Sull’evoluzione umana

Sull’evoluzione umana

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Speciale pubblicazione Rudolf Steiner

Di Massimo Nicastro

In Eraclito leggiamo tra i pochi frammenti ritrovati che tutto ha origine dal fuoco. Rudolf Steiner in testi come “La scienza occulta” o in conferenze come quelle tenute a Berlino nel 1911 (ott.-dic.) ne dà la conferma: agli inizi primordiali era calore.
Naturalmente non si parla di un fuoco fisico, ma di una forza di amore che, quale venerazione di Esseri Straordinari verso Esseri a Loro superiori, si manifesta come effetto di calore vivente. Nel nostro sangue ne abbiamo un residuo. Questa prima realtà cosmica viene indicata da Steiner “Terra Saturno” (vedi sinottico).
Non dobbiamo pensare a una realtà fisico-sensibile quando vogliamo farci una rappresentazione del calore primigenio di questa antica forma della Terra, ma una rappresentazione in cui sentiamo una fluente forza di volontà, un mare di coraggio che si diffonde e vive. Altro che fantascienza, neanche il più inventivo scrittore arriverebbe a tali contenuti di pensiero! Questo richiede di iniziare a considerare lo Spirito divino come forza creatrice operante e causante: non può esservi cosa alcuna che non sia permeata di Spirito, e la materia è la condizione necessaria affinché l’individuo, vivendo in un corpo, sia separato dagli altri.
È fondamentale recuperare queste conoscenze, altrimenti non solo perdiamo di vista il “primo amore” – diventare un IO è l’amore primo per l’uomo, è quell’amore per il molteplice incontro e l’interazione fra spirito e materia –, ma vanifichiamo tutto il lavoro di una Iside (l’anima) alla ricerca di Osiride (spirito) suo fratello e sposo che vuole essere rimembrato per rivivere da creatore nel Mondo.
Da un periodo di cultura come quello dell’indiano antico, dove non si aveva alcuna considerazione per il Mondo in quanto “maya” – illusione –, vediamo che ci siamo addentrati sempre più nella materia del Mondo. Già nel periodo successivo, quello Paleo-Persiano, il Mondo veniva vissuto non più come maya ma come campo di attività per l’essere umano. Mentre per gli Egizi il Mondo era una scrittura degli dèi che si poteva leggere negli astri. Arrivando al quarto periodo, quello Greco-Latino dove la divinità assume sembianze umane, come ben esprimono le sculture di allora, lo spirito è ancora presente. Oggi, nel quinto periodo culturale, lo spirito pare sommerso dal mondo materiale e ne è diventato lo schiavo.
Se consideriamo l’evoluzione secondo un criterio settenario, abbiamo una prima fase di conduzione dall’esterno e pedagogica che comprende le fasi dalla prima alla terza, e una seconda fase che procede dalla quinta alla settima in cui si ripropone ad un altro livello, superiore, quanto troviamo nella prima, questa volta però con una conduzione dall’interno, autonoma. Nel punto centrale si presenta un evento unico ed irripetibile.
Questo punto di mezzo (4) costituisce la svolta, quella svolta per cui 2000 anni fa è stato impresso nell’umanità l’impulso dello Spirito solare, o Logos, che le diede la spinta verso l’alto mostrando quello che ognuno di noi può divenire, se solo lo vuole, camminando nella conoscenza e nell’amore: la pienezza Uomo (conosci te stesso, gnothi seautón).

Con questo evento e da questo evento fu reso possibile ad ogni uomo avere forze tali da poter affrancare il pensiero dal cervello e liberare l’amore dall’istinto. Il nostro periodo è una riproposizione del terzo periodo e quando guardiamo verso le stelle il nostro pensiero è in grado di comprenderne i rapporti armonici, ma ora in termini fisico-meccanici perché non riconosciamo più l’azione saggia di Esseri straordinari. Ecco che comprendiamo come mai si presentino personalità come Copernico o Keplero in cui può sorgere una legge astronomica come visione-ricordo dell’antico Egitto, una specie di ricordo animico inconscio di quanto visto spiritualmente nel periodo Egizio-Caldaico. “Mi sono impadronito dei vasi spirituali degli egizi…” dice Keplero in “Harmonices mundi”, “L’antico ricordo batte nel mio cuore”.

