Esempi di utilizzo degli oli essenziali per i bambini
Buongiorno dottoressa, oggi la incontriamo per un altro argomento abbastanza controverso, come quelli già visti dell’uso in gravidanza e interno degli oli essenziali. Parliamo infatti del loro uso per i bambini. È possibile senza rischi?
Certamente. È possibile e consigliato, perché gli oli essenziali possono essere utili in vari disagi dell’infanzia. Tuttavia occorre scegliere gli oli e le quantità corrette per le diverse fasce d’età, perciò andiamo per ordine.
Perché innanzitutto bisogna usarli?
Gli oli, come già abbiamo visto, agiscono su più livelli. Quando sono applicati sul corpo con un massaggio o un trattamento topico o entrano attraverso le vie respiratorie o attraverso le mucose vanno rapidamente in circolo e raggiungono i loro organi bersaglio. Attraverso il naso salgono e possono superare la barriera ematoencefalica, andando ad agire direttamente sul cervello. Inoltre il senso dell’olfatto è intimamente legato alla parte più profonda del nostro cervello, il sistema limbico, dove si raccolgono le nostre emozioni, ricordi, e si attivano anche le risposte del sistema endocrino. Il nervo olfattivo comunica direttamente con l’amigdala, il nostro decisore, che nell’avvertire un odore allerta il sistema se lo riconosce come pericolo o lo rallenta se lo riconosce come fonte di piacere. Ecco che nei bambini, come meno filtri dei nostri, e con un organismo ancora in formazione, gli oli possono portare numerosi benefici a livello corporeo, psichico, emozionale ed energetico. Tuttavia proprio le peculiarità dei bambini determinano un’accurata scelta degli oli e delle dosi e modalità di applicazione.

Possiamo addentrarci più nel dettaglio di questa spiegazione?
Intanto una modalità meravigliosa di contatto e presenza del materno femminile è il momento del bagnetto. La temperatura, l’amorevole figura della mamma, il suo tocco delicato, le parole sussurrate in questo momento così intimo si armonizzano perfettamente con l’uso degli oli essenziali. Luca Fortuna, aromaterapeuta italiano, nel suo libro “Aromaterapia per la mamma e il bambino”, spiega che l’aggiunta di oli essenziali al bagnetto va dosata con l’età. Si parte da una goccia di olio entro i 12 mesi, a 2, 4 gocce tra i 12 e 36 mesi, per salire a 4-6 fino ai 5 anni, 4-8 fino ai 12 anni, 8-10 fino ai 14 per poi usare tranquillamente gli oli sui ragazzi. L’olio essenziale va sempre applicato diluito al bagno.
Per l’occasione Tisserand, altro esperto di oli, suggerisce di usare olio di jojoba o gel di aloe e sconsiglia l’uso di sale o latte o panna. La funzione del jojoba o aloe è quella di disperdere l’olio nell’intera massa d’acqua, in modo che non rimanga solo in superficie. Sarà un’esperienza aromatica di grande valore affettivo e non solo, sia per il bambino che per la mamma. Con il bagno infatti si crea un legame forte tra la mamma e il bambino e si può amorevolmente aiutarlo a superare paure, nervosismi, predisporlo al sonno e infine anche alleviare alcuni disturbi. Ad esempio per le coliche gassose Luca Fortuna suggerisce un bagno in queste modalità: 1 goccia di camomilla blu in un cucchiaio di olio di jojoba da versare nel bagnetto. Anche i movimenti delle mani nell’acqua aiutano, come abbiamo già visto nell’articolo dedicato al bagno in dispersione oleosa.

Quali oli si possono usare?
Alla fine del suo libro Luca Fortuna suggerisce quali oli usare per la prima infanzia. Ne faccio un elenco, citando i più comuni e adatti al bagnetto:
- Albero del te o tea tree: antibatterico, antivirale, parassiticida, stimolante immunitario.
- Arancio dolce: calmante, sedativo, antisettico, digestivo. Stimola gioia e allegria.
- Geranio: antibatterico, antalgico, antinfiammatorio, combatte le infezioni cutanee, riequilibrante.
