Intolleranze alimentari: come affrontarle nel modo corretto

Intolleranze alimentari: come affrontarle nel modo corretto

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Test e rimedi per le intolleranze alimentari

Hai scoperto negli anni alcune intolleranze alimentari? Marta Stefani, titolare della Farmacia Santrovaso, illustra in quest’intervista cosa sono le intolleranze alimentari e quali sono i test da effettuare per individuarle. 

Buongiorno Dott.ssa Stefani, la primavera è arrivata da un paio di mesi e le allergie hanno cominciato a manifestarsi in tante persone. Le faccio una domanda: quali sono le differenze tra allergie, intolleranze?

L’allergia è una reazione del sistema immunitario spropositata, dovuta alle immunoglobuline E ed è dose indipendente. Cosa vuol dire? Vuol dire che se si mangia un pezzettino di fragola o un cesto di fragole, si avrà reazione allergica in ogni caso ed è una situazione irreversibile. Mentre l’intolleranza alimentare è dose dipendente, cioè si sviluppa quando mangi, ad esempio, molto spesso la pasta, il pane e così via. Quindi, scegliere sempre gli stessi alimenti può portare ad un’infiammazione del nostro corpo. Tutto ciò è mediato dall’immunoglobuline G, anticorpi diversi da quelli che provocano allergie. Questo problema si risolve semplicemente consumando meno l’alimento indicato. Nella nostra Farmacia utilizziamo un test delle intolleranze che, oltre al risultato, ti offre anche una soluzione. Le intolleranze si risolvono togliendo l’alimento che crea fastidio, iniziando ad eliminarlo 5 giorni su 7. Non lo si toglie sempre perché altrimenti si rischierebbe di passare da un’intolleranza ad un’allergia alimentare. Il passaggio deve essere graduale, è una disintossicazione. 

Facciamo un passo indietro e torniamo al tema intolleranze. Quali sono i principali sintomi dell’intolleranza?

I sintomi possono essere svariati, dove il più comune può essere la cosiddetta “scarica di diarrea”. Altrimenti, possono esserci dermatiti, gastriti, stitichezza cronica, difficoltà nel perdere peso, gonfiore addominale, difficoltà a digerire, reflusso, ecc. Diciamo che quella delle intolleranze alimentari è un’infiammazione diffusa che si può manifestare in vari modi.

Prima parlava di eliminare gradualmente l’alimento (5 giorni su 7), successivamente si arriva a 2 o a 1? 

Sì, si comincia con 5 giorni su 7 per circa 2 mesi e poi ogni mese si introduce un giorno libero in più fino a mantenere sempre un giorno dove non lo si assume e ci si depura da quell’alimento. Il test che usiamo si chiama “Recaller” e valuta solo 40 alimenti. Questi sono quelli con cui si è maggiormente a contatto. Come funziona questo test? Il medico che ha ideato questo test si chiama Speciani, è un immunologo, e ha fatto una suddivisione degli alimenti in 5 grandi gruppi: lievito e prodotti fermentati, latte e derivati, il nichel, il glutine e frumento e i salicilati. In questi grandi gruppi ci sono più alimenti all’interno. Ad esempio se si è intollerante al lievito si è intolleranti a tutto quello che è lievitato e fermentato. Tra i tanti alimenti che non si potranno consumare ci sono il miele, la birra e l’aceto perché contengono lieviti o sono fermentati. Ovviamente, dopo questo test, si avrà una lista per capire quali alimenti che si possono scegliere e quali invece no. 

Utilizzate altri test? 

No, solitamente non utilizziamo altro, preferiamo questo test perché fornisce una soluzione valida alla problematica. Nella nostra Farmacia eseguiamo anche test per valutare se si è celiaci o se si ha una sensibilità al glutine.

Foto: Primo piano del test della provetta | Foto Gratis (freepik.com)

E invece parlando di rimedi naturali, quali si possono utilizzare per affrontare meglio le intolleranze?

I rimedi possono essere tanti, solitamente vanno ad