Dormire bene senza apnee notturne

Dormire bene senza apnee notturne

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QUANDO UN DISTURBO RESPIRATORIO APPARENTEMENTE BANALE DIVENTA UN GRAVE PROBLEMA

Quando parliamo di apnee notturne, dal punto di vista medico, quando parliamo di APNEE, notturne per lo più, facciamo riferimento a quelle interruzioni del respiro, della durata di almeno dieci secondi, che avvengono durante il riposo notturno di alcuni di noi.

Accade anche ad alcuni bambini ma soprattutto agli adulti che russano.

Non è possibile generalizzare, le apnee notturne del sonno possono colpire ad ogni età, in ogni condizione di salute o di peso, anche se il sovrappeso è indubbiamente un importante fattore di rischio, insieme ad una morfologia sfavorevole come quella di chi ha il palato stretto, la mandibola piccola, la mandibola arretrata, il mento sfuggente, la lingua grande, le adenoidi e le tonsille ipertrofiche.

Quando siamo svegli, i centri corticali superiori, quelli della vigilanza, mantengono sempre attiva la respirazione, magari facendoci fare lo sforzo di stare a bocca aperta nel caso in cui la respirazione nasale non sia sufficiente.

E’ sempre uno sforzo adattativo quello di respirare a bocca aperta; siamo stati concepiti per respirare con il naso la cui funzione è quella di filtrare, di umidificare, di riscaldare e di preparare l’aria respirata in modo che arrivi allo scambio gassoso polmonare nelle condizioni di massima efficacia. Questo aiuta a spiegare perché quando siamo raffreddati il disagio provocato dalla respirazione orale obbligata sia così forte. Tappatevi il naso ed immaginate, anche solo per un attimo,  la vita di chi è costretto a respirare sempre a bocca aperta. Per queste persone, adulti o bambini che siano, il sonno diventa il momento più difficile. Quando ci addormentiamo i centri della vigilanza corticale vengono meno, viene meno la veglia consapevole; durante il sonno devono attuarsi tutti i meccanismi automatici di riparazione, di ristoro e riposo necessari affinchè il nostro organismo torni in piena efficienza. Il sonno è quella attività durante la quale il nostro organismo recupera energia. La deprivazione del sonno, anche se parziale, porta a stanchezza cronica, a sonnolenza diurna dovuta allo sforzo continuo per mantenere pervie le vie aeree. Il sonno di questi soggetti sarà continuamente spezzato da inconsapevoli interruzioni che corrispondono alle APNEE; i medici definiscono questo tipo di sonno frazionato. E’ una delle peggiori sciagure in cui si possa incorrere. La qualità della vita del paziente esposto ad APNEE NOTTURNE DEL SONNO è pessima, ovviamente in relazione alla gravità del problema. Il sonno disturbato provoca affaticamento, problemi cognitivi come perdita di memoria e difficoltà di concentrazione, disturbi cardio circolatori ed una perdita di energia enorme sprecata nel cercare di ossigenarsi correttamente.

Questa situazione è oltremodo subdola; difficilmente il soggetto afflitto dalla SINDROME DELLE APNEE NOTTURNE DEL SONNO si rende conto della propria condizione. Men che mai se ne rende conto il bambino che a partire dalle cinque apnee per ora può essere definito un caso grave.

Il russamento è un frequente sintomo di questa sindrome che dovrebbe metterci in allarme. Ma non accade così di solito; nei confronti del russamento c’è un atteggiamento folcloristico che va dalla rassegnazione di moltissime mogli alla totale sottovalutazione del problema.

In realtà un esame di semplice attuazione come la Polisonnografia semplificata PSG o monitoraggio cardio respiratorio è in grado di diagnosticare la situazione facilmente. L’approccio diagnostico e terapeutico va affrontato in maniera multidisciplinare; nei casi più gravi uno strumento come la C-Pap di solito è risolutivo. Nei casi di media o lieve gravità la soluzione è un particolare apparecchio chiamato dispositivo per l’avanzamento mandibolare MAD, costruito da un odontoiatra esperto in problematiche del sonno,  e di grande aiuto per migliorare la qualità della vita in modo drastico.

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