Gli oli essenziali e il loro controverso uso interno

Gli oli essenziali e il loro controverso uso interno

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Oli essenziali

5 modi per assumerli correttamente

Lampada diffusore di oli aromatici sul tavolo su sfocato con un bellissimo bouquet primaverile di tulipani e candele accese. | Foto Gratis (freepik.com)

Buongiorno dottoressa, ancora all’inizio delle sue pubblicazioni ci parlava dei possibili usi degli oli essenziali (Saluteplus anno 7, n. 4). Gli usi di cui parlava erano esterni: ambientale e inalatorio e per massaggio o applicazione cutanea. Sappiamo che c’è un uso anche interno degli oli essenziali, abbastanza controverso. Ce lo può illustrare? 

Sì, certo. Confermo che è controverso e rispecchia un po’ la linea di pensiero del tipo di aromaterapia che si abbraccia. L’aromaterapia è una materia vasta che al suo interno presenta molte branche: aromaterapia applicata, sottile o energetica, psicoaromaterapia… a sua volta ci sono poi tre grandi scuole di aromaterapia: quella francese, quella tedesca e quella inglese, che fa uso degli oli essenziali solo per via esterna, sconsigliando quella interna. La via di assunzione interna invece resta la via privilegiata dagli aromaterapeuti francesi, come Gattefossé, Valnet… 

Il motivo della controversia è dovuto soprattutto al fatto che non tutti gli oli sono adatti a questa via, alcuni sono FORTEMENTE SCONSIGLIATI (es. issopo officinale) e quindi occorre avere una certa conoscenza e familiarità con gli oli che non è alla portata di tutti. Pertanto, spesso, per evitare problemi si sconsiglia l’uso interno. Ci sono oli infatti che potrebbero essere neurotossici, epatotossici e dare crisi epilettiche come l’issopo officinale, a causa dell’alta dose di chetoni, principi attivi molto potenti. Di quest’olio io consiglio solo l’uso esterno. Altri, come le salvie, che potrebbero provocare aborto se assunte in gravidanza. Tuttavia la via interna resta una modalità potentissima per godere dei benefici degli oli essenziali. 

Ci può spiegare come usare questa via senza incorrere in problemi?  

Ovviamente la scelta di impiegare internamente gli oli va fatta tenendo conto della propria biochimica individuale (ognuno di noi risponde in modo diverso agli oli essenziali) e va praticata con cautela e in forma opportunamente diluita (diluizione in olio o soluzione alcolica o miele). Bisogna sapere che l’industria alimentare e delle bevande usa il 50% degli oli essenziali prodotti, anche se in piccoli dosaggi, che non hanno valenza terapeutica, ma solo aromatica.  Gli oli di agrumi, erbe, spezie e menta sono in genere sicuri e possono essere usati per uso interno e in cucina. 

Olio essenziale di menta piperita in bottiglia con menta piperita verde fresca | Foto Gratis (freepik.com)

Ci sono 5 modi di assumerli internamente:  

  • Oralmente, diluiti con olio o alcool e acqua (miscela glicero alcolica, 3%) o miele. La diluizione in olio o alcool e acqua o la dispersione in miele dell’olio essenziale è fondamentale perché l’olio e l’acqua non si mescolano e pertanto, versando dell’olio sull’acqua, come ad esempio con la menta piperita, questa potrebbe bruciare le mucose o arrivare a provocare reflusso gastroesofageo per l’irritazione frequente del cardias e l’effetto rilassante che esercita sulla valvola. Assumendo per bocca l’olio, si ha un effetto sistemico, cioè generale nel corpo. Tuttavia occorre tenere presente della notevole riduzione del principio attivo provocata dal passaggio nel fegato (effetto di primo passaggio) e intestino. Alla fine di quello assunto solo un 20% passa nel sangue e agisce sul corpo.  
  • Oil pulling: è una tecnica molto interessante che consiste nell’assumere dell’olio (di girasole o cocco) con olio essenziale da tenere in bocca, sciacquandola con questo, quasi fosse un colluttorio. Occorre fare questa operazione al mattino, a digiuno, prima di colazione, per 20 minuti per 3, 4 volte la settimana (1 cucchiaio di olio con 1, 2 gocce di olio essenziale). Un altro olio indicato è quello di chiodi di garofano, ma anche la semplice lavanda.  
  • Supposte o ovuli: utili quando si tratta la prostata, il colon, la vagina (ovuli o tamponi), ma anche quando si vuole un’azione sistemica, perché evitano il primo passaggio del fegato. Si possono preparare in diluizione dall’1% al 6%, usando degli appositi contenitori e impiegando come vettore dell’olio di cocco o altro grasso che a temperatura ambiente è solido, tenendo le supposte e gli ovuli nel freezer fino al momento dell’utilizzo.  
  • Capsule di gel o speciali capsule rivestite di un polimero che si dischiudono solo nell’intestino. Ogni capsula viene preparata al momento, perché gli oli la sciolgono, versando 3-4 gocce di olio essenziale con un olio vettore e si assume 2, 3 volte al giorno. Si può arrivare a un massimo di 4 gocce di olio essenziale in una capsula (1 goccia ogni 25 kg), da assumere 3-4 volte al giorno. Occorre attendere 4 ore da un’assunzione all’altra e va assunta a stomaco vuoto con acqua. Usarle al massimo per 4 settimane. Nei casi cronici attendere una settimana tra un ciclo e l’altro. 
  • Uso culinario: in bibite, dispersi in un po’ di stevia liquida o miele o negli alimenti calcolando 2-3 gocce di olio essenziale per piatto. 

