Orto: Come affrontare la siccità, gli insetti e il freddo invernale

Orto: Come affrontare la siccità, gli insetti e il freddo invernale

- in Ambiente, Salute e Benessere
287
Commenti disabilitati su Orto: Come affrontare la siccità, gli insetti e il freddo invernale
orto

Prodotti e consigli per coltivare l’orto nel modo corretto

Buongiorno Lucia, è un piacere ritrovarti. Anche in questo numero di Salute Plus continuiamo il nostro percorso per comprendere tutto ciò che necessita l’orto. Viste le poche precipitazioni, puoi raccontarmi com’è andata l’estate?

Buongiorno a voi e grazie per l’invito. Come abbiamo osservato, l’estate è stata molto intensa con temperature molto elevate e scarsissime precipitazioni (quasi nulle nelle nostre zone). Perciò tutti gli orti estivi, se non venivano adeguatamente irrigati, non riuscivano a dare gli stessi risultati che di solito ci sono negli altri anni. Le temperature elevate infatti non portano problemi di malattie e portano al limite il problema del cimice verde che, con queste temperature, si è sentito molto a suo agio e ha creato numerosi danni ai frutti. 

Quindi da una parte l’estate è andata male, dall’altra ci sono stati buoni raccolti dove c’era possibilità e disponibilità idrica di acqua. Qui chi poteva irrigava o usava la manichetta goccia a goccia, un sistema di irrigazione pilotato e molto limitato come quantitativo di acqua. Anche per quanto riguarda i trapianti delle semine autunnali, queste non sono iniziate con il piede giusto vista la siccità.

Parliamo appunto di siccità, un fenomeno che ha caratterizzato particolarmente l’estate. Come si possono affrontare le stagioni di siccità che saranno sempre più frequenti in futuro?

Io credo che se riusciamo ad avere dei terreni ricchi di sostanza organica e se vogliamo coltivare nella maniera più tradizionale (lavorando il terreno), è necessario irrigare molto di più. Se invece vogliamo produrre in maniera più sinergica e naturale possibile, non lavorando il terreno, ma creando delle baule più alte coperte con sostanze inerti come paglia o altri simili prodotti secchi, possiamo avere un’umidità che si mantenga relativamente buona a livello di terreno e di radice. 

Se il fenomeno siccitoso è di qualche mese va bene ma se si prolunga come quest’anno, c’è qualche problema anche in questi orti sinergici, proprio perché comunque non sono perfettamente fertili e non sono ancora compiuti dal punto di vista organico. Stiamo sistemando i terreni in questi ultimi anni ma per ottenere un terreno equilibrato abbiamo bisogno di decine di anni, visto che, nei 50 anni passati siamo riusciti a distruggerli.

La strada è quella dell’orto lavorato pochissimo con attrezzature meccaniche, concimato molto, sostenuto con le rotazioni e poi coperto in fase di coltivazione e no, con questi accumuli di organico (un substrato importante intorno ai 10-15 cm che poi nel tempo si ridimensiona e va rimpinguato) e questo aiuta molto ad avere un terreno più equilibrato dal punto di vista idrico. 

Di conseguenza, le piante che andiamo a coltivare o nascono poi spontaneamente negli anni successivi per caduta di semi precedenti, hanno dei risultati migliori ma questo richiede tempo. 

Quali sono le verdure che sono riuscite ad essere più rigogliose?

Da quest’anno ho visto risultati interessanti con le colture di cipolle, aglio, angurie, meloni, quando il problema di solito per esempio era l’umidità eccessiva e qualche pioggia in più che porta a una morte precoce della pianta stessa. Di conseguenza i frutti quando maturano, maturano in maniera accelerata e non sono buoni. Quest’anno invece la pianta è durata anche di più e ho mangiato dei buoni frutti. Lo stesso per lo zucchino, una pianta che di solito necessita di acqua, se coltivata in una stessa maniera, io ho visto che e sto anche dando qualche input per coltivarla in verticale come lo fanno in alcune regioni del sud da tantissimi anni, riescono ad avere una produzione che comincia da fine maggio fino a settembre, quindi o una semina o un trapianto unico, hai una produzione eccellente di zucchine. C’è una tecnica di lavorazione che ci va dietro che non è difficilissima e da risultati.

