Cosa seminare tra febbraio e marzo
Sempre più persone cominciano a comprendere l’importanza di un’alimentazione con prodotti locali e naturali e si pongono contro le produzioni industriali. In questo articolo di Salute Plus, con Lucia Bellia, tecnico agrario e consulente per le aziende agricole comprendiamo quali sono le principali necessità per cominciare a seminare e coltivare un orto, per ricevere dalla natura prodotti freschi, naturali e soprattutto più nutrienti.
In quale periodo dell’anno dovremmo cominciare a pensare alla preparazione dell’orto? Cosa serve per iniziare?
Sicuramente febbraio e marzo sono i due mesi più vicini alla primavera in cui si comincia a pensare alla preparazione del terreno, in modo che esso poi produca al meglio. Per iniziare bisogna avere un adeguato appezzamento di terreno, preferibilmente in una posizione soleggiata e dovremmo analizzare le sue caratteristiche (se è sabbioso, limoso, ricco di sassi o se ha dei ristagni d’acqua, se è eccessivamente fluido), osservando dove è possibile irrigare. Tutto ciò è necessario per comprendere quali coltivazioni sono più adatte.
Foto: Uomo maggiore che lavora nel campo con le verdure | Foto Gratis (freepik.com)
Come si fa ad iniziare questo percorso? Quali testi consigli ai nostri lettori?
Credo sia sempre necessario partire dal concetto che ognuno di noi può fare qualcosa per invertire i meccanismi del mondo. Se sfruttiamo il terreno fertile, poi ci vorrà il doppio per ripristinarlo. Bisogna muovere piccoli passi e, ad esempio, con piccoli produttori vedo questi piccoli risultati, maturati grazie ad un atteggiamento diverso. Credo sia importante informarsi, chiedere informazioni e diventare pian piano consapevoli che si può essere attori in questo processo, per migliorare la propria vita.
Sono due i libri che consiglio per avvicinarsi a questo mondo: “Agricoltura Sinergica di Emilia Hazelip” [Macrolibrarsi] e “L’agricoltura del non fare Masanobu Fukuoka di Larry Korn” [Terra Nuova Edizioni]
Quali semine si possono fare in questa stagione?
Come detto tra febbraio e marzo si prepara il terreno ed in questo periodo si può cominciare con la semina di piselli, un’importantissima coltura. I piselli infatti si possono conservare in salamoia, congelare e sono una pianta utile per la rigenerazione del terreno e soprattutto di facile coltivazione. In questi mesi si possono coltivare anche cavoli capucci, cipolle, aglio, a fine febbraio si può mettere sotto il tessuto non tessuto lo spinacio, la rucola, la valeriana, le insalatine. Anche in questo caso, il consiglio che offro è di trovare sementi e piantine da produttori biologici e di mettere insieme varie specie in modo che possano aiutarsi tra loro. Per una famiglia di 4 persone può bastare un orto di 25m quadri, mentre con più spazio si può produrre di più e poi conservare il tutto per un consumo futuro. Il tempo speso per curare l’orto dipende dalla sua grandezza, solitamente è necessaria almeno un’ora al giorno, in quanto ci sono sempre dei piccoli lavoretti da fare.
Una volta presa la decisione di iniziare con l’orto, quali modi ci sono per coltivare il terreno?
Ci sono diversi modi per coltivare il terreno e recentemente si sta sviluppando sempre più la possibilità di non coltivare e quindi seminare e piantare direttamente un terreno senza lavorarlo. Ad esempio si parla di orto sinergico, qualcosa che pian piano si sta diffondendo anche in Italia e che è molto interessante per chi utilizza l’orto per la propria famiglia o per offrire i prodotti ai propri amici.
Tornando al principio, cosa significa lavorare il terreno?
Vuol dire smuovere i primi strati del terreno (15-20 cm, togliendo il primo cm) perché questi strati sono i più organici e fertili e le nostre lavorazioni devono andare a toccare queste profondità. Quando si lavora il terreno è importante non utilizzare attrezzi come la fresa in quanto essa rovina la struttura del terreno e rende il tutto più difficile da gestire a livello di irrigazione.
