Il kiwi senza buccia ricco di vitamine: il Nergi

Il kiwi senza buccia ricco di vitamine: il Nergi

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Il nergi è un frutto che si ricava dalla specie di pianta Actidinia Arguta, un genere rampicante, dalla crescita piuttosto rapida e resistente anche alle temperature invernali, che può essere definita una sorta di liana. Si presenta con fiori a mazzetti di colore bianco e profumati. Può raggiungere sino ai 10 metri di altezza e arriva a produrre anche 15 kg di frutta.

E’ definito anche baby-kiwi, poiché si presenta delle dimensioni di un acino d’uva con forma più allungata, intero polposo con semi e buccia verde, liscia e senza peluria esterna, come la hanno i tipici kiwi che conosciamo.

La pianta arriva dall’Asia orientale, quando a cavallo degli anni Novanta in Nuova Zelanda, vennero creati degli incroci da dei botanici che volevano migliorarne la qualità. Il risultato di questi incroci, possiamo dire è ben riuscito vista la nascita di questo particolare. Spesso chiamato anche kiwi siberiano o mini kiwi.

Le varietà della pianta del nergi sono due, quelle autofertili e quelle che richiedono la presenza di maschio e femmina per la produzione dei frutti, come avviene per i normali kiwi di uso comune. E’ una pianta che richiede anche abbondante acqua, ma non ama i ristagni.

Il consumo di nergi è consigliato visto che è ricco di vitamine e Sali minerali, che gli conferiscono ottime proprietà vediamo quali.

Proprietà del nergi o baby-kiwi 

Il nergi presenta una notevole concentrazione di vitamina C, ottimo quindi per il sistema immunitario, non manca poi la vitamina E necessaria, insieme alla C, per contrastare i radicali liberi e quindi l’invecchiamento precoce, oltre all’alta concentrazione di polifenoli.

Non mancano i Sali minerali fra cui:

  • magnesio,
  • calcio,
  • fosforo,
  • potassio.

La presenza di magnesio lo rende ottimale per combattere lo stress, ma anche per recuperare energie psico-fisiche e per ristabilirsi dopo un periodo di convalescenza.

Ricco in fibre e dal ridotto apporto calorico, oltre che privo di colesterolo e grassi saturi, è un ottimo frutto consumato anche durante le diete, fornisce circa 50 kcal ogni 100 grammi (una dozzina di frutti), e consigliato anche a bambini e anziani e a chi soffre di ipertensione visto il ridotto contenuto di sodio. E’ un frutto che da energia da qui il nome nergi che deriva da “energy” ovvero “energia”.

Controindicazioni

Il nergi non presenta controindicazioni se non in chi può essere allergico eventualmente al classico kiwi o al frutto stesso, come può accadere per altri alimenti.

Come si mangia e come riconoscere quando è pronto per il consumo

Non è ancora molto diffuso ma si sta sempre più diffondendo e pertanto diventa più facile trovarlo nelle grandi catene di supermercati o direttamente dai produttori. Lo si trova fra inizio settembre e novembre, visto che la sua raccolta, solo manuale, inizia solitamente verso fine agosto.

Una volta raccolto il nergi deve essere conservato in luogo fresco e può essere consumato intero senza privarlo della buccia, basta lavarlo sotto acqua corrente.

Ottimo come spuntino di metà mattina o metà pomeriggio, affiancato da della frutta secca, sconsigliato invece il consumo a fine pasto, come per tutta la frutta perché potrebbe causare fermentazione e rallentamento nella digestione.

Si capisce quando è maturo dalla consistenza stessa, ovvero quando è morbido al tatto e profumato è pronto per il consumo. Quando si presenta grinzoso e con polpa tendente al rossastro significa che è molto maturo e perde della sua consistenza.

Il sapore è fra l’acido e il dolce, per questo viene anche utilizzato per preparazioni culinarie di piatti salati, come ad esempio negli spiedini, nelle insalate miste o nei piatti per il consumo freddo (pasta fredda, insalate di riso, carpacci di carne con nergi)

Curiosità sul Nergi

In Italia il nergi è coltivato dal 2013 e in particolare nel Piemonte nella zona del cueenese, e la vendita dei frutti è iniziata nel 2015.

Ilprogramma di ricerca in Scienza della Nutrizione e Comunicazione promosso dalla Fondazione dell’Istituto Europeo di Oncologia, ha definito nel 2018 il nergi uno smartfood, grazie alle sue rilevanti caratteristiche energetiche.

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