- Lavanda vera o angustifolia: rappresenta la “madre” come olio. Antispasmodico, calmante, sedativo, cicatrizzante, rigenerante cutaneo, antalgico, antisettico. Calma, riequilibria, lenisce. Può anche essere usata pura su piccole ferite, punture d’insetto, escoriazioni… è il rimedio per eccellenza.
- Limone: antibatterico, antisettico, tonico digestivo, stimola l’appetito, depurativo.
- Mandarino: speciale per l’ansia, l’insonnia, la paura, fa sentire protetti.
- Sandalo: rilassante e calmante nervoso.
- Ylang ylang: rilassante nervoso, antispasmodico.
In quali altri modi si possono impiegare gli oli essenziali con i bambini?
Sicuramente la diffusione, che è un modo piacevole e sicuro di sanificare l’aria, di fare entrare gli oli attraverso le vie respiratorie, ripulendole e lenendo disturbi come la tosse, il muco… o conciliare il sonno o la concentrazione, nei più grandi.
I più adatti e piacevoli per purificare l’aria sono l’abete balsamico, a chi piace, il tea tree o il niaouli, il mirto, la lavanda, che ha anche un effetto calmante e rasserenante. Ma anche il geranio, l’eucalipto smithi, che è utile anche nelle malattie esantematiche, per lenire il prurito. È meglio fare andare il diffusore alcune ore prima del sonno e poi spegnerlo al momento di coricarsi.
Se vogliamo invece stimolare la concentrazione dei più grandi, sono utili l’abete balsamico, il tea tree (addirittura Luca Fortuna dice che è adatto allo studio delle materie umanistiche), l’eucalipto smithi (per le materie scientifiche), il limone, che rende vigili e attivi, stimola l’attenzione e la comunicazione, evita distrazioni.
È possibile usare gli oli anche per via cutanea?
Certo è possibile. È consigliato intervenire sui bambini con oli fortemente diluiti, lavorando a percentuali massime dello 0,5% per i più piccoli (3 gocce in due cucchiai di olio) e 1% per i più grandi (3 gocce in un cucchiaio di olio). L’olio essenziale va sempre diluito infatti in olio vettore, cioè in un olio fisso da spremitura a freddo, che permette l’entrata progressiva dell’olio essenziale nel derma e la sua permanenza e stesura sui tessuti. In questo caso gli oli più indicati sono la lavanda, la camomilla blu, per le loro proprietà lenitive ed emollienti, ma anche l’albero del te, il mirto, il niaouli, l’eucalipto smithi per le loro proprietà disinfettanti, espettoranti. Questi ultimi sono pertanto utili massaggiati sul petto o dietro la nuca, sempre opportunamente diluiti.
Un’altra esperienza meravigliosa che la mamma può fare col suo bambino è quella del massaggio. O su tutto il corpo o sui piedini, l’addome e le mani. Una buona miscela di oli vettore da usare è ottenuta miscelando 50 ml di olio di mandorla (attenzione alla sua qualità), 30 ml di olio di jojoba o nocciola, 20 ml di olio di cocco. A questa poi si aggiungono gli oli essenziali. Ad esempio fino a un anno a 100 ml di questa miscela si possono aggiungere 1 goccia di mandarino, 1 di sandalo o una di camomilla e neroli (che è un potente antishock). A proposito del neroli, per un bimbo che ha subito un trauma, è utile fargli annusare e applicare una goccia sul petto di neroli. Le dosi vanno poi incrementate di ca due gocce in più per ogni anno.
Consiglia l’uso interno?
Coi bimbi occorre andare cauti. Si possono somministrare la lavanda, il limone, il ravintsara con un po’ di olio o miele. Occorre associare una memoria di piacere all’esperienza ed è per questo che la mia amica ed esperta Leda Cossu consiglia la “caramella”, di cui abbiamo parlato l’altra volta. Una buonissima miscela di miele e oli essenziali a cui, se si vuole si può aggiungere anche della propoli, da succhiare o sciogliere in una piacevole tisana calda da bere con i propri cari.
