ELETTROGEOBIOLOGIA: curarsi curando la nostra casa

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Impianti elettrici

L’impianto elettrico intelligente. Dalle modifiche dell’esistente alla progettazione e realizzazione in edifici nuovi. (parte 8 di 9)

Nei precedenti numeri di Salute Plus, il dr. Achille Sacchi ha affrontato il tema dell’inquinamento elettromagnetico in varie forme. In questo numero ci mostra la correlazione tra inquinamento elettromagnetico e impianto elettrico, in quanto anche quest’ultimo influisce notevolmente.

Un impianto elettrico gestito in modo intelligente produrrà un inquinamento elettromagnetico notevolmente ridotto all’interno dei nostri edifici. I fili elettrici presenti nell’impianto e tutto ciò che è ad essi collegato, quando sono in tensione (cioè quando le cariche elettriche sono in pressione) o quando sono percorsi da corrente (cioè quando le cariche elettriche sono anche in movimento), emanano nell’ambiente perturbazioni oscillanti chiamate campi elettrici e magnetici alternati a bassa frequenza. Il nostro corpo risente maggiormente di questi campi elettromagnetici durante il sonno e quindi le camere da letto sono gli ambienti sui quali porre più attenzione.

In impianti esistenti, in cui non si possono o non si vogliono effettuare modifiche sostanziali, la cosa più importante da fare è quella di verificare se sono stati rispettati l’uso del neutro e della fase. Gli interruttori dell’impianto di illuminazione devono interrompere la fase (filo nero) e non il neutro (filo blu) in modo che, quando si spegne una lampada, dall’interruttore in poi (quindi per diversi metri di filo) non ci sia più tensione e il conseguente campo elettrico. Per verificarlo, con un cacciavite cerca fase (qui è necessario che intervenga una persona esperta), a lampada spenta e tolta dal porta lampada, in entrambi i contatti non ci deve essere tensione. Un caso molto frequente e nocivo sono le Abat-jour sui comodini vicino alla testiera del letto. Il rimedio migliore, anche se scomodo, è quello di staccare fisicamente la spina tutte le volte che ci si corica, oppure, utilizzando un cerca fase, girare la spina in modo che l’interruttore stacchi la fase (sul porta lampada non deve esserci tensione). Un sistema economico e molto pratico è che viene spesso utilizzato è quello di far mettere da un elettricista un interruttore a fianco della presa (su cui si inserirà la spina della lampada). In questo modo si interrompe la fase e si spegne e si accende con questo. Bisognerebbe evitare vicino alle zone letto tutti i cavi elettrici volanti (quelli incassati nelle pareti in genere sono ben schermati).

In impianti nuovi o in ristrutturazione bisognerebbe evitare di passare, in prossimità di zone notte o riposo, con linee (pesanti) che si collegano a grandi elettrodomestici o che alimentano altri edifici. In tali zone bisognerebbe rispettare una distanza di almeno due metri da apparecchiature ad alto o frequente assorbimento (come ad esempio caldaie a gas, lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, ecc.). Posizionare interruttori o prese laterali al letto (incassati a muro) ad una distanza di almeno 50-70 cm dal corpo (in particolare dalla testa). Evitare interruttori a filo che scendono vicino alle posizioni di riposo ed evitare di passare o installare, dietro la testiera dei letti, cavi elettrici o dispositivi come trasformatori, amplificatori d’antenna o altro.

Un sistema sperimentale ma estremamente efficace (soprattutto in case di legno, dove il campo elettrico è generalmente molto alto) è rivestire tutti i corrugati e canaline che contengono i fili elettrici con semplice pellicola di alluminio per alimenti e collegarla con l’impianto di messa a terra. L’importante è che l’alluminio non abbia interruzioni e che in ogni scatola di derivazione venga collegato con l’impianto di messa a terra (filo giallo-verde). Tale schermatura impedisce anche la fuoriuscita di radiofrequenze che si generano per interferenze varie all’interno dell’impianto elettrico.

In impianti esistenti con certi requisiti o in impianti nuovi o in ristrutturazione si possono utilizzare tecnologie automatiche o semi automatiche in grado di togliere la tensione, e quindi il campo elettrico, quando non si utilizza più corrente, ossia quando l’ultima lampadina o l’ultimo carico elettrico (televisore, radio, ecc.) viene disinserito. Queste tecnologie hanno però molte limitazioni e non sono di facile utilizzo e quindi ritengo che la soluzione, per altro più economica, di rivestire i corrugati con pellicola di allumino scaricata a terra, sia quella più efficace.

Per approfondimenti è possibile scaricare gratuitamente il mio libro “Inquinamento Invisibile” da http://www.casasalute.it/contenuti/Libri.html

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