo o è ancora presto per parlarne sotto questi termini?
Siamo ancora al punto 0. Se manca una rete di energia rinnovabile, ci si può dimenticare della mobilità elettrica. Per questo motivo ci sarebbe invece il grande tema dell’idrogeno, visto che l’auto a idrogeno è elettrica e con l’idrogeno puoi far funzionare anche i motori termici. Le macchine che abbiamo adesso potrebbero anche andare a idrogeno però sprecano l’80% in calore. Volendo, se vuoi utilizzare la stessa macchina e non buttarla via, potresti attrezzarla. Il problema è che per produrre l’idrogeno serve un sacco di energia, per comprimerlo, e quindi ci si ripropone la domanda: tutta questa energia da dove la prendi? Se la prendi dalle fonti fossili, vuol dire che non hai capito nulla, invece se fai una struttura a energia rinnovabile puoi produrmi l’idrogeno e poi si può iniziare a pensare in maniera concreta ad altro.
Da 10 anni ci sono già i giocattoli per bambini, ad esempio la macchinina radiocomandata che funziona a idrogeno per una durata di 15 min e poi ha bisogno di una ricarica. La tecnologia c’è e c’è da anni, è da metterla in pratica. Cosa stiamo aspettando? Questa è la domanda?
La tecnologia è andata avanti e noi siamo rimasti fermi, con le cose ancora da fare. Bisogna cambiare, altrimenti non si può più ragionare con la vecchia maniera e qui deve intervenire la politica per farlo. Con le risorse che abbiamo avremmo già dovuto tappezzare l’Italia di fotovoltaico, eolico e di tutte quelle risorse rinnovabili, meglio di qualsiasi centrale nucleare. Per fortuna c’è bisogno di tempo per creare una centrale nucleare e poi abbiamo ancora le vecchie centrali nucleari da gestire. Siamo veramente messi male se pensiamo ancora al nucleare quando c’è da impegnarsi tutti insieme per ridurre al minimo le esigenze e passare alle energie rinnovabili, un sistema che va bene per l’ecosistema della natura. Dobbiamo abituarci a questi nuovi scenari perché siamo stati abituati troppo bene e in futuro non sarà così.
Quali consigli daresti per abituarsi a questi nuovi scenari?
Consiglio a tutti l’esperienza del campeggio, un’esperienza che si può fare facilmente o consiglio a tutti di passare una giornata di 24 ore senza energia elettrica. È in quel momento che ti accorgi di molte cose che solitamente sono scontate.
Sull’impianto che sto facendo nella mia casa ho 300 watt e 600 watt al massimo di picco. Per quello ho tarato il wattmetro che dopo i 300 watt mi lampeggia, perché quella è la mia soglia massima e so che devo organizzare i consumi entro quella soglia lì. Ad esempio, quando guardi di sera la tv sicuramente tenere le luci accese è bello ma così si consuma tanto e questi consumi si aggiungono a quelli della tv. Bisogna rendersi conto di cosa sia il consumo. Finchè non ti tocca personalmente hai difficoltà a capirlo… purtroppo come esseri umani quando siamo punzecchiati reagiamo, altrimenti no. Esistono addirittura tabelle per vedere i consumi. Deve partire tutto dalla curiosità, una curiosità che va stimolata in qualche maniera.
Anche con la condotta della stessa automobile, se stai attento al volante e vai più piano, puoi risparmiare anche il 30% del carburante. Il primo guadagno è il risparmio e tu volendo puoi risparmiare e arrivare a certi limiti.
