Elettrosmog fuori dalle nostre case: ripetitori, antenne e ponti radio (parte 7 di 9)
Nelle precedenti uscite di Salute Plus, il dott. Sacchi ci ha portato a conoscere il tema dell’inquinamento elettromagnetico e i pericoli che esso comporta per l’organismo. In questo numero, si parla di elettrosmog e dell’impatto di ripetitori e antenne sulla nostra vita quotidiana.
Incredibile bel cielo con nuvole – con antenna | Foto Gratis (freepik.com)
Bisogna partire da una considerazione: le antenne sono potenzialmente pericolose a seconda della potenza e della distanza (onde corte, medie, FM, TV, telefonia cellulare, ponti ripetitori a microonde, radar) e ad esempio, se in vista, raggiungono distanze fino a 900 m. Al contrario delle emissioni involontarie ma indispensabili per il funzionamento degli apparati elettrici, le onde radio vengono volutamente amplificate e rese più efficienti per coprire la maggior distanza possibile.
Focalizzandoci sulle emittenti radiofoniche e televisive, o le piccole antenne Wi-Fi, esse sono omnidirezionali. Questo significa che emettono le onde in modo radiale (in tutte le direzioni), formando tante onde concentriche alla fonte mentre l’intensità del disturbo decresce soltanto con la distanza dall’antenna.
Le emittenti radiofoniche, televisive e i radar non sono così frequenti nel territorio e pertanto rappresentano un pericolo solo in zone molto limitate; le antenne WiFi invece hanno generalmente emissioni molto basse. Le antenne per la ricezione terrestre (normali antenne per i canali tradizionali) e la ricezione satellitare (parabole) non sono un problema perché il debole segnale ricevuto viene distribuito attraverso un cavo schermato.
Città intelligente futuristica con tecnologia di rete globale 5g | Foto Gratis (freepik.com)
Bisogna considerare che in gran parte delle aree urbanizzate, il valore medio di tale caos elettromagnetico, all’interno di edifici, va da 0,2 V/m a 1,5 V/m e tende nel corso del tempo ad aumentare. A riguardo è importante ricordare che il valore di cautela raccomandato dall’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa è di 0,6 V/m. L’incremento di tali intensità di campo elettrico è dovuto all’alta densità di antenne per la telefonia cellulare (Stazione Radio Base) nel nostro territorio a causa della sempre maggior richiesta di connettività da parte della popolazione. Quindi, in realtà, si può affermare che la vera causa dell’incremento smisurato di tali radiazioni ad alta frequenza è la nostra poca educazione in materia. Questa situazione particolare ci porta ad avere più dispositivi portatili rispetto al reale bisogno, a pretendere sempre più velocità di scambio dati, a richiedere pacchetti di traffico voce e Internet sempre più consistenti e a utilizzare sempre più dispositivi connessi in rete (Internet of Things).
Queste antenne della telefonia mobile sono direttive, ossia emettono un fascio di onde elettromagnetiche di apertura verticale molto stretto e così ogni antenna è in grado di coprire solo una certa zona detta cella. Se mettiamo perpendicolarmente un dito, che rappresenta il traliccio su cui poggiano le varie antenne e poniamo sopra perpendicolarmente il palmo dell’altra mano aperta, possiamo considerare le dita i vari fasci di radiazione e gli spazi, tra le dita, i vari coni d’ombra.
Nel caso della telefonia cellulare, quindi, il disturbo decresce molto poco con la distanza e molto di più con la posizione rispetto a tali fasci (la casa che sarà colpita da uno di questi fasci sarà molto più esposta rispetto alla casa accanto che è in una zona d’ombra, pur essendo alla stessa distanza dall’antenna).
Tali antenne, che sono una specie di cassa allungata (tipo altoparlanti usati, in genere, nelle chiese), avendo un’inclinazione di qualche grado, colpiscono meno le zone sottostanti. L’effetto “ombrello”, però, che molti credono protegga l’intero edificio sottostante, si ha solo nel raggio di pochi metri alla base dell’antenna e se non ci sono edifici nelle vicinanze che ne riflettono la radiazione. Quindi, in realtà, gli edifici con un’antenna installata sul tetto sono comunque esposti, in maniera poco ridotta, alle onde elettromagnetiche ad alta frequenza di tali antenne. Gli edifici che hanno ostacoli interposti tra loro e l’antenna (edifici, dossi di terreno, ecc.) sono molto riparati. Muri e pareti attenuano di molto l’intensità di tali onde elettromagnetiche, molto meno le tapparelle e gli scuri delle finestre, poco il vetro. Se vediamo dalla nostra finestra un’antenna ad una distanza minore di 500 m allora è molto probabile che in quella stanza si superi il valore di cautela di 0,6V/m. In questo caso ci si dovrebbe informare per come chiudere l’apertura della finestra con una tenda schermante. Se, invece, dalla finestra non vediamo antenne è molto probabile che i valori di campo elettrico siano al di sotto delle soglie di cautela.
Per approfondimenti è possibile scaricare gratuitamente il mio libro “Inquinamento Invisibile” da http://www.casasalute.it/contenuti/Libri.html