Qual è il tipo di lavorazione più indicata?
Al contrario bisogna fare una vangatura, rivoltando quello strato di terreno di 20 cm per rimescolare tutti gli elementi che ci sono nel terreno. Prima di quest’attività, sarebbe importante interrare una sostanza organica, come ad esempio il letame, in grado di migliorare la struttura del terreno e offrire nutrimento alle piante che si andranno a coltivare. Al giorno d’oggi è difficile trovare un letame di qualità in quanto le stalle sono sempre meno, tuttavia ci sono piccole aziende che lavorano bene e si può chiedere a loro, oppure si può lavorare con il compost (l’umido). Personalmente, invito sempre le persone ad utilizzare il letame, soprattutto se è la prima volta che si coltiva un terreno. In caso non si riesca a trovarlo, propongo di utilizzare fertilizzanti organici e quelli marchiati BIO.
Foto: Bio parola fatta di fiori | Foto Gratis (freepik.com)
Cosa significa essere BIO?
Essere Bio significa rispettare al massimo la terra, natura, l’andamento delle stagioni e creare la minor devastazione possibile. Io parlo sempre di un biologico che non deve essere per forza certificato ma deve essere naturale e in cui non vengono utilizzati prodotti di sintesi, chimici, concimi o antiparassitari. Ciò che propongo solitamente sono fermentati delle stesse piante (aglio, ortica, pomodoro), deterrenti per funghi, insetti e malattie. È necessario ritornare ad una mentalità diversa, evitando la produzione a tutti i costi ma cercando di farlo mediante il rispetto della terra. Non si diserba, non si concima e non si fanno trattamenti, in questo modo si avrà un prodotto più ricco di nutrienti. Quello che voglio trasmettere è che bisogna tornare alle rotazioni che venivano usate in antichità. Non è possibile coltivare una pianta di pomodoro e poi l’anno successivo ancora, in quanto si rilasciano tossine e questo rallenta la crescita.
Foto: Mani del bambino tenendo e prendersi cura di una giovane pianta verde | Foto Gratis (freepik.com)
Il biologico è un settore in crescita?
In questi ultimi c’è una crescita della richiesta del biologico, in tutto il mondo. C’è una sensibilità nella produzione ma soprattutto si vede che ci sono sempre più giovani che si avvicinano al mondo dell’agricoltura e cominciano questo percorso. Il contatto con la terra aiuta le persone a star meglio e mostra cosa è in grado di fare la natura.
Ci riveli un segreto per coltivare l’orto?
Il segreto è dato dalla persona che coltiva, dallo stato d’animo in cui si pone verso il terreno. Il rapporto uomo-terra è fondamentale. Si può avere una terra pessima ma con una persona che comunica con il terreno, l’orto diventa magico e produttivo. Bisogna cambiare atteggiamento, dare alla terra qualcosa, sia a livello fisico (letame) che di energia (valori mediante la comunicazione).
Ricetta di marzo: Pesto di radicchio rosso di Treviso tardivo
Il radicchio trevigiano, uno dei prodotti simbolo del Veneto, è un alimento ottimo per il benessere dell’organismo grazie alle sue vitamine, fibre e sali minerali che lo rendono leggero e digeribile. Inoltre è anche un alleato delle ossa, del fegato e un eccellente antiossidante. Abbiamo chiesto a Lucia Bellia, tecnico agrario e consulente per le aziende agricole una delle ricette da creare in cucina con questo fantastico prodotto.
Ingredienti:
- 200g di radicchio rosso di Treviso (o per un gusto più delicato radicchio rosso di Chioggia)
- 20g di mandorle spellate
- 60g di grana grattugiato
- 1 spicchio d’aglio e sale marino integrale fino q.b.
