L’inquinamento uccide

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Inquinamento atmosferico

Un morto su 6 deriva dall’inquinamento globale

Negli ultimi anni, il cambiamento climatico sta diventando realtà con fenomeni straordinari che diventano sempre più normali invece che eccezioni. Spesso però ci si dimentica che la situazione è ancora più grave, visto che alle variazioni del clima si aggiunge il problema dell’inquinamento. L’inquinamento è un fattore climaterante, in quanto è anch’esso responsabile del cambiamento climatico.

Partendo da una definizione, con “inquinamento atmosferico” si intende la presenza di tutte quelle sostanze solide e liquide (polveri sottili) che portano danni alla salute dell’uomo. 

La causa principale dell’inquinamento atmosferico è l’attività dell’uomo, tanto che l’inquinamento si sviluppa per lo più nei centri urbani e non nelle zone rurali. Le maggiori fonti di inquinamento sono: 

  • la produzione di energia, 
  • il traffico dei veicoli,
  • il riscaldamento delle case, 
  • l’agricoltura e l’allevamento 
  • le emissioni degli stabilimenti industriali.

Queste cause contribuiscono tutte insieme ad alimentare il fenomeno dell’inquinamento.

A riguardo, l’ONG AlterTox ha messo in allerta il mondo riportando un dato allarmante come quello relativo ai 9 milioni di morti ogni anno a causa dell’inquinamento. Un numero superiore anche a quello delle guerre, droghe e alcool e che comprende i morti per inquinamento atmosferico (più di 6.5 milioni), quelli per inquinamento delle acque (1.5 milioni) e quelli per avvelenamento da piombo (quasi un milione). Il dato è emerso da uno studio pubblicato dalla rivista Lancet Planetary Health con il supporto della Global Alliance on Health and Pollution (GAHP).

Lo studio valuta anche come le fonti di inquinamento siano cambiate nel tempo grazie alle recenti innovazioni e ai miglioramenti dei servizi sanitari. Tuttavia, sono aumentate anche altre forme di inquinamento causate dall’industrializzazione e dalla contaminazione con sostanze chimiche tossiche. Inoltre queste sostanze chimiche tossiche cresceranno nel tempo e colpirà sempre più i paesi a basso reddito.

I morti da inquinamento provengono infatti da paesi in povertà o comunque a basso reddito, tanto che in classifica Ciad, Repubblica Centrafricana e Niger sono ai primi posti e a questi paesi se ne aggiungono ancora altri del continente africano. A riguardo dell’effetto negativo dell’inquinamento è necessario constatare come l’inquinamento porti alla morte in maniera più ampia rispetto ad esempio al passato Covid-19.

A testimonianza degli effetti negativi dell’inquinamento ci sono dati importanti sui bambini che, stando di più all’aperto, possono sviluppare asma, malattie respiratorie e infezioni alle orecchie. E di conseguenza, la loro aspettativa di vita diminuisce nel tempo. Molte delle sostanze presenti nell’aria sono infatti tossiche per il sistema immunitario e il cervello e possono provocare effetti permanenti. 

Un altro dato allarmante è dato dall’AEA che riporta come “il 97% della popolazione, di tutte le età, è stata esposta a livelli di inquinamento atmosferico superiori a quelli ritenuti sicuri dall’Organizzazione mondiale della sanità”.

Come affrontare quindi questo problema crescente?

Come spesso accade, il problema è osservato da una prospettiva errata. L’inquinamento è affrontato come un problema locale e non globale, nonostante sia provato che l’inquinamento possa superare i confini in diversi modi grazie alla recente globalizzazione. È questa la principale problematica che sta portando all’inconsistenza delle soluzioni trovate. Per questa ragione è sempre più necessaria una sinergia tra i i governi dei paesi di tutto il pianeta al fine di trovare le giuste risposte a questo annoso problema. 

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