Tra biologico e realtà. Desiderio di cibo sano

Tra biologico e realtà. Desiderio di cibo sano

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Il termine Biologico, riferito ad un prodotto alimentare, serve a sottolineare che si tratta di un prodotto ottenuto attraverso particolari metodi di coltivazione o allevamento, con minor impiego di sostanze potenzialmente tossiche rispetto alle metodiche tradizionali e con particolare riguardo al rispetto dell’ambiente e alla vita degli animali. Tuttavia, si è oggi caricato di significati molto più complessi, che spesso rimandano ad una filosofia di vita, dividono chi è favorevole da chi non lo è, facendone una questione di principio, dimenticando forse qual é l’aspetto più importante, che riguarda più la necessità e la speranza di potersi alimentare in modo sano.

Si tratta di un mercato gigantesco e in continua espansione, sia in termini di superfici destinate all’agricoltura biologica, sia del consumo del prodotto finale, che in Italia viene stimato in crescita di circa l’11% ogni anno. Secondo le stime divulgate al Sana (Salone internazionale del biologico) 2016, nel nostro paese la superficie biologica ha superato 1,1 milioni di ettari, vale a dire circa il 9% del totale della superficie agricola. Si coltivano soprattutto cereali, foraggere e prati per il pascolo. ortaggi, vite, ulivi e agrumi occupano un quarto dell’intera superficie biologica. Le regioni a più alta vocazione bio sono quelle del Sud, come Sicilia e puglia, dove si produce il 50% dei cereali biologici. 48mila sono i produttori biologici in italia. Si tratta di un vero e proprio business e, tra tutti questi numeri e la vastissima offerta che il mercato, ormai tutt’altro che settoriale, può offrire, è necessario per il consumatore, non farsi ingannare.

Il progetto Bio Agricoltura e allevamento biologici sono metodi di produzione definiti dal punto di vista legislativo a livello comunitario con il primo Regolamento CEE 2092/91, reso attuativo dal Decreto ministeriale 18354/09. In agricoltura viene ammesso solo l’impiego di sostanze naturali, escludendo l’utilizzo di concimi, diserbanti e insetticidi di sintesi chimica. La coltivazione è organizzata in modo da salvaguardare la fertilità naturale di un terreno, evitando lo sfruttamento intensivo del suolo, dell’acqua e dell’aria, utilizzando invece tali risorse all’interno di un modello di sviluppo che possa durare nel tempo senza distruggere l’ambiente. Uno dei punti cardine è la biodiversità della coltivazione. per ottenerla si adotta l’antica tecnica della rotazione delle colture, che impedisce ai parassiti di ambientarsi e nello stesso tempo sfrutta in modo più razionale e meno intenso le sostanze nutrienti del suolo. Altre disposizioni riguardano la caratteristiche del terreno coltivato, che deve essere lontano da fonti di inquinamento o da fondi in cui si pratica l’agricoltura convenzionale, per evitare contaminazioni. Si possono limitare le interferenze esterne con protezioni di siepi o alberi posti lungo i confini.

I predatori naturali dei parassiti sono, inoltre, dei validi aiutanti e così anche alcune sostanze naturali vegetali usate per proteggere il terreno. per quanto riguarda i sistemi di allevamento, si pone la massima attenzione al benessere degli animali, che si nutrono di erba e foraggio biologico e non assumono antibiotici, ormoni o altre sostanze che stimolino artificialmente la crescita e la produzione di latte. Inoltre, nelle aziende agricole devono esserci ampi spazi perché gli animali possano muoversi e pascolare liberamente. In un’azienda agricola si viene a creare così un circolo virtuoso e completamente sostenibile: gli animali forniscono il letame per concimare la terra e a loro volta si nutrono in modo naturale: mangiano erba e foraggio biologico e non assumono antibiotici, ormoni o altre sostanze che li stimolino artificialmente.
I principali obiettivi dell’agricoltura biologica così come sono stati definiti dalla Federazione internazionale dei movimenti per l’agricoltura biologica (IFOAM) sono quindi: • Salvaguardare la fertilità naturale del terreno • Evitare ogni forma di inquinamento determinato dalle tecniche agricole • Produrre alimenti di elevata qualità nutritiva in quantità sufficiente.