- 50 ml di olio di oliva
Preparazione:
Per procedere con la ricetta è necessario lavare e asciugare il radicchio, tagliarlo a pezzetti e metterlo in un frullatore insieme a noci, aglio, un pizzico di sale e pepe e un filo di olio d’oliva. Dopo averlo reso una crema, bisogna allungarlo un po’, se serve aggiungendo dell’acqua di cottura della pasta. È possibile aromatizzare il pesto con un cucchiaino di olio tartufato per rendere il suo sapore unico.
Altri suggerimenti
Si può spalmare su un crostino o su un pezzo di pane tostato, aggiungendo un po’ di pecorino o di grana. Oppure si può usare come condimento per le lasagne, aggiungendo la ricotta.
Inoltre, una volta fatto, il pesto si può conservare in frigo dopo averlo riposto in un contenitore e con l’aggiunta di un dito di olio sopra. Credo che questa ricetta sia molto buona, la noce è un ingrediente fondamentale per attenuare l’amarognolo, la caratteristica del radicchio e mantenere inalterate le proprietà di questa tipica verdura veneta. Ecco quindi un pesto semplice, veloce e buono.
Erbe spontanee primaverili: quali sono e come aiutano il nostro organismo
Le qualità delle erbe spontanee
La primavera sta arrivando e la natura riprende a crescere rigogliosa. Fin dall’antichità l’uomo ha raccolto piante ed erbe spontanee, perché? La verità è che le erbe spontanee hanno un notevole apporto per il benessere dell’organismo e in questo numero di Salute Plus abbiamo deciso di trattare questo argomento con Lucia Bellia, tecnico agrario e consulente per le aziende agricole.
Buongiorno Lucia, dove si possono trovare le erbe spontanee?
Da marzo si possono cominciare a raccogliere i primi germogli di erbe che, in modo naturale, crescono ai margini dei fossati, lungo le capezzagne di campagna o gli argini. Personalmente cerco sempre di guardare alle zone più naturali e meno inquinate possibili, in quanto qui crescono alcune erbette le cui foglie giovani possono essere mangiate anche crude.
Puoi indicarci alcune tipologie di queste erbe?
Certo! Ad esempio, la primula cresce spontaneamente in alcune zone e, quando è ancora piccola, è possibile prendere le sue foglie e condirle in un’insalata. Un altro esempio è quella della rosolina, la pianta del papavero, le cui foglie possono essere usate in cucina (basta lavarle, sbollentarle per 8-10 min, mescolarle e dopo averle messe in “teccia” con aglio e soffritto, peparle e salarle). Alla rosolina si lega molto bene il tarassaco e questa combinazione è una vera fonte di benessere viste le proprietà depurative del tarassaco e della rosolina che aiuta a sgombrare l’intestino in maniera veloce.
Quali sono i vantaggi e le qualità che possiedono queste erbe di primavera?
Queste erbe sono utili per depurare, pulire, alleggerire, disintossicare il fegato che durante l’inverno è stato appesantito da cibi più pesanti (anche a causa delle feste natalizie).
Oltre alla primula e alla rosolina, quali sono altre erbe spontanee che è possibile trovare in questo periodo?
Ce ne sono tante: ad esempio ortica, malva e l’aglio delle vigne (un’erba che profuma come l’aglio è molto più digeribile). L’aglio selvatico che cresceva naturalmente e spontaneamente molti anni fa sotto le vigne, negli ultimi anni è sempre più difficile da trovare perché le vigne vengono lavorate. Tuttavia, in alcune aree cresce spontaneo e si usa la parte verde, aghiforme per fare un pesto concentrato molto buono, da usare anche nelle minestre e nelle zuppe.
Un’altra erba primaverile è l’ortica, conosciuta a tutti per la sua capacità di pizzicare ma in realtà è ottima in cucina, anche perché ricca di ferro. È possibile usarla in zuppe, risotti ed è necessario sempre farla cotta visto che da cruda ha la caratteristica di pizzicare. È fantastica in quanto ha delle caratteristiche ristrutturanti dell’organismo ed è perfetta per il periodo primaverile.