Intervista all’Avvocato Riccardo Baro, AsSIS Relatore al convegno Decreto Vaccini Informati prima di scegliere

Intervista all’Avvocato Riccardo Baro, AsSIS Relatore al convegno Decreto Vaccini Informati prima di scegliere

- in Bambini e Mamme
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Avv. Baro Buongiorno, molti genitori in questo periodo si trovano a dover affrontare l’inizio della scuola e si stanno chiedono se evitando la vaccinazione al proprio figlio dovranno emigrare per farlo studiare o se verranno multati doppiamente. A livello giuridico cosa prevedere il decreto Lorenzin per coloro che decidono di non sottoporre i figli alla vaccinazione?

Giuridicamente la questione delicata, nel senso che ormai la vaccinazione è diventata a tutti gli effetti un obbligo per cui il genitore che non vuole vaccinare, deve essere consapevole che contravviene ad un obbligo giuridico a tutti gli effetti. Quando le persone si rivolgono a me io cerco di affrontare la questione non da un punto di vista della possibilità di sottrarsi a questo obbligo, ma della possibilità di fare valere a tutti gli effetti le ragioni delle richieste della vaccinazione in sicurezza.

Parliamo di vaccinazioni in sicurezza. Il decreto legge sostanzialmente prevede per i genitori non adempienti delle multe, che sono state quantificate da un minimo di 100 euro ad un massimo di 500 euro. Poi si discuterà su come verranno in concreto applicate. E qui parliamo a livello di sanzioni.

Per quanto riguarda invece lo stato del bambino rispetto alla frequentazione scolastica, il decreto prevede, per quanto riguarda la scuola dell’obbligo (dai 6 anni in su) che continui tranquillamente a frequentare, invece per i bambini dai 0 ai 6 anni (ed è stato rimarcano anche con la legge di conversione) vi è l’esclusione dalle comunità infantili e poi in legge di conversione l’esclusione sembrerebbe essere stata ampliata non solo gli asili, le scuole dell’infanzia pubbliche e private ma anche qualsiasi tipo di comunità infantile con ulteriore distinguo tra le fasce 0-36 mesi e 3-6 anni.

L’apertura delle scuole è prossima, l’anno scolastico sta per partire e molti genitori stanno vivendo in queste settimana una situazione di continua ansia. I consigli del team legale AsSIS sono delineati anche in un articolo consultabile sul sito www.assis.it. Può farci un breve riassunto su che cosa possono fare i genitori attualmente?

Il consiglio che mi sento di dare ai genitori e a tutti coloro che sono coinvolti è quello di porsi innanzitutto con spirito critico davanti a questo obbligo, riconoscendolo come obbligo dello Stato. Noi abbiamo un obbligo generale valevole per tutti i bambini, una vaccinazione standardizzata però penso continui ad essere lecito e doveroso da parte dei genitori vigilare e cercare di informarsi il più possibile perché questi obblighi, e quindi l’attività di vaccinazione sia eseguita sul proprio figlio nella maniera più sicura possibile in base ad un elementare principio di precauzione. Tra l’altro è la stessa normativa, lo stesso Decreto Legge che prevede dei casi di esenzione dalla vaccinazione, di una missione di sospensione del trattamento indi per cui sintetizzando al massimo, consiglio un atteggiamento costruttivo nei confronti delle Istituzioni, sia del Dirigente scolastico che delle Usl, che sono gli enti che devono dare esecuzione a questi obblighi. Deve essere un atteggiamento costruttivo anche nel senso di richiedere, soprattutto nei confronti delle Uls, il massimo delle informazioni con riferimento alla posizione specifica del proprio figlio, e far valere in questo dialogo, tutte le proprie preoccupazioni e perplessità in riferimento alla storia personale del proprio figlio; facendo presente che la vaccinazione, in quanto atto terapeutico a tutti gli effetti, va personalizzato il più possibile.

Per quanto riguarda il dialogo con i dirigenti scolastici quest’anno la questione sembra ancora confinata su una situazione transitoria, nel senso che i genitori dei bambini da 0 a 6 anni hanno la possibilità o di produrre un certificato vaccinale oppure produrre la copia della prenotazione della visita presso l’Uls ai fini dell’applicazione della legge. In questi giorni c’è molta fibrillazione perché sia il Ministero della Salute che del MIUR hanno emesso due circolari in cui sembra non abbiamo risolto i dubbi che c’erano su come effettivamente verranno eseguite queste incombenze e sembrano averne posti altri.

