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Gli attrezzi fondamentali per la coltivazione dell’orto

Coltivare per stare bene con sé stessi

Torniamo a parlare del tema dell’orto con Lucia, che continua ad illustrarci le pratiche migliori per ottenere i risultati ottimali nella gestione dell’orto e dei suoi prodotti. 

Buongiorno Lucia, quest’ultimo inverno è stato particolare a cause delle sue temperature poco polari, è stato un bene o un male per le coltivazioni? Cosa ci si aspetta dalle prossime stagioni? 

Grazie per l’invito. Esatto, quello che abbiamo appena superato è stato un inverno anomalo: arrivato molto tardi rispetto alla norma, con una temperatura non troppo fredda e con soltanto una settimana in cui le temperature sono scese sotto lo 0. Per fortuna a fine autunno/inizio inverno ci sono state delle piogge che hanno reso il terreno buono, tuttavia ora siamo in una fase in cui le temperature si avvicinano a quelle primaverili. In questa fase ci sarebbe bisogno di una bella pioggia per dare il via alle primavera, mentre al contrario durante questi ultimi mesi ci sono stati dei problemi alle colture, come quelle del radicchio e del cavolo che hanno problemi dal punto di vista delle malattie batteriche.

Quello che ci fa un po’ pensare è che quando faremo i trapianti autunnali e invernali, dovremo posticiparli di una settimana almeno per avere verso fine ottobre, metà novembre delle piante ancora giovani fresche, che restano sane e che abbiano meno problemi dal punto di vista fitosanitario. Non sembra che ci siano più le 4 stagioni come erano pensate un tempo ma, anzi, sembra che ci sia un ciclo estivo secco caldo e un ciclo invernale piovoso e umido, non freddo. 

Le piogge invernali servono soprattutto come accumulo per l’estate. Vedo che a fine febbraio, gli agricoltori preparano la terra che è umida ma non è così bagnata da essere impossibile da lavorare. Se ci sono giornate ventilate e sole, nel giro di 8-10 giorni si torna a problemi di siccità che sicuramente andranno ad evidenziarsi nella prossima estate perché più avanti si va, meno probabilità di pioggia c’è, a meno che non si verifichino eventi disastrosi come trombe d’aria o grandinate, ecc. Essendo quasi arrivati alla fine dell’inverno, questo è il momento perfetto in cui seminare e fare i trapianti, preparando il terreno, rivoltando la terra con concime organico – come ad esempio il letame. 

Quali sono gli attrezzi fondamentali che si dovrebbero usare per curare l’orto nel migliore dei modi? 

Il motocoltivatore è sconsigliato perché trita il terreno, lo riduce in polvere e ne rompe la struttura. Per questo sarebbe meglio utilizzare la vanga, la vangatrice, la forca perché ha 3 denti e ti aiuta quando hai mosso la terra a rompere le zone più grosse senza fresarle. Il rastrello rifinisce l’aiuola e la rende più omogenea in modo che il seme trovi il terreno livellato. Ci sarebbe poi la zappa o la zappatrice che ha la funzione di eliminare le erbe infestanti. 

Negli ultimi anni io dico di usare la zappa ma di lasciare la radice perché è fondamentale per l’aerazione del terreno e il nutrimento dei microrganismi. Oppure invece di zappare si potrebbe cominciare a usare della paglia come pacciamatura, come abbiamo parlato in uno degli ultimi articoli di Salute Plus. 

Come attrezzature ci può essere ad esempio la paletta che ci aiuta a fare il buco per mettere la piantina, poi ovviamente se il terreno è morbido si può fare anche a mano. La forca, il rastrello, la zappa, la vanga sono gli elementi importanti e quasi fondamentali per chi vuole avere il minimo indispensabile per costruire il suo piccolo – grande orto e lavorare il terreno nel migliore dei modi.

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Bisogna fare attenzione alla pulizia degli attrezzi che abbiamo appena elencato?

Chi possiede questi attrezzi prima di riporli, deve lavarli molto attentamente (soprattutto nella parte metallica), asciugarli a testa in su e poi riporli nel luogo designato, in modo che essi durino il maggior tempo possibile e non si rovinino.

Per quanto riguarda la parte che si impugna: essa è di legno e bisogna stare attenti alla tipologia di legno, alla sua robustezza e a scegliere la lunghezza giusta. Se si usa la vanga ad esempio, è opportuno scegliere un manico più grosso perché si fa un lavoro con più sforzo e se ne sceglie uno della giusta misura (non troppo corto o troppo lungo) perché altrimenti crea ulteriori fastidi o disturbo nell’attività.

Qual è la corretta distanza tra le varie piante che si possono piantare in un orto?

La decisione sulla distanza da porre tra una pianta e l’altra dipende sempre dalla tipologia di pianta che si decide di inserire. Ad esempio, pomodoro, melanzana, zucchino hanno bisogno di 40 cm, mentre se parliamo di finocchi e porri siamo sui 20 cm, e infine tra insalate e radicchi la distanza più corretta è di 30 cm sulla fila. Dal mio punto di vista è importante che ogni pianta abbia il suo spazio: per il sole, per l’acqua, per qualsiasi necessità.

Perciò se uno ha poca terra, dovrebbe prestare attenzione a non esagerare e a non aumentare in maniera eccessiva il numero di piante presenti in quello spazio di terreno. Per esempio in un metro quadro dovrebbero esserci rispettivamente: 5/6 piante di radicchi e insalate, 1 pianta di pomodori e peperoni o mezza pianta di zucchine. In ogni terreno e piccolo orto bisogna trovare semplicemente il giusto equilibrio. 

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L’orto è sempre più un hobby e un trend attuale, tanto che si parla anche di ortoterapia. Quanto fa bene l’orto alle persone?

A questo riguardo posso raccontarti – oltre della mia esperienza personale – anche di un’esperienza lavorativa che ho vissuto in prima persona. Ho lavorato 10 anni in un carcere a Venezia (alla Giudecca, nella sezione femminile) per un progetto in cui abbiamo creato un orto naturale, biologico, certificato con le detenute. Di fronte a questa situazione ho osservato come le detenute avessero la felicità nei loro occhi, nel vedere semplicemente un seme e una pianta produrre qualcosa. L’orto è fantastico perché impari a conoscere la pazienza, a sapere che c’è bisogno di costanza, per stare lì a curare e sistemare la pianta e a darle l’acqua nel momento del bisogno. Una pazienza e una costanza di tutti i giorni, in cui deve essere presente e nel tempo vedi i frutti, le foglie, ecc. Da questo punto di vista per le persone anziane e per i giovani sarebbe interessante perché comunque è un modo per avvicinarsi e sperimentare un mondo che si conosce solo vagamente attraverso l’alimentazione. In questo modo ci si può avvicinare più facilmente a verdure che si conoscono poco e si è maggiormente invogliati ad assaporare ed assaggiare cibi che ci si è autoprodotti nell’orto perché contengono una soddisfazione insita data dal fatto di averli prodotti.

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