Quali verdure invece non hanno ottenuto dei buoni risultati? 

Sicuramente le leguminose. Queste fiorivano nel periodo di temperature elevate e quando superano i 30 gradi tutti i fiori diventano sterili, il polline è sterile e non produce poi il frutto. Fagioli, fagiolini, piselli erano vuoti per mancanza di acqua mentre le melanzane hanno avuto delle difficoltà e i prodotti a foglia come le insalate ne risentono tantissimo. Non si riescono ad avere delle produzioni per mangiarne per uso domestico e casereccio. 

Prima hai citato il problema delle cimici verdi, ce ne parli un attimo?

Questo insetto è temuto da diversi anni perché ormai anche nella frutta convenzionale fa diversi danni. Lui succhia dalla buccia delle sostanze interne e dove succhia lascia un residuo sugheroso, immangiabile da un certo punto di vista. Ci si deve preoccupare da quando cominciano i caldi. 

Io quello che so è che si possono fare interventi a cadenza abbastanza settimanale o anche più o anche durante la settimana con prodotti a base di zeolite, una polvere di roccia naturalissima che si trova normalmente anche nei rivenditori classici. 

Con questi prodotti riusciamo a spaventare il cimice e ad allontanarlo e questo è uno dei rimedi più naturali in assoluto. Stanno sperimentando anche insetti antagonisti ma siamo ancora a livello sperimentale e quando saranno in commercio sarò la prima a sperimentarle.

Quali sono altri insetti a cui stare attenti?

Comincia il tempo della cavolaia, della lapidaria e di altri lepidotteri che creano danni perché mangiano la foglia o il fiore. Bisogna stare all’occhio perché verso sera si vedono queste farfalle beige o che si apprestano a depositare le uova sulla pagina inferiore delle foglie (cicorie ad esempio) e da quel punto in poi è importante visionare, campionare. Io consiglio l’uso della zeolite come ho detto prima perché questa disturba anche le anidi appena nate e così si può avere un controllo importante.

Chiaramente questo prodotto nella prima fase va somministrato un paio di volte, evitando le ore centrali della giornata e bagnando in maniera accurata la pianta. 

Per quanto riguarda i mesi di settembre/ottobre, come ci muoviamo? 

Abbiamo tutti i trapianti effettuati: radicchi, porri, insalate e quant’altro. Adesso i problemi principali sono quelli di tener controllata l’erba dell’orto, di non sradicare e di tagliare l’erba del terreno in modo che le radici continuino il suo lavoro e in modo che sia arieggiato il terreno dove c’è la radice. Non mangia più, non è competitiva con le piante che trapiantiamo ma ha un effetto agronomico molto importante. Quello che tagliamo lo possiamo anche mangiare perché ci sono molte erbe in questo periodo come: la portulacea, il farinello, l’amaranto, il convolgo, specie malerbe che sono ottime come cibo da consumare. Io le uso, le consiglio e hanno un sacco di proprietà, per cui abbiamo un orto doppio quando la natura ci offre anche queste possibilità.

Quando arriva il freddo, se abbiamo piante sufficientemente sviluppate, il consiglio è di coprire con il tessuto non tessuto, un prodotto naturale del mais trasformato allo scopo di proteggere la pianta. Questo si appoggia sopra e si ferma ai lati e permette l’arieggiamento della pianta stessa perché è traforato e in questo modo si riescono a guadagnare 1/2 gradi 2 rispetto alla temperatura esterna e ci salva rispetto ai primi freddi autunnali. 

 

You may also like

Bilancia spirituale

Fermezza interiore e Cuore aperto Nel nuovo periodo