Sempre meno i medici attivi in Veneto

Sempre meno i medici attivi in Veneto

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Dati e problemi nell’occupazione dei medici in Veneto secondo il Sole24Ore

Nell’ultimo anno il Sole24Ore ha preso in considerazione e analizzato i dati relativi all’occupazione dei posti di lavoro dei medici in Italia. A noi della redazione di Salute Plus colpiscono in particolare le statistiche relative alla provincia di Treviso, in Veneto. 

Lo studio sulla qualità della vita redatto dal Sole24Ore

L’indagine sulla qualità della vita del Sole 24 Ore ha certificato infatti come, nella provincia di Treviso in particolare, vi sia una carenza di medici di base e quindi si riscontri per la popolazione una grossa problematica nel ricevere le cure necessarie per affrontare al meglio le malattie. Si evidenzia inoltre come, nella classifica redatta dal Sole 24 Ore, la posizione di Treviso è quella del 104° posto su 107° province analizzate. Un dato che rende chiara la pericolosità e la drammaticità della situazione che si sta vivendo in quest’ultimo periodo in Italia.

Sulla sanità a Treviso e in Veneto: dati e problemi relativi

Secondo i dati raccolti dallo studio del Sole24Ore, ad oggi circa 110.000 persone nella provincia di Treviso non possono rivolgersi ad un medico di famiglia ma sono costretti ad andare in Guardia Medica o al Pronto Soccorso. Un numero immenso. In relazione a questa situazione, i pazienti sono quindi costretti a spostarsi nelle città limitrofe e a viaggiare per 20, 30, 40 km prima di raggiungere la destinazione e la sede del medico. In particolare, ad esempio, nella zona di Codognè e tra Ponte di Piave e San Biagio di Callalta, sono in molti a dover arrivare fino a Treviso e a spostarsi di tantissimi km. 

Il dato che preoccupa di più – uno dei peggiori in Italia – è quello relativo ai medici disponibili per persona: al momento ci sono infatti 0.62 medici di medicina generale ogni 1000 abitanti. E, inoltre, le statistiche indicano che 100 medici in servizio attualmente andranno in pensione soltanto nell’arco dei prossimi 3 anni. Addirittura nei prossimi 15 anni è previsto che circa 350 medici andranno in pensione. Un numero preoccupante se si pensa che già ad oggi mancano circa 75 medici e in più, il numero degli anziani (come è noto secondo le statistiche demografiche italiane) è in costante aumento. 

Sanità: le soluzioni pensate per affrontare questo particolare momento storico

Per contrastare questa situazione di emergenza, la Giunta regionale ha attuato come prima azione l’aumento del numero massimo di assistiti per ogni medico (passando da 1500 a 1800). Questo è stato un boomerang in quanto ha comportato come primo effetto una peggiore qualità dell’assistenza e, ovviamente, un aumento del lavoro per i professionisti al pari di un piccolo incremento economico. Di conseguenza è evidente come sia necessario attuare altre soluzioni. Alcune di queste sono:

  1. Richiamare i medici in pensione, anche dopo i 70 anni per contare su un gruppo di medici maggiore negli ospedali pubblici. A questo riguardo bisogna prima modificare le norme relative in atto ad oggi.
  2. Aumentare le borse di studio per i medici specializzandi, al momento pari a 0.17 per medici di medicina generale ogni mille abitanti. In questo modo saranno attivi più medici e sarà possibile migliorare pian piano le loro condizioni lavorative e offrire un servizio sempre più di valore per i cittadini italiani.
  3. Rendere più attrattiva la professione e ad esempio la figura del medico di famiglia per i giovani che vogliono intraprendere questo percorso e vogliono sentirsi gratificati nelle proprie giornate lavorative. I giovani infatti aspirano sempre più ad una gratificazione e ad uno stato positivo nell’ambiente lavorativo. 
  4. Investimenti per dotare i medici di personale amministrativo in grado di svolgere tutte le questioni burocratiche che occupano una buona parte dell’orario lavorativo di ogni medico. La figura del medico ha infatti bisogno di supporto per svolgere tutte quelle pratiche di gestione dei pazienti. 

Queste soluzioni verranno attuate in toto o in parte dal governo italiano? O la crisi e i problemi della sanità continueranno a crescere nei prossimi anni e si arriverà ad un punto di non ritorno che comporterà ulteriori dinamiche negative?

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