Alimentare la vita: combattere il cancro con la corretta alimentazione

Alimentare la vita: combattere il cancro con la corretta alimentazione

Il punto di Marcello Pamio

Quello del cancro è un argomento delicatissimo, perché si entra in ambiti individuali e soggettivi di grande sofferenza. Nel nostro caso, però, cercheremo di vederlo più come un modo per alimentare la vita. La differenza la facciamo noi con tutto ciò che facciamo,pensiamo e siamo da mattina a sera.

L’uomo non è solo una macchina proteica, ma un essere spirituale con mille sfaccettature che vanno al di là del corpo, che comunque va senza dubbio rispettato dato che l’alimentazione gioca un ruolo molto importante. Ciò è ovvio fino a un certo punto visto che in tanti ambiti ufficiali l’alimentazione viene ridicolizzata e sminuita. E pensare che Ippocrate 25 secoli fa puntava sulla dietetica, sull’igiene in particolar modo.

Ma diamo qualche dato:

  • 373 mila nuovi casi di tumore all’anno in Italia;
  • il cancro più diffuso tra gli uomini è quello alla prostata (18%) seguito da quello al colon-retto (15%) e ai polmoni (14%);
  • il cancro più diffuso tra le donne è quello alla mammella (29%) seguito sempre da colon-retto (13%) e polmoni (8%);
  • il cancro al colon-retto è il più diffuso al mondo;
  • 3 milioni 400 mila persone vive con diagnosi pregressa.

Di questi tumori, i più sensibili agli ormoni sono quello alla prostata nell’uomo e quello alla mammella nella donna. Questo dato è importante e capirete perché nelle prossime righe.

Cancro e angiogenesi

Iniziamo a delineare il quadro. Nel corpo umano scorrono oltre 96 mila chilometri di vasi sanguigni. Sono le vie di trasporto per ossigeno, glucosio e nutrienti vari. Il nostro corpo, che sa adattare i vasi ad ogni situazione, in base a come viene alimentato acquisisce o perde la capacità di regolare la quantità di vasi presenti in ogni istante.

Angiogenesideriva dalle parole greche angion(vaso) e genesis (nascita). Il cancro normalmente inizia con dei piccoli grumi di cellule che non superano il mezzo millimetro cubo. In seguito la loro crescita si blocca perché non ricevono nutrimento. Il sistema immunitario interviene poi distruggendo o incistandoil tumore, creando quelli che in gergo tecnico si chiamano tumori in situ.

Senza l’apporto di sangue la maggior parte dei tumori non diventa pericolosa. Nel caso invece in cui queste cellule ricevano nutrimento, nel giro di pochi giorni la dimensione di questi tumori può crescere fino a 16 mila volte.

Cancro e zucchero

Lo zucchero è uno dei nutrienti principi delle cellule. Le cellule tumorali, per vivere, hanno bisogno di quasi 20 volte più glucosio delle cellule normali. Non lo utilizzano però completamente, ma producono 2 unità di energia invece di 36. Ciò significa che hanno bisogno di molto più zucchero. Si potrebbe dire che il cancro èuna vera e propria idrovora di saccarosio. Alimentazioni ricche di zucchero aumentano l’insulina, che è un fattore di crescita (Igf-1, insuline-like growth factor-1). La conseguenza diretta è aumentare il terreno fertile per i tumori.

Se le cellule tumorali consumano molto più zucchero di quelle sane, perché si trascura quindi l’alimentazione?

Questo quesito rappresenta sicuramente un controsenso dovuto alla scarsa o sbagliata informazione. Quali alimenti evitare, quindi?

Ecco una lista dei principali cibi da cui tenersi alla larga:

  • tutti i cereali raffinati. Sono amidi, e in quanto amidi sono zuccheri e aumentano l’insulina;
  • il latte, che raddoppia gli ormoni simili all’insulina, ed è un fattore di crescita. In più, il latte in quanto alimento specie-specifico e pregno di ormoni alza l’insulina, mettendoci estremamente a rischio;
  • le proteine, soprattutto quelle ad alto indice insulinico, ossia la maggior parte di quelle di origine animale;
  • il fruttosio, uno zucchero estremamente pericoloso. Deriva dal mais ed è quasi tutto transgenico e ed è purtroppo presente in molti se non la maggior parte dei cibi industriali.

Come riequilibrare l’alimentazione contro l’angiogenesi?

Ecco alcuni validi alleati:

  • il resveratrolo, contenuto ampiamente nella buccia e nei semi dell’uva;
  • l’acido ellagico, chesi trova invece nei frutti di bosco ed ha pochissimi zuccheri;
  • il limonene, contenuto oltre che nel limone, in menta, ginepro e rosmarino;
  • la genisteina, che si trova nella soia;
  • la curcumina, che si rintraccia nella radice della curcuma;
  • il diallilsolfuro, presente nell’aglio;
  • il sulforafono, contenuto nei broccoli.

Oltre agli alimenti in senso stretto, ci sono altri elementi che possono aiutare a combattere il cancro: ad esempio l’aria,l’acqua, il riposo, aspetti emozionali come relazioni, felicità, amore ed equilibrio emozionale.

Un’alimentazione corretta, seppur argomento faraonico e da prendere con le molle, prevede in linea di massima di apportare dal punto di vista materiale vitamine, minerali organici, enzimi, fibra, acidi grassi, zuccheri, proteine ed oligoelementi, mentre dal punto di vista energetico gli alimenti devono portare acqua, energia (intesa come energia vitale e vibrazione, categorizzazione non presa in considerazione dalla medicina ufficiale) e luce naturale. Il cibo stagionale, locale e biologico in questo ha grande rilevanza, perché in questo modo si avranno dei nutrimenti in armonia con la natura e le sue leggi.

Per concludere, le cose da sapere per combattere il cancro sono:

  • tenere bassa la glicemia (eliminare o ridurre drasticamente tutti gli zuccheri e le farine raffinate);
  • tenere bassa l’insulina (eliminare o ridurre drasticamente tutti i cibi ad alto indice glicemico e quelli ad alto indice insulinico come latte e derivati e proteine animali);
  • tenere bassi gli ormoni (eliminare latte o derivati perché contengono molto insuline-like growth factor Igf-1);
  • tenere basse le infiammazioni (eliminare o ridurre drasticamente tutti i cibi ad alto contenuto proteico, lo zucchero affinato, i prodotti ad alto indice glicemico e quelli lavorati).

“Mangiare senza giudizio quando si è sani significa costruire la propria malattia. Mangiare senza giudizio quando si è ammalati significa nutrire la propria malattia” Ippocrate, VI-V sec. a.C.

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