Comunicazione e relazioni nessuna formula magica

Comunicazione e relazioni nessuna formula magica

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Proprio questa domenica, stavo tenendo un corso di Abilità & progetti. Il tema era quello del dare e ricevere aiuto.
Alla fine del corso una partecipante mi pone una domanda. Dovete sapere che le domande a fine corso sono molto pericolose per chi insegna: il corso è finito, si va tutti a casa, si è tutti rilassati…

Ed ecco arriva l’ultima domanda. È pericolosissima: le domande creano tensione, creano suspense, non lasciano rilassati. L’ultima domanda nei corsi assomiglia molto a quella che peter Falk poneva, nelle vesti del tenente Colombo, per inchiodare l’assassino. Il tenente faceva finta di uscire dalla stanza, l’assassino si rilassava ma Colombo, inesorabile, riapriva la porta tornando indietro e diceva: Avrei un’ultima domanda, se non la disturba…”. E con quella sferrava di solito il colpo del ko. non sono un assassino, ma con le spalle al muro mi ci trovo pure io: come faccio a rispondere adeguatamente a questa domanda di fine corso, che richiederebbe circa un’ora di risposta? Il corso è finito, sono in trappola! La domanda in questione era poi relativamente semplice: “possiamo segnarci le formule che usi per parlare con le persone? perché sembrano particolarmente efficaci, sembra che funzionino e le vorrei utilizzare anch’io…” Avrei potuto limitarmi a rispondere un “sì”. E concludere. ma la persona giustamente voleva saperne di più… “Dimmi come si fa a dire le parole giuste, con la giusta intonazione…”; questo era il vero senso della sua richiesta. Ho compreso la domanda, ho accolto profondamente in questo caso il bisogno di una mamma che desiderava ardentemente migliorare il rapporto con suo figlio. mi dispiaceva davvero deluderla, dirle che non esistono formule magiche, dirle che le parole nascono dall’intenzione di chi le pronuncia e sono giuste quanto più l’intenzione è precisa, esatta, coerente. La verità è che questo aspetto va allenato, esercitato, che è un duro, lungo e paziente lavoro, non esistono scorciatoie!

Più vado avanti ad insegnare l’arte della buona comunicazione, più mi rendo conto che i punti cardine sono quelli. pochi. Essenziali, decisivi. non ci sono trucchi, artifizi, formule magiche. I trucchi, gli artifizi, le formule magiche servono per gli attori e i maghi da varietà televisivo. A teatro funzionano. Anche nella vita, per chi desideri trasformare la propria vita in un palcoscenico. Capisco che le persone vorrebbero le scorciatoie. Vorrebbero le parole giuste, per la giusta occasione e con la giusta intonazione. non esistono. A meno che non ci si voglia trasformare in teatranti ma questo ha il terribile effetto collaterale di svuotare progressivamente la nostra vita di senso e significato. C’è solo una possibilità per avere le parole giuste al momento giusto senza recitare, senza imbrogliare se stessi e gli altri: che la persona abbia il coraggio di voler finalmente esprimere se stessa, invece di cercare di utilizzare trucchetti per aumentare la propria performance. Il segreto è in questo: volere veramente che l’altro riceva tutto il nostro messaggio e lo accolga in sé. Quali i pericoli?

Svariati. Alcuni li segnala un grande ex della nostra politica, Giulio Andreotti, attraverso le parole dell’avvocato Giulia Bongiorno. Spiegava Andreotti all’avvocato, che i segreti non bisogna neppure pensarli, altrimenti “te li leggono negli occhi”. potete constatare come questo atteggiamento protratto per una vita abbia trasformato la persona di Andreotti, anche nella sua postura. Certo, impenetrabile, certo, arguto, ironico e straordinariamente intelligente.

Ma come può una persona poter esprimere se stessa completamente quando non può non solo dire, ma nemmeno permettersi di pensare alcune idee?
Il problema è proprio questo: poche persone possono permettersi di essere trasparenti sufficientemente e per un tempo sufficientemente lungo perché le loro parole e le loro intenzioni siano così chiare da divenire potenti. non potendolo fare, e soprattutto non avendo il coraggio di farlo, cercano sistemi per manipolare il prossimo. Lo studio sulle Abilità umane ha mostrato questo: creando un contesto opportuno è possibile lavorare a monte, permettendo alle parole pronunciate di divenire talmente forti da impattare nella realtà, da costruire la realtà stessa, da determinarla. Grazie a questo potere, migliora ogni aspetto della nostra vita. paradossalmente invece, persistendo nel cercare trucchetti e formule magiche, avremo delle conseguenze anche sulla linguistica: i nostri vocaboli si svuoteranno progressivamente e inesorabilmente di significato.

Ci saranno delle mode che indicano quale parola “funziona”. Quella verrà utilizzata dagli “esperti” di comunicazione. La parola, inflazionata, si svuoterà progressivamente del suo potere. Viene in qualche modo saccheggiata dalla mancanza di originalità. La vera originalità nasce da un’intenzione chiara. l’intenzione chiara produce parole potenti. L’intenzione chiara non stanca ed è sempre nuova. Una grandissima e straordinaria ricerca del Centro Studi podresca è oggi a nostra disposizione per migliorare in modo decisivo non solo l’efficacia della nostra comunicazione, ma anche la qualità delle nostre relazioni.

pensiamoci un po’: com’è che nella società della comunicazione, con corsi di comunicazione di ogni tipo, la qualità delle relazioni umane si trova invece in decadenza, come ci viene segnalato da molteplici esperti e dati statistici?

La risposta è semplice: abbiamo la necessità di conquistare una comunicazione che, oltre che efficace, elevi le nostre relazioni, è un collo di bottiglia attraverso il quale l’umanità dovrà passare.
Lo studio delle abilità umane produce, come primo elemento, il risanamento e la progressiva crescita delle nostre relazioni.

Sergio Marcellin

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