Come coltivare l’orto in estate

Come coltivare l’orto in estate

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coltivare l'orto

Prodotti e consigli per affrontare la nuova stagione

Riprendiamo da dove ci eravamo lasciati con l’ultimo articolo. Cosa stiamo raccogliendo in questa primavera e cosa invece potremo piantare nei mesi estivi? 

Buongiorno, con l’arrivo di maggio possiamo dire con certezza che è sbocciata la primavera. Con la primavera la temperatura media giornaliera supera i 10 gradi e quindi la natura si risveglia alla grande, nell’ orto si possono seminare e trapiantare tutte le specie desiderate. Crescono in fretta anche le erbe spontanee, molte delle quali sono mangerecce, grazie anche alle piogge avvenute in questi ultimi giorni. Come detto anche nel precedente numero di Salute Plus, queste erbe spontanee sono sempre da considerare in quanto possono essere mangiate e utilizzate in cucina. 

Quali sono i prodotti che si possono raccogliere in questo momento?

Adesso si possono raccogliere le insalate a pieno campo, gli asparagi (bianchi e verdi), i ravanelli, le colture a foglia, la rucola, la lattuga mentre inizierà a breve la raccolta dei piselli (che dura fino a metà giugno), delle zucchine, dei cappucci, delle rape, delle biete e cicorie. Allo stesso tempo bisogna portarsi avanti e cominciare a trapiantare e seminare tutte le piante estive (zucchine, pomodori, melanzane, cetrioli, peperoni, fagioli e fagiolini) e aromatiche (prezzemolo, basilico). Tutte queste verdure matureranno in estate deliziandoci con i loro frutti. 

Colpo di alto angolo di fagiolini freschi su un panno giallo su una superficie di legno | Foto Gratis (freepik.com)

Come si possono distribuire queste colture sul terreno?

Per queste colture è importante rivolgere l’attenzione al terreno, dove questo dovrebbe essere fertile, fresco e ricco di sostanze organiche. Queste caratteristiche di un terreno fertile in passato si ottenevano ad esempio con le classiche rotazioni colturali ed ai sovesci, da sempre utilizzate dagli agricoltori. Ma, a causa dell’industrializzazione e dell’avvento delle tecnologie, sono andate in disuso. L’industrializzazione ha portato pian piano i terreni ad essere sempre più sfruttati e a diventare poveri di sostanze organiche. Bisogna partire dal presupposto che è fondamentale non seminare o trapiantare la stessa coltivazione sullo stesso terreno ma, al contrario, ruotare le varie coltivazioni. Per farlo sono necessarie quindi delle conoscenze di base. 

Ad esempio, se in una zona si coltivano lattughe non si potranno coltivare altre lattughe o del radicchio nella stessa zona, perché essi appartengono alla stessa famiglia. Piuttosto bisognerebbe coltivare un’altra specie di un’altra famiglia in modo che sia in grado di portare un buon contributo al terreno. Ad esempio le leguminose (piselli, fagioli, fagiolini, ceci, lenticchie, fave) hanno la capacità di arricchire il terreno con azoto naturale.  

Foglie di piante verdi con sfondo blu cielo | Foto Gratis (freepik.com)

L’estate è una stagione calda ma al tempo stesso soggetta a diversi fattori atmosferici, come ad esempio la grandine. Come ci si muove in questi casi? 

Nel caso in cui ci siano situazioni ambientali avverse, come la citata grandine, o si agisce prima con un’adeguata copertura di reti (come si fa ad esempio per meloni e angurie) o altrimenti si recupera ciò che rimane della pianta. Se la grandinata è debole, le piante non hanno grossi problemi a recuperare, in altri casi invece alcune coltivazioni possono essere distrutte (come capita per le zucchine) mentre altre possono comunque riuscire a recuperare.  Rimane il fatto che la grandinata non ti dà la possibilità di avere il raccolto sperato e, in questo caso, si possono utilizzare prodotti rameici per curare le ferite e cicatrizzarle. Il rame è infatti un collante, chiude la ferita e limita i danni. In ogni caso, il risultato dipende sempre dall’entità della grandinata. Se si è vicini alla produzione, si utilizza il rame e si raccoglie quello che è possibile… non ci sono altri modi.

