Vaccinazioni pediatriche. Vita o rischio?

Vaccinazioni pediatriche. Vita o rischio?

- in Bambini e Mamme
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Le vaccinazioni dei bambini italiani calano al ritmo di 5 – 10 mila l’anno, negli ospedali si ricominciano a curare malattie scomparse e in certi casi i medici non riescono a salvare i pazienti. Cosa fare? Tra preoccupazioni e allarmi si fa sempre più strada l’idea di <<invertire la tendenza – dice il ministro alla Sanità, Beatrice Lorenzin – e anche l’ipotesi di non far iscrivere a scuola i bambini non vaccinati (come avveniva prima) va valutata>>. Non un via libera definitivo ma quasi. Il calo nelle vaccinazioni dal 2012 al 2014 è stato marcato. Quelle obbligatorie sono scese sotto la soglia del 95%, considerata il minimo per avere una copertura della popolazione efficace. In alcune regioni ci sono aree di bassissima adesione. Il coordinatore nazionale degli assessori alla Sanità aggiunge: <<Con le percentuali in certe zone del Paese all’85%, non possiamo più rispettare il diritto del genitore che non vuole dare il farmaco al figlio. Questo andava bene quando i tassi erano del 98-99%. Ora c’è un rischio per le comunità. Ci sono classi con 2 o 3 bambini non vaccinati che possono far circolare malattie pericolose >>. Ma in Veneto è guerra aperta. Prima Zaia ha dichiarato: <<Il Ministro ha confessato l’inconfessabile. Ora abbiamo la certezza che avevamo visto giusto nel salire sulle barricate contro i provvedimenti governativi in materia di sanità. Prima Lorenzin smetta di paragonare la sanità veneta a quella di altre Regioni dove non funziona e si sprecano miliardi; in secondo luogo smetta di fare proclami e traduca in una legge questi suoi pensieri. Indirò un referendum per chiedere ai Veneti se preferiscono essere curati dal Ministero della Salute o dal Veneto>>. Dopo di lui la replica dell’assessore alla sanità Coletto. <<Il Ministro autosmaschera un disegno centralista che denunciamo da anni. Ora si spiegano numerose decisioni assunte nel passato anche recente: i tagli indiscriminati trasversali al Fondo Sanitario Nazionale, il disconoscimento totale del Patto Nazionale per la Salute, il rifiuto di applicare urgentemente e rigorosamente i costi standard per incidere
sugli sprechi>>.

Per molti medici, comunque, vaccinarsi è l’unico modo per proteggersi ed invitano tutti i genitori a vaccinare i figli vista anche la grande confluenza di immigrati nelle scuole provenienti da paesi in cui malattie come il morbillo creano migliaia di morti. Ma saranno davvero troppe 17 vaccinazioni? Risponde per il fronte anti vaccinazioni Roberto Gava, medico padovano. Cosa dice in sintesi? Non che le vaccinazioni siano di per se stesse pericolose, ma piuttosto che la bilancia rischi-benefici con gli anni si è rovesciata. <<All’inizio i vantaggi ci sono stati. Non nego che l’abbattimento di malattie sia stato causato “anche” dalle campagne di vaccinazione, ma ora?>>.
Insomma, non attacca le vaccinazioni ma il loro farle a tappeto. <<La sindrome autistica è in netto aumento in tutto il mondo. Esistono però studi che correlano questa crescita sia alla presenza del mercurio nei vaccini, sia alle vaccinazioni pediatriche. È vero che esistono anche studi che negano questa relazione, ma credo che se si vuole fare un’analisi seria, siano da scegliere solo studi scientifici condotti da ricercatori indipendenti dall’industria farmaceutica>>. Come spiega il dato del Veneto che pur avendo tolto l’obbligatorietà continua ad avere percentuali
del 94% di bambini vaccinati? <<La disinformazione è sicuramente un punto molto importante, ma a mio avviso sono più disinformati i medici, perché non sanno assolutamente nulla dei danni da vaccini. Molti medici, poi, per motivi medico-legali preferiscono non assumersi responsabilità e spingono verso le vaccinazioni che a loro vengono anche adeguatamente retribuite>>.

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