Cosa dicono le etichette La produzione biologica è regolamentata a partire dal terreno di provenienza e si fonda su un complesso sistema di tracciabilità del prodotto. Gli organismi nazionali che possono effettuare i controlli e la certificazione delle produzioni biologiche sono nove, questi sono riconosciuti con decreto del ministero  delle politiche agricole e forestali, e sono sottoposti a loro volta al controllo dello stesso ministero e delle regioni. Alcuni esempi sono BIoS, ECoCERT, CoDEX.

la garanzia che ci troviamo davanti ad un prodotto proveniente da agricoltura biologica è data dall’etichettatura. E’ solo attraverso i dati riportati in etichetta, infatti, che il consumatore può ricavare tutte le informazioni di cui necessita per non essere tratto in inganno. Innanzi tutto qualsiasi riferimento al metodo di produzione biologico, nonché derivati o abbreviazioni quali “bio”, “eco”, ecc. non possono essere utilizzati nell’etichettatura, nella pubblicità e nei documenti commerciali di prodotti che non soddisfano le prescrizioni del regolamento per i prodotti biologici.

E’ importante sapere che un prodotto può essere definito “BIOLOGICO” se con percentuale di ingredienti di origine agricola bio pari o superiore al 95%. per prodotti, con percentuale di ingredienti di origine agricola bio inferiore al 95%, o  contenenti ingredienti di origine agricola convenzionale, in qualsiasi percentuale, gli ingredienti biologici possono essere contrassegnati come tali soltanto nell’elenco degli ingredienti. Il logo europeo si può apporre solamente  ai prodotti chiusi, confezionati ed etichettati, con una percentuale prodotto di origine agricola bio di almeno il 95%. L’indicazione d’origine delle materie prime: la dicitura “Agricoltura UE” è consentita solo per gli alimenti le cui componenti siano integralmente di origine comunitaria. In caso contrario l’etichetta dovrà riportare la dicitura “Agricoltura non UE”, oppure “UE non UE” per il caso di prodotti con provenienza mista. Se un prodotto è costituito di ingredienti coltivati solo in Italia, la dicitura “Agricoltura UE” può essere sostituita dal nome del Paese, ad es., “Agricoltura Italia”.

Oltre ogni ragionevole dubbio La motivazione principale per cui un pubblico sempre crescente ricerca e preferisce cibo biologico è la consapevolezza che la salute dipende, in larga misura, dall’alimentazione. Scegliere correttamente gli alimenti e  soprattutto prodotti di elevata qualità è diventato fondamentale. E’ importante però tenere sempre presente che “biologico” non è sinonimo di alimentazione sana ed equilibrata, ma è piuttosto uno strumento che ci permette di scegliere e acquistare prodotti che siano “il più sano possibile” E’ comunque sempre opportuno, quindi, preferire prodotti freschi e non conservati. Scegliere frutta e verdure di stagione, anche a km zero, con maggiore probabilità di provenire direttamente del campo, senza passare per celle frigorifere e da lunghi passaggi di conservazione. per le uova, ad esempio, considerare che l’etichetta ci permette di discriminare tra quelle provenienti da galline allevate a terra, piuttosto che quelle di animali costretti per l’intero ciclo di vita, all’interno di gabbie. Tenere sempre presente che spesso, sono presenti elevate concentrazioni di zucchero anche nei succhi prodotti con frutta biologica e che la birra, il vino e la grappa, sono alcolici anche se provenienti da uve o maiscoltivate con metodi biologici biologico. Questo ragionamento è valido anche per
molti altri prodotti, che pur biologici, se cotti in maniera errata o assunti in quantità eccessiva, possono risultare comunque dannosi. Alcuni esempi possono essere le patate, fritte, la carne rossa, gli affettati, i biscotti o gli snack.

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