Bisogna gestire le nostre produzioni in estate, tenendo bene a mente che è un periodo particolare in cui si passa da un grande caldo e mancanza di piogge, agli improvvisi temporali. In base ai terreni che abbiamo bisogna tenere in conto della tipologia di colture per capire quando poi bisognerà bagnarle in maniera frequente. L’orto è sinonimo di acqua. Un’acqua che non deve mancare nei momenti cruciali della vita della pianta, soprattutto quando è in prossimità della maturazione. 

A questo riguardo ti chiedo, come si può creare un orto resistente alle malattie?

Un orto per essere sano e resistente, deve avere prima di tutto un terreno forte, come detto sopra, fertile e ricco in sostanza organica. Bisogna creare un habitat naturale, quindi coltivare insieme sia piantine di ortaggi, che fiori e aromatiche. 

Se si vuole un orto naturale resistente alle malattie bisogna utilizzare piante robuste e resistenti, come le piante BIO. Se si vuole fare il passo in avanti, ci sono dei gruppi che si scambiano sementi, piante, ecc.  

Quando si crea l’orto si pone attenzione anche agli aspetti legati alla salute delle nostre piante. Se si riesce ad avere una pianta rustica, più resistente, si riescono più facilmente a limitare i danni da parassiti vegetali e animali. Nel caso ci sono anche delle possibilità per intervenire con prodotti che si possono fare in casa, molto semplici. 

Bisogna controllare le erbe che crescono vicino alle piante e considerarle non come infestanti o parassite ma anzi, come un completamento delle necessità del nostro terreno. L’erba non sovrasta la pianta, ma è contenuta. Tutte le erbe che crescono nell’orto, vanno contenute e non andrebbero tolte alla radice, bensì tagliate a livello del colletto.

Le radici delle infestanti che restano nel terreno, contribuiscono alla fertilità dello stesso, in quanto arieggiano il terreno e una volta decomposte arricchiscono di sostanza organica lo stesso.

Primo piano immagine della mano che innaffia l’alberello della pianta | Foto Gratis (freepik.com)

Cosa significa piante BIO?

C’è una legislazione italiana che prevede l’agricoltura biologica, di conseguenza ci sono delle aziende che forniscono piante che non hanno subito trattamenti, che hanno una proprio loro storia e soprattutto non sono sementi ogm. Perché anche negli ortaggi la maggior parte delle sementi sono di origine ogm, perché studiano la resistenza ad un determinato parassita. Le piante non ogm dovrebbero essere (uso sempre il condizionale) piante standard, con determinate caratteristiche e più rustiche/resistenti rispetto ad altre. Queste piante mi offrono produzioni di pomodori non uguali, ma più saporiti. Chi fa l’orto in casa sa benissimo che il suo scopo è di fare questo e non dei prodotti prefabbricati. Quando si è in un ambiente naturale, come ci insegna la natura, non c’è niente di uguale, c’è sempre qualcosa che cambia. Perché è sempre stato così, come per gli esseri umani nessuno è uguale all’altro. Ci sono le piantine e i vivai che le forniscono ma ci sono anche piccole realtà, come orti condivisi in cui le persone si scambiano tra loro semi e piantine perché magari hanno una produzione in eccesso. Quindi ad esempio una persona regala il prezzemolo per ottenere il fagiolo, e così via. 

Quello che ti posso dire è che chi si appresta a far l’orto deve poi capire da solo, facendo un po’ di esperienza, che non tutte le colture si possono piantare. Questo perché alcune porteranno a risultati eccezionali e altre invece no. Ci sono delle differenze tra terreni, microclima, aria e tanti altri aspetti e questi con il tempo emergeranno. Se vedo che nel mio terreno non riesco a piantare i fagioli, farò un’altra coltura di cui ho una resa migliore. Inoltre, credo fortemente nella varietà di un orto. Questo ci permette di capire quali sono le capacità dell’ambiente e di migliorare ogni anno il nostro orticello ecologico, economico e salutistico.

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