Attenzione alla Processionaria!

Attenzione alla Processionaria!

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La processionaria del pino è un lepidottero e la sua forma larvale è un bruco molto pericoloso sia per gli animali che per gli uomini. Da adulta la processionaria è una farfalla notturna, di colore bianco giallastro con un’apertura alare di cinque centimetri.

Normalmente vive sui pini ma talvolta la si può trovare anche sui cedri. In primavera, tra maggio e giugno, le larve fuoriescono dai nidi , si calano a terra e possono formare delle curiose file indiane in movimento che possono attirare l’attenzione di nostri animali ma anche dei nostri bambini.

I peli presenti sulla superficie del bruco sono fortemente urticanti e se si infiggono sulla pelle danno luogo ad una potente reazione infiammatoria e nel caso vengano a contatto con le mucose della bocca o delle vie respiratorie possono scatenare delle reazioni estremamente pericolose e potenzialmente fatali.
I cani hanno l’abitudine di annusare per terra e possono inavvertitamente inalare i peli urticanti e incorrere in gravi forme irritative della lingua, delle narici e sviluppare in alcuni casi un pericoloso edema della glottide che può portare a soffocamento.

Il soccorso del cane in caso di contatto con la processionaria deve essere rapido e immediato: le parti venute a contatto vanno lavate con acqua e il trattamento terapeutico classico consiste nel somministrare cortisone per via generale e localmente con unguenti o pomate.
Per evitare il contatto tra cane e processionaria è importante controllare, soprattutto in primavera, i prati e i terreni vicini ai pini e ai cedri e non lasciare solo e incustodito il nostro cane se non si è assolutamente sicuri che non ci sia la presenza di questi pericolosi bruchi.

Da molti anni in Italia la lotta contro la processionaria è obbligatoria e regolamentata e le Asl prevedono trattamenti con appositi pesticidi attivi spruzzati sulle larve sugli alberi. Le larve morte sono comunque pericolose e ne va evitato qualsiasi contatto.

Esistono dei metodi naturali come l’uso di trappole poste sui pini e cedri a base di colle speciali per insetti oppure a base di feromoni che attirano e catturano i maschi del lepidottero prima che fecondino le femmine.

Un altro valido sistema è rappresentato dalla lotta microbiologica che utilizza un insetticida biologico costituito dal Bacillus Thuringiensis Kurstaki, un batterio in grado di colpire selettivamente solo la processionaria e distruggerla e che dunque non risulta pericoloso per gli altri insetti, permettendo cosi di preservare la biodiversità della zona dove si effettua il trattamento.

Dott. Simone Ventura

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