Danni e disturbi elettromagnetici: qual è la differenza per l’uomo

Danni e disturbi elettromagnetici: qual è la differenza per l’uomo

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Risponde il dott. Fabio Fontana

C.E.O. e Founder Tao Technologies, sviluppatore della tecnologia Taopatch® e della sua metodica di applicazione, Fabio Fontana nasce come Tecnico informatico e delle telecomunicazioni, dottore in Scienze Biomediche (hc) e con diversi attestati in discipline naturopatiche. Si è occupato per 10 anni di inquinamento elettromagnetico e a tutt’oggi dell’interazione tra frequenze e salute.

Negli ultimi 5 anni ha tenuto 150 corsi ai quali hanno partecipato migliaia di professionisti del settore medico da diverse Nazioni. Relatore e docente in diversi master universitari, co-autore del libro in uscita “Approccio multidisciplinare alla Posturologia”.

Dr. Fontana, in un recente studio dedicato a postura e nanotecnologia lei sottolinea, fra le altre cose, l’importanza del campo magnetico terrestre nella comunicazione all’interno del corpo umano. Ci spiega in breve cosa significhi?

Il pianeta Terra è il luogo dove, per milioni e milioni di anni, il corpo umano, inclusi il cervello e la mente, si sono sviluppati. Ora, a prescindere dalle nostre personalissime credenze su chi ci abbia creati e su come l’evoluzione della specie ci abbia resi quel che siamo oggi, una cosa è sicura: noi esseri umani ci troviamo su questo globo terracqueo da moltissimo tempo, e la razza umana ha lasciato tracce indelebili delle sue civiltà ma anche del suo progressivo sviluppo.

Di fatto, al pari di tutti gli altri esseri viventi, l’uomo si è evoluto in sinergia con le risorse che ha trovato su questo pianeta: l’acqua, l’ossigeno, il cibo, la luce del sole, naturalmente. Ma poi anche qualcos’altro….

Forse il campo magnetico, dottore…?

Esatto!! Il campo magnetico terrestre. Una forma di energia e nutrimento presente da prima che noi nascessimo: esso ci protegge dalle radiazioni e dal vento solare, polarizza tutti i metalli magnetosensibili del pianeta, orienta le bussole, le migrazioni… Più in generale, il campo magnetico terrestre ha lasciato in tutti gli strati geologici la sua indelebile firma.

Una verità che tuttavia la scienza medica ha trascurato, perlomeno fino a un po’ di tempo fa.

Purtroppo sì. Invero, il campo magnetico terrestre ha le sue vibrazioni, i suoi ritmi, le sue frequenze: le più importanti sono denominate risonanza di Shumann (dal nome dello scopritore) e vanno dai 7.83 ai 14 hz, fino ai 20.3 hz. Bene, queste sono le frequenze più importanti del nostro cervello (alfa, beta e gamma), che si è sviluppato e sintonizzato sulle frequenze della risonanza di Shumann. In pratica il nostro cervello “usa” le medesime frequenze del nostro pianeta natale.

Affascinante. E’ questa la ragione per cui, di converso, siamo così sensibili all’elettromagnetismo?

Dovremmo anzitutto chiederci, è nato prima il cervello o il pianeta? Ovviamente prima il pianeta. Ora, poiché Madre Natura non fa niente a caso, se ha ritenuto di trasmettere le onde del nostro cervello sullo stesso canale del campo magnetico terrestre, un motivo c’è. Le onde elettromagnetiche del cervello regolano infatti i nostri pensieri, le nostre emozioni, i nostri stati d’animo e di conseguenza anche il nostro metabolismo.

Entriamo in medias res. Tutto questo come si collega a danni e disturbi elettromagnetici?

Fino ad oggi la ricerca si è concentrata su quali possano essere i danni biologici da esposizione a campi elettromagnetici con particolare riferimento allo studio della cancerogenicità, di quanto siano cioè cancerogeni. Tuttavia, tra stare bene e avere una grave patologia come il cancro, ci sarà qualcosa in mezzo, no?

E qui si inserisce, immagino, la definizione di disturbo elettromagnetico.

Esattamente. I primi a darne la definizione sono stati un gruppo di ricercatori giapponesi che ritengono come questa eccessiva presenza di onde elettromagnetiche crei nell’uomo una “sindrome da disturbo del campo geomagnetico terrestre”. Secondo i ricercatori di Nakagawa e anche secondo me, le persone sembrano sempre più disturbate.

Nello specifico cosa comporta?

Immagini di essere vissuto sempre in un ambiente silenzioso, o dove al massimo ci fosse un ruscello che scorre. Tutto ad un tratto scoppiano un milione di suoni, urla, rumori molto forti. Questo è accaduto nell’ambiente nell’ultimo secolo dal punto di vista dell’inquinamento elettromagnetico. I sistemi interni del corpo usano le onde alfa anche per comunicare tra di loro… Tutte queste urla raggiungono il corpo e rendono più difficile (disturbata) la comunicazione tra i sistemi. Di conseguenza si è osservato che le persone che vivono in presenza di un campo elettromagnetico stabile rispondono meglio ai trattamenti terapeutici rispetto a chi vive in zone dove ci sono, per così dire, troppe “urla”. Le onda alfa, identiche a quelle del pianeta, sono onde di “centratura” che emettiamo anche in meditazione e quando attingiamo o scriviamo nella memoria a lungo termine.

Qual è la linea di confine dunque tra danno e disturbo?

E’ un confine molto labile. Nessuno può determinare quali saranno gli effetti a lungo termine di un disturbo, se un semplice fastidio che ci accompagnerà sotto forma di “disturbo sociale” o se un danno vero e proprio che scopriremo più in là. E’ una materia trattata solo sotto due punti di vista.

Ci spieghi.

Ad esempio, i rischi connessi alle onde del telefonino: trattandosi di alte frequenze, siamo vicini alle microonde. Di conseguenza il telefonino è stato limitato nella sua potenza d’emissione in pochi watt, per contenere il rischio termico da esposizione. E’ comunque inserito dall’OMS tra i possibili cancerogeni, e andrebbe quindi usato lontano dal corpo, con vivavoce o auricolare, per precauzione, ma sembra che nessuno lo sappia.

E poi?

E poi le radiazioni ionizzanti, ossia le vere e proprie radiazioni in grado addirittura di modificare il DNA. Per esempio le radiazioni nucleari, o le stesse microonde al di sopra di una certa intensità. Quindi i tralicci dell’alta tensione… Radiazioni che sono state fatte oggetto dei più restrittivi limiti di legge, naturalmente.

Come si può limitare al minimo il rischio anche solo di disturbi?

Il modo migliore per ridurre l’esposizione all’elettromagnetismo, è starvi lontano ed imparare a gestire meglio alcune abitudini. Oggi ancora, infatti, non si conosce la portata completa dei rischi da elettromagnetismo. Alcuni tipi di onde, ad esempio le basse frequenze, possono inibire la produzione di melatonina… I fenomeni di alcune patologie come ad esempio la leucemia infantile, sono più frequenti in soggetti che vivono entro 80 metri da una linea dell’alta tensione.

E a livello domestico?

A beh, qui entriamo nel campo – e non è un gioco di parole – della cosiddetta “elettricità sporca”, quella prodotta dagli alimentatori degli elettrodomestici. Che si è visto in molti casi poter essere più dannosa di un ripetitore per cellulari.

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