La confusione c’è e credo si protrarrà per molto perché la questione è ampia e va a toccare moltissimi argomenti squisitamente pratici, come ad esempio come debba avvenire l’esclusione scolastica nel caso in cui debba esserci, ma anche un ripensamento generali dei diritti che ormai si davano per acquisiti. Il diritto alla libertà di scelta, al consenso informato, al principio di precauzione. Invece tutti questi aspetti generali e giuridici, che io credo arriveremmo ad avere un assestamento e maggior certezza con il tempo quando pian piano anche la Magistratura   inizierà ad essere coinvolta a partire dalla Corte Costituzionale che andrà a decidere sull’impugnazione del Veneto.

Lei parteciperà come relatore al convegno Decreto Vaccini che si terrà a Treviso. Perché i genitori dovrebbero venire a questo convegno? Che tipo di informazioni potrà offrire a coloro che saranno in sala?

Per due ordini di motivi. Uno molto generale che non riguarda solo i vaccini e uno che invece ovviamente li riguarda.Credo che questa questione dei vaccini, su come sia stata affrontata dal Governo e poi Parlamento, in realtà si stia consumando un passaggio culturale fondamentale. La scelta terapeutica e la medicina ormai si erano attestate su dei valori fondamentali quali il consenso informato e l’alleanza terapeutica, che significa per i minori che i genitori sono i primi responsabili che hanno diritto e dovere di scegliere per i propri figli. Oggi invece con il Decreto Vaccini abbiamo un cambio culturale d’impostazione, poichè in nome di un interesse pubblico si prendono delle decisioni di imposizione vaccinale in assenza di epidemie. Ormai il fatto che non vi sia stato alcun rischio epidemico è abbastanza assodato e quindi sostanzialmente, in assenza di epidemie, si sta legittimando la possibilità che la scelta sia sottratta all’individuo, ai genitori, alle famiglie e l’unico depositario della decisione diventi lo Stato, l’autorità, il potere politico. Questa è la prima grande questione. Credo che ogni cittadino debba essere sensibilizzato e essere consapevole che questo è quello che sta avvenendo. Poi vedremo le ricadute che avrà in termini di conformità con i Valori Costituzionali e che derivano dal Diritto Comunitario.

Il discorso è complesso, come primo tema cercherò di dare una sintesi di questa evoluzione.Per il secondo ordine di motivi, dovrebbero venire perché per il tema vaccinale cercherò di fare un po’ di ordine, fare indicazioni attualmente su quello che prevede la legge e su come un genitore si può porre di fronte agli obblighi di legge. Si tratta di un argomento che vive di proprie particolarità ma in realtà nasconde un interesse che dovrebbe essere di tutti. Se la logica che ha sorretto l’approvazione del Decreto Legge andrà ad espandersi anche in altri ambiti inizieremo bene o male ad esserne coinvolti in quanto cittadini. La mia personalissima opinione è stiamo assistendo ad una compressione dei diritti e delle libertà. Stiamo subendo una involuzione culturale e giuridica verso il ristringimento dei diritti. Siamo tutti chiamati a renderci conto del processo culturale e mentale che è in atto per cercare, secondo logiche democratiche, un’alternativa.

Spero che passato il momento mass mediatico di quest’anno, chiunque abbia cominciato un percorso di approfondimento e interessamento continui questa attività perché questo Decreto rientra in un più ampio fenomeno culturale di involuzione del pensiero anche giuridico, rispetto al quale bisognerà pensare e mettere in atto un’alternativa a tutti i livelli partendo dalle singole azioni quotidiane.

 

Avv. Riccardo Baro | Avvocato che esercita la professione forense dal 2010, con Studio a Padova e a Castelfranco Veneto.

Opera fornendo assistenza e consulenza negli ambiti Civile e Penale. Fa parte del gruppo avvocati dell’Associazione di Studi e Informazione sulla Salute AsSIS che lavora per la tutela dei danneggiati per ottenere un’adeguata informazione dei pazienti e dei loro familiari nella somministrazione di terapie e interventi sanitari.

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