Anche il darwinismo si può considerare come una forma materialistica di quegli dèi che gli egizi rappresentavano in forma animale. E così anche nella precedente medicina di Paracelso possiamo vedere una rinascita di quel che si insegnava nei templi dell’antico Egitto.
Ci si potrebbe chiedere come sia possibile che una cultura come quella Egizio-Caldaica, totalmente pregna di una coscienza dedita al sovrasensibile, riviva nella nostra civiltà dove prevale o meglio domina solo l’attaccamento al mondo fisico. Eppure le premesse della nostra cultura le troviamo proprio nel terzo periodo, dove abbiamo per la prima volta un’attenzione al corpo mediante la mummificazione. Questo imprimersi nell’anima, che procede di vita in vita, a guardare il proprio cadavere ha sedimentato in essa un pensiero che si è radicato e oggi si esprime nel dare il valore maggiore alla forma fisica.
Non sempre nella Storia è possibile riscontrare che quanto troviamo in un periodo è l’effetto di quanto avvenuto in quello che lo ha preceduto. Come un telegrafo presuppone che vi siano correnti sotterranee non percepibili e che collegano zone molto distanti, così, indagando spiritualmente, è possibile osservare il tessere dei fili che sono all’origine degli eventi storici. In tutti i tempi sono sempre esistite “Scuole dei Misteri” che insegnavano questi saperi.
Oggi si parla di una “Scienza iniziatica” – scienza degli inizi – che da un secolo è possibile leggere grazie ai contenuti che Rudolf Steiner ha divulgato e su cui i nostri pensieri possono far incamminare il nostro cuore; in tal modo arriviamo a vivere un ampio respiro panoramico sul divenire della Terra così come si presenta ad uno sguardo sovrasensibile.
Allora, quando leggiamo in Platone di un’isola di Poseidone (Atlantide) situata dove oggi si trova l’Oceano Atlantico, non la considereremo una fantasticheria. E potremo iniziare a capire quello che si legge nell’Apocalisse di Giovanni (Ap. 2,1) quando vengono citate le settuplici Comunità o Chiese, da Efeso a Laodicea: esse non sono che un richiamo alle caratteristiche culturali dei sette periodi della nostra Epoca Post-Atlantica, dal primo periodo, il Paleo-Indiano, al settimo Periodo.
E quando ci addentriamo in queste conoscenze nuovi pensieri scorrono nel sangue tanto da rigenerarlo quanto è l’entusiasmo con cui accogliamo questi contenuti ricchi di significato. Tra l’altro, mentre i primi quattro Periodi Culturali si presentano come ripetizioni di Epoche precedenti, il nostro tempo ha il compito generare una nuova saggezza: non una remota saggezza conservata nei Misteri, ma una saggezza “apocalittica”, ossia rivolta al futuro. È questo che Steiner ci porge e ci offre affinché acquisiamo la consapevolezza di un nuovo legame originario col mondo spirituale.
Non più il vivo ricordo dell’innata saggezza che si respirava dal mondo circostante, ma una saggezza che venga conquistata dagli “uomini di buona volontà”. Oggi questa conquista è difficile perché richiede lo sviluppo di forze latenti che possono essere sviluppate solo per decisione del singolo, senza imposizione dall’esterno con dogmi o Leggi morali. Questo sarebbe quanto di più disumano ci sia, in quanto lederebbe la nostra libertà. L’essenza dell’evoluzione umana è la libertà. E questa non prescinde dall’amore, perché si può amare tanto quanto si è liberi.
Non è inutile dire che questa nuova visione del cammino evolutivo richiede una certa dose di umiltà e di pazienza prima di tutto con se stessi, affinché ci sia possibile orientarsi in questo nuovo indirizzo esistenziale. Prendiamolo dapprima come una interpretazione possibile ed iniziamo ad articolare i nostri pensieri in modo nuovo… il tempo ci dirà qualcosa in merito.

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