Alimentazione e impatto ambientale: come fare bene a noi e al Pianeta

Alimentazione e impatto ambientale: come fare bene a noi e al Pianeta

Cosa dobbiamo fare per ridurre la nostra impronta ecologica? La dieta è la variabile più potente nell’influenzare, nel bene e nel male, il nostro stato di salute, ma anche quello del Pianeta. Per questo spostarsi verso un’alimentazione vegetale è una scelta di responsabilità che può fare la differenza. I motivi di scelta sono vari, ma li possiamo riassumere in 5 categorie.

Scelta ecologica

Ormai gli allevamenti, sia intensivi che estensivi, sono diventati insostenibili per il Pianeta. Essi portano a degradazione del suolo, deforestazione, inquinamento chimico, spreco di energia, consumo di acqua e produzione di piogge acide, per cui scegliere di mangiare cibi di origine animale vuol dire aggravare lo stato di salute del Pianeta.

Il 50% dei cereali ed il 90% della soia prodotti nel mondo sono usati come mangimi per animali. Nella maggior parte dei casi non vengono utilizzati per sfamare le popolazioni in via di sviluppo, ma vengono utilizzati per produrre mangime che finirà poi in pasto a pochi animali. Nella maggior parte dei casi vengono utilizzati anche fertilizzanti chimici e di sintesi che hanno un grosso impatto sull’ambiente.

In più, il 70% dell’acqua utilizzata sul Pianeta è consumata dalla zootecnia e dall’agricoltura per gli animali d’allevamento. Il bestiame, invece, produce il 35-40% delle emissioni di metano ed il 65% di quelle di protossido d’azoto. Infine, l’88% delle aree disboscate nella foresta amazzonica sono adibite al pascolo. Potete ben capire come l’allevamento sia responsabile di una grossa porzione di inquinamento, evitabile con le giuste scelte personali e a livello di politiche generali.

All’interno di questo quadro si inseriscono due importanti iniziative per incentivare il consumo di cibi vegetali, una del Panel Intergovernativo dell’Onu (IPCC) e una dello Stato della Svezia. La prima promuove l’iniziativa europea del “Lunedì senza carne”, per abituare le persone a mangiare senza ingredienti animali almeno una volta a settimana così da passare gradatamente ad un’alimentazione vegetale a minor impatto ambientale. La Svezia propone invece le regole alimentari per ridurre l’effetto serra: sostituire due pasti di origine animale alla settimana con cibo interamente vegetale.

L’arma più potente che ogni cittadino ha a disposizione per abbattere il proprio impatto negativo sull’ambiente è proprio l’alimentazione. Una dieta onnivora, a parità di calorie, impatta quasi 7 volte in più di una dieta 100% vegetale. Inoltre, il consumo di prodotti biologici e biodinamici permette di ridurre l’esposizione ai residui di fitofarmaci e di pesticidi, l’inquinamento delle falde acquifere e l’emissione di protossido di azoto.

Scelta economica

Convertire vegetali in carne è assolutamente antieconomico. I bovini, le mucche, gli animali da reddito in generale, sono fabbriche di proteine alla rovescia. Il 50% dei cereali e il 90% della soia prodotti nel mondo sono usati come mangimi per animali. In media per ottenere un chilo di carne sono necessari 15 chili di vegetali, tra soia mais, grano e colza, coltivati appositamente per diventare mangime per gli animali quando invece potrebbero essere destinati tranquillamente all’alimentazione umana, riuscendo a sfamare molte più persone.

Un ettaro di terreno destinato all’allevamento bovino produce 66 chilogrammi di proteine all’anno. Al contrario la coltivazione della soia produce 1848 chilogrammi di proteine all’anno. Il divario è enorme!

Scelta etica

Gli animali sono esseri senzienti, capaci di provare sensazioni, emozioni e sentimenti. Questo vale per tutti gli animali, non solo cani e gatti che sono animali d’affezione, ma anche per le mucche, le galline, i pesci, i maiali e così via.

Gli animali negli allevamenti vengono trattati come cose: incatenati, rinchiusi, mutilati, alimentati con mangimi artificiali, curati con ormoni ed antibiotici, privati della loro libertà solo per produrre cibo destinato all’uomo. Costringerli allo sfruttamento e poi all’uccisione solamente per finire in pasto ai consumatori è assolutamente non etico, non sostenibile e non civile.

Questo cibo, oltretutto, servirà poi a far ammalare l’uomo: come abbiamo visto, infatti, il cibo di origine animale non è fatto per l’uomo. Consumare latte, carne, uova, salumi aumenta il rischio di tante patologie cronico-degenerative, tra cui anche e soprattutto i tumori, ma anche Alzheimer, Parkinson, demenza e tanti altri.

Scelta salutistica

Prevenire è molto meglio che curare! Spostare l’alimentazione a base vegetale è la scelta migliore che possiamo fare per guadagnare in salute. Mangiare integrale, pulito e vegetale senza ingredienti di origine animale consente di prevenire, ma anche di curare, tante patologie cronico-degenerative, come obesità, sovrappeso, colesterolo alto, pressione alta, diabete, osteoporosi, demenza senile, tumori.

La drastica riduzione del consumo di grassi saturi (fautori di queste patologie), affiancata ad un aumento dell’attività fisica, diminuisce del 30-40% il rischio di tumori, del 17-22% il rischio di malattie cardio-vascolari e del 24-66% il rischio di diabete.

È possibile mangiare con gusto, in modo vario ed equilibrato, senza sfruttare gli animali e riducendo l’impatto ambientale? Ovviamente sì! Sono sempre più le ricette sfiziose e salutari che si possono trovare nei ristoranti o possono essere fatte con le proprie mani con un pizzico di fantasia. Le alternative non mancano, basta informarsi e scoprirete subito che essere vegetariani e vegani non richiede poi questi grandi sacrifici.

Secondo l’American Dietetic Assocition, diete vegetariane correttamente bilanciate sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale e comportano benefici per la salute, sia a livello di prevenzione e che nel trattamento di numerose patologie.

Il bioaccumulo degli inquinanti avviene in concentrazioni elevate solo nei cibi animali. Gli inquinanti che sono presenti sui vegetali, invece, sono in genere idrosolubili. Quando prendiamo una mela, una carota, dell’insalata basta sfregarli bene sotto l’acqua corrente e gli inquinanti si eliminano.

Scelta sociale

La scelta sociale avviene per favorire un’equa distribuzione delle risorse alimentari. Nei Paesi in via di sviluppo 1 persona su 5 soffre la fame. La malnutrizione tra i poveri scaturisce da un accesso non equo alle risorse alimentari. Il bestiame dei ricchi mangia il cibo dei poveri.

Per produrre un chilo di carne si consumano 3200 litri di acqua, 1,5 litri di petrolio e 12 m² di foresta, il tutto per saziare solo 3-5 persone. Con 15 chili di cereali, invece, se ne sazierebbero 50.

I prodotti animali consumano l’83% del terreno destinato alla produzione alimentare, ma danno solo il 18% delle calorie totali. Questo significa che, a parità di calorie, il consumo di terreni per la produzione di cibo animale è 22,3 volte maggiore di quello necessario per la produzione di vegetali. Con lo stesso terreno coltivato a vegetali possiamo fornire le stesse calorie a 22 persone. Sostituendo i cibi animali con quelle vegetali si risparmierebbe l’83% di emissioni inquinanti. Siete convinti ora?

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