L’alimentazione affrontata da un pugile

L’alimentazione affrontata da un pugile

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Pugilato

Come un pugile si alimenta, idrata e si tiene in forma

Continuiamo l’intervista con Luca Rigoldi, pugile professionista vicentino, per parlare dell’impatto dell’alimentazione sul corpo di un pugile. 

Ci eravamo lasciati l’ultima volta con la tua preparazione per il match per il titolo dell’Unione Europea. Oggi possiamo raccontarlo, con l’entusiasmo del vincitore …

Quanto successo negli scorsi mesi è stata una grande soddisfazione. Grazie al titolo italiano ho avuto l’opportunità di essere sfidante ufficiale per il titolo dell’Unione Europea e, con la vittoria ottenuta, potrò a breve essere rinominato sfidante ufficiale al titolo europeo assoluto. Il titolo conquistato è molto prestigioso quindi sono davvero contento per come sono andate le cose. 

Tra l’altro alla fine sei riuscito a portare l’evento a Vicenza, davanti al tuo pubblico…

Ho colto l’occasione per portare un evento di prestigio di questo tipo a Vicenza, nonostante le difficoltà dettate dal periodo storico che stiamo vivendo. In particolare, è stato impegnativo seguirne l’organizzazione in prima persona ma è stato bello vedere l’impegno di sponsor, amministrazioni comunali per far sì che le persone del territorio potessero vedere in prima persona un’atleta come me all’opera. A 5 anni dalla vittoria dell’Unione Europea a Vicenza, sono ritornato a vincere questo torneo con un avversario forte e quotato come il mio sfidante francese (campione nazionale in Francia). Mi sono preparato per disputare un grande match in casa fiducioso dopo aver vinto il titolo italiano. Giocare in casa è stata un’arma a doppio taglio perché da un lato si ha la forza del pubblico e dall’altro si ha la pressione causata da loro. A questa pressione nel mio caso si è aggiunta anche la gestione di tutta l’organizzazione.

Come ti sei sentito nelle settimane precedenti al match? Quali sono stati i punti chiave del match?

Fortunatamente ho un’altissima capacità di distaccarmi da tutto ciò che succede, infatti come ho già detto nelle interviste precedenti nell’ultimo mese vado in ritiro e mi isolo, concentrandomi sulla parte del combattimento. Cerco di essere “focus” ma allo stesso tempo non voglio che questa concentrazione mi logori troppo. Un pensiero orientato a fare bene la prestazione e a dare il massimo, senza sbagliare niente. I giorni prima sono sereni, poi quando un paio di ore prima cominci a fare bendaggi, rifinitura, ecc., lì cominci ad essere focalizzato su ciò che devi fare. Non bisogna soffermarsi troppo nei dettagli, bisogna essere pronti a tutto, avere tante alternative, partire forte e far vedere che ci si vuole aggiudicare l’incontro dall’inizio. 

Il match è stato in discesa fin da subito, da quando nella prima ripresa ho colpito il mio avversario al fegato. Da lì sono stato bravo a non perdere la concentrazione e a superare ogni ripresa in vantaggio, anche quando lui ha reagito provocandomi un taglio in viso che poteva essere pericoloso. Infatti, in casi gravi di questo tipo, se il medico lo ritiene, può anche interrompere il match. Fortunatamente non è stata questa la situazione e alla nona ripresa sono riuscito a chiudere il match, coronando il percorso e diventando campione davanti al mio pubblico. Questo è un ulteriore trampolino di lancio per il futuro e una nuova iniezione di fiducia. 

Com’è stato il post match?

Il post match è stato particolare. Ho fatto il test antidoping e poi mi sono fermato con tutte le persone che erano lì venute per sostenermi. Il giorno dopo ho cominciato a sentire i primi acciacchi ma ero comunque a Bologna per un corso di formazione. Lo sport ha la capacità di renderti un punto di riferimento per gli altri quindi è normale mettersi a disposizione per loro. Poi mi sono concesso 15 giorni più “normali” e sono ripartito con la preparazione e la dieta, in modo da essere pronto per le prossime sfide. 

È difficile gestire la propria alimentazione in uno sport come il pugilato in cui sei anche costretto a rimanere in una determinata fascia di peso?

Sono sempre stato una persona sportiva e attenta all’alimentazione, anche se con le continue cene di lavoro si fa più fatica e bisogna sempre stare all’erta. Credo che questi momenti siano comunque importanti perché alla fine sono le relazioni che ci fanno esistere e sono i bei rapporti a permetterci di costruire il futuro. La capacità di gestire l’alimentazione bene in base alla preparazione è determinante. Io personalmente mi concentro negli ultimi 2 mesi (e soprattutto negli ultimi giorni) per arrivare al peso gara perché quello non sarebbe il mio peso ideale. La capacità di tirare le cinghia in maniera abbastanza forte diventa chiave nel momento in cui devi rendere al massimo nella tua prestazione. Credo in generale che, per il proprio benessere, l’alimentazione debba essere curata tutto l’anno. 

Come vivi il tema dell’alimentazione? Sei seguito da professionisti del settore?

Sono seguito da professionisti e ho fatto test/analisi per capire quali cibi sono più nelle mie corde rispetto ad altri, quali sono più digeribili, consigliati, sconsigliati e ho individuato anche le intolleranze. Penso che i professionisti siano bravi a fare il loro lavoro ma credo anche che ognuno di noi deve capire con la propria testa cosa è meglio per lui, perché solo lui conosce il proprio fisico. Pian piano ti conosci sempre di più e capisci quando tirare la cinghia o quando fare una cosa rispetto ad un’altra, con la serenità e la consapevolezza delle conseguenze. Come detto sono seguito da professionisti, tuttavia sono sempre io quello che “mangia”, quindi cerco di capire cosa può farmi stare bene in ogni momento. Paradossalmente in trasferta riesco a gestirmi meglio perché ho tutto alla portata e sono così più sereno. 

Piatto ciotola buddha con verdure e legumi. vista dall’alto. | Foto Gratis (freepik.com)

Quanto è importante l’idratazione nel tuo sport?

L’idratazione è uno dei fattori determinanti nel pugilato. Bevo tantissima acqua prima del match, e solitamente bevo circa 4 litri d’acqua al giorno per riuscire a depurare bene il corpo. Poi, quando devo concentrarmi per gestire il peso, sto attento con i liquidi, soprattutto nelle ultime due settimane precedenti alla misurazione del peso che viene misurato 2/3 volte l’anno. 

Acqua potabile dello sportivo sulla formazione | Foto Gratis (freepik.com)

All’inizio dell’intervista hai accennato il tema antidoping, quanto si viene controllati nel pugilato? Gli integratori possono essere pericolosi? 

Posso affermare che tutto ciò che viene venduto a livello di integrazione difficilmente ha controindicazioni, e quindi questi prodotti non vanno ad incidere nell’antidoping. Al contrario certi farmaci possono diventare pericolosi, perché all’interno del farmaco potrebbe esserci qualche sostanza non accettata. Per questa ragione nell’ultimo mese cerco di evitare qualsiasi tipo di farmaco o, al limite, procedo alla dichiarazione del farmaco preso. Solitamente i test vengono fatti sempre dopo il match disputato. Sul tema doping la paura più grande che si può avere nel nostro sport è quella legata al fatto che qualcun altro potrebbe contaminare i tuoi prodotti e, di conseguenza, “incastrarti”. Per questo motivo cerco sempre di porre particolare attenzione su cibi e bevande nel periodo precedente ad ogni match.

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