Canapa, che si fermi la corsa all’oro, è solo una pianta

Canapa, che si fermi la corsa all’oro, è solo una pianta

Perseguendo il mero scopo del denaro per togliere dalla circolazione la Canapa, la realtà conseguente si è adattata alla bassezza dello scopo iniziale. Si è creato un mercato underground dove, la pianta, ha conosciuto l’inizio del suo “maltrattamento”. È stata relegata in garages, scantinati, laboratori. È stata duramente selezionata ad uno scopo, quello che viene, ancora oggi, definito volgarmente “lo sballo”. Possiamo non esserne pienamente consapevoli ma ciò che identifichiamo come “sballo” non deriva solo da una sostanza assunta, è un insieme di comportamenti che noi immaginiamo e che scatenano il nostro pregiudizio più profondo. “Gli sballati sprecano la propria vita”.

La “prigione ideologica” creata con la propaganda proibizionista ha lasciato spazio ad una incontrollata ricerca di profitto. Non si possono “spacciare” fibra e canapulo, il volume è troppo grande per poter passare inosservati. L’unica cosa che si poteva scambiare “in segreto”, invisibile come l’aria, era solo uno dei tanti prodotti della pianta. I fiori secchi e la resina che questi fiori contenevano.

Tali composti hanno la caratteristica di interagire con il nostro organismo. L’interazione, fino a 30 anni fa, era totalmente sconosciuta e la comparsa di un differente stato di coscienza veniva erroneamente associata ad archetipi antichi di rifiuto.

Ad oggi le conoscenze scientifiche sono così avanzate, invece, che abbiamo la possibilità di comprendere come questo stato di coscienza “differente” possa interagire con il nostro organismo al fine di facilitare ognuno nel raggiungimento del proprio pieno stato di Benessere.

Bisogna essere cauti, però, non tanto perché abbiamo a che fare con una sostanza “pericolosa”, quanto perché i cardini su cui sono basate le nuove scienze sono le parti fondamentali delle stesse. Un errore commesso all’inizio del processo di formazione di una teoria può riverberarsi, nel tempo,  in complicazioni molto più grandi.

Ad oggi si assiste ad enormi compromessi sociali, alcuni accettabili, altri decisamente migliorabili. La riscossa della Canapa come risorsa ha aperto la corsa ad una grande miniera, tenuta nascosta per molto tempo. Credo sia importante imparare dagli errori del passato e far si che la storia non si ripeta.

Se io dovessi prendere professionalmente in considerazione tutti i fattori di questa pianta che contribuiscono alla salute di una persona, non potrei che raccomandare, come unica via di somministrazione terapeutica, l’autocoltivazione. È solo prendendoci cura di noi stessi, attraverso la cura che poniamo nella nostra “medicina” che possiamo davvero aspirare a vivere una vita che si avvicini il più possibile alla felicità.

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