ELETTROGEOBIOLOGIA: Curarsi curando la nostra Casa

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Curandosi curando la nostra casa

Inquinamento elettromagnetico artificiale: Rimedi Efficaci

Nelle precedenti uscite di Salute+ il Dott. Sacchi ci ha ampiamente edotto su cosa sia l’Inquinamento Elettromagnetico, sui pericoli che esso comporta per il nostro organismo, sia fuori che dentro le mura domestiche.

Oggi, vogliamo “approfittare” delle sue conoscenze in materia per capire come è possibile prevenire e contrastare i danni provocati da una prolungata esposizione alle onde elettromagnetiche.

Dott. Sacchi, se le chiedessimo di fornirci un piccolo vademecum di quelli che sono i rimedi più efficaci a questa problematica, quale indicazioni si sentirebbe di dare ai nostri lettori?

Risponderò in maniera sintetica ed analitica a questa domanda facendo un vero e proprio elenco di quelli che sono gli accorgimenti da adottare per la nostra sicurezza e per quella dei nostri cari:

1.Scollegare dalla rete elettrica qualsiasi dispositivo o apparecchio non utilizzato (es. lampade, alimentatori, radioregistratori, televisori, elettrodomestici, ecc.), comprese prolunghe e fili elettrici superflui.

2. Mantenere, in zone dove l’esposizione è prolungata:

      • Distanze non inferiori a 50 cm da prese, interruttori, piccole lampade e brevi cavi.
      • Distanze non inferiori a 1 m (in zone di riposo almeno 2 m) da radiosveglie, lunghi cavi, prolunghe, apparecchi collegati alla rete e alimentati da trasformatori, apparecchi in funzione che utilizzano motori, grandi resistenze elettriche (es. forni), o reattori (lampade a basso consumo o fluorescenti tubolari), cavi che trasportano grandi flussi di corrente, passanti all’interno o all’esterno di muri o pareti oppure punti di partenza di linee elettriche (es. quadri elettrici).

3. Osservare, nelle vicinanze dell’edificio, la presenza di linee ad alta tensione. In tal caso sarebbe saggio valutare il tipo di linea e la distanza da rispettare (meglio se tramite l’ausilio di misurazioni).

4. Sostare il meno possibile vicino a piani cottura ad induzione (50 cm di distanza è un buon compromesso). La distanza mentre si cucina è di pochi centimetri dalle piastre, diversamente dal forno elettrico che non richiede la presenza della persona.

5. Utilizzare, per coloro che lavorano a stretto contatto con apparecchi e utensili elettrici (trapani, seghe, asciugacapelli, ecc.), tali strumenti in modo discontinuo.

6. Mantenere, per coloro che lavorano in prossimità di grosse macchine o strumentazioni elettriche, il massimo della distanza possibile da motori a corrente alternata o da trasformatori (2 m è spesso sufficiente).

7. Osservare, dalle finestre dell’edificio, la presenza di antenne radio mobili. Se l’antenna è ben visibile è il caso di far fare delle misurazioni perché le finestre non sono un ostacolo per tali frequenze.

8. Utilizzare il cellulare, lo smartphone, il tablet, il pc, ecc., e tutte le tecnologie WiFi in modo sporadico e per  pochi minuti. Disabilitare le funzioni wireless quando non vengono utilizzate.

9. Spegnere il modem WiFi o disattivare il Wifi quando non è utilizzato.

10. In auto munite di dispositivi Bluetooth la distanza dal cellulare o simile è maggiore ma lo stesso dispositivo dell’auto emette radiofrequenze e quindi, va utilizzato sporadicamente.

11. Evitare il più possibile il forno a microonde. Utilizzare i normali forni elettrici a resistenza. Se proprio non se ne può fare a meno, utilizzarlo saltuariamente in casi di vera necessità. Quando è in funzione stare ad almeno 1 m distanza e se è vecchio anche a 2 m.

12. Accertarsi, nell’eventualità di un impianto antifurto, se i sensori di presenza sono con tecnologia a microonde; in tal caso farli sostituire con quelli ad infrarosso passivo. Non installare sensori di presenza WiFi (in genere hanno una piccola antenna per comunicare con la centralina) o se proprio necessari non posizionarli in ambienti di riposo o molto frequentati.

13. Evitare il più possibile, nel sistema di illuminazione, faretti alogeni a bassa tensione (utilizzano trasformatori o alimentatori) e variatori di luminosità.

14. Evitare di lasciare accesi inutilmente televisori, computer e apparecchi correlati.

15. Acquistare lampade a basso consumo compatte o meglio a led di qualità (in genere le marche conosciute sono affidabili, ma non sempre, affidatevi a qualche ricercatore che le ha testate).

16. Utilizzare, in zone lettura o di studio (dove in genere l’illuminazione è molto vicina alla testa) lampade ad incandescenza o lampade a led (quelle a led che siano però state testate e quindi prive di radiazioni ad alta frequenza). Evitare soprattutto quelle fluorescenti e quelle alogene (soprattutto quelle che utilizzano trasformatori e alimentatori).

17. Dopo installazioni di impianti fotovoltaici rilevare ed eventualmente bonificare l’inquinamento da “elettricità sporca” (transienti ad alta frequenza) causato dall’inverter.

E’ davvero importante mettere in atto questi accorgimenti al fine di limitare i danni che, una prolungata esposizione alle onde elettromagnetiche, porterebbe al nostro organismo. Quindi mi raccomando di prestare la massima attezione a questi semplici rimedi che possono fare la differenza!

Vi ricordo inoltre che per approfondimenti sulla tematica è possibile scaricare gratuitamente il mio libro “Inquinamento Invisibile” dal link: http://www.casasalute.it/contenuti/Libri.html

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