Il mio grazie a Giorgio Tremante, paladino della libertà di scelta vaccinale

Il mio grazie a Giorgio Tremante, paladino della libertà di scelta vaccinale

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Da quando ho sposato la causa della libertà vaccinale, tutte le associazioni con cui sono venuto in contatto mi hanno sempre parlato di Giorgio Tremante, come di una persona meravigliosa e un esempio per tanti di noi.

Il 4 novembre scorso, all’età di 76 anni, Giorgio Tremante si è spento, raggiungendo in cielo due dei suoi quattro figli, Marco e Andrea. Il primo nel 1971 e il secondo nel 1980 furono vittime della somministrazione del “Sabin”, il vaccino anti-poliomelite reso obbligatorio nel 1966, e rimasto tale in Veneto fino al 2008: l’anno in cui la Sanità Regionale mosse un passo verso il futuro varando quella libertà di scelta vaccinale che oggi viene messa nuovamente a repentaglio dalla Legge Lorenzin.

Giorgio Tremante lottò per decenni contro le case farmaceutiche, attirando le attenzioni di personalità come Papa Giovanni Paolo II (che accolse in udienza la famiglia Tremante), Rita Levi di Montalcini (premio Nobel per la Medicina che offrì il suo aiuto), i nonché i Presidenti della Repubblica Pertini e Scalfaro. Il suo libro “Maggiorenne e vaccinato o… Diritto alla Vita?!” è oggi un monumento al valore della libertà di scegliere come curarsi.

Oggi l’eredità di Tremante ci viene raccontata dagli altri due figli rimasti in vita: Luca, il più grande, mai vaccinato e perfettamente sano, e Alberto, gemello di Andrea, sopravvissuto ma rimasto cerebroleso.  Giorgio, nobile papà di questi ragazzi, e al tempo stesso padre nobile della libertà di scelta terapeutica, ha lottato per decenni a favore di un diritto fondamentale: il diritto alla salute individuale, un diritto costituzionalmente inviolabile, come su Salute Plus ha di recente ben spiegato l’avvocato Patrizia Rech [link:  https://www.saluteplus.eu/bambini-e-mamme/articolo-32-diritto-alla-salute/ ]

Anche se la vita non mi ha concesso l’onore di conoscere personalmente Giorgio Tremante, di attingere quindi alla sua coscienza illuminata, in questo momento in cui lui non c’è più io mi sento estremamente vicino ai suoi due figli. A loro esprimo le mie sentite condoglianze, e con le mie quelle di tutta la redazione: è proprio nell’esempio di uomini come lui che troviamo le motivazioni e l’ispirazione per procedere sul nostro difficile sentiero, ossia fare informazione sul tema più delicato che esista, la salute nostra e dei nostri figli. Per questo nelle prossime due serate (il 24 novembre a Campodarsego e il 30 novembre a Trevignano) dedicheremo uno spazio al ricordo di Giorgio.

 

Luca Marton

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