Disposizione della bottiglia della lavanda e dell’olio | Foto Gratis (freepik.com)

Che precauzioni occorre avere per un uso interno sicuro? 

Occorre diluire gli oli essenziali opportunamente. Essi sono composti molto concentrati e preziosi, pertanto è indispensabile stare attenti alle ricette in internet e delle multinazionali che parlano ad esempio di 20 gocce in una capsula. Gli oli sono preziosi, costosi e biologicamente attivi, occorre farne un uso ponderato e sostenibile nel tempo, oltre che rispettoso per noi e l’ambiente. Dobbiamo attenerci agli oli generalmente reputati come sicuri, es. lavanda, incenso, mirra, oli culinari (agrumi, erbe, spezie, mente). 

Nel caso impieghiamo gli oli in più modalità occorre fare attenzione: infatti le assunzioni si possono sommare tra loro se nella stessa giornata impieghiamo capsule, supposte, e usiamo gli oli come aromi negli alimenti e bevande. È fondamentale smettere immediatamente se ci sono reazioni avverse: dolore, irritazione, gonfiore, edemi, gonfiore allo stomaco, bruciore, reflusso, non sono segnali di detossificazione, ma allarmi del corpo! 

Nel caso di un contemporaneo uso dei farmaci, ci possono essere interazioni degli oli con i farmaci? 

Sì, sono possibili e vanno considerate nel caso dell’assunzione interna orale, ma soprattutto dell’assunzione rettale e vaginale, perché le mucose sono molto vascolarizzate, gli oli vanno in circolo e superano la barriera del fegato, andando nei polmoni e a tutti i distretti del corpo (via sistemica). 

I principi attivi degli oli essenziali possono interagire con i recettori del farmaco attivandoli o disattivandoli o modulando altri recettori che contrastano con l’azione del farmaco. Occorre fare particolare attenzione in questi casi:  

  • Chirurgia: ci possono essere complicazioni durante e dopo l’intervento per possibili interazioni con l’anestesia e la coagulazione. Bisogna sospendere una settimana prima dell’intervento l’uso orale e inalatorio degli oli perché possono interferire fino a una settimana sui tempi della coagulazione e sull’anestesia.  
  • Terapie anticoagulanti: attenzione a salicilati, cumarine, eugenolo e pertanto ad oli essenziali come il wintergreen, che è un potente anti infiammatorio al 95% composto di salicilato di metile, agli oli essenziali di agrumi, ai chiodi di garofano. Questi oli sono comunque interessanti per le loro proprietà fluidificanti e anticoagulanti del sangue e quindi potrebbero essere valutati in sinergia o sostituzione dei farmaci da professionisti esperti. Occorre fare attenzione alle auto prescrizioni o al “sentito dire” quando si tratta di salute.  
  • Sedativi, antidepressivi, antipsicotici: ci possono essere delle interferenze degli oli cd sedativi o attivanti e adattogeni… ad esempio la lavanda, l’ylang ylang potrebbero aumentare lo stato di sedazione. Viceversa oli attivanti come il rosmarino potrebbero contrastarlo.  

Può concludere con una ricetta semplice per assumere gli oli essenziali in modo sicuro, contro raffreddori e influenze?  

Sì, un modo semplice è preparare una miscela di miele e oli essenziali, che una mia cara amica chiama “caramella” e usare questo miele aromatizzato per addolcire tisane e infusi. In un vasetto, a 100 g di miele si aggiungono 20 gocce di eucalipto (Eucaliptus globulus o radiata o smithii), 20 gocce di menta piperita, 20 gocce di timo meglio il chemiotipo linalolo. Sciogliere un cucchiaino nella tisana. È meglio evitare questa miscela quando si è in gravidanza, allattamento e con i bambini sotto i 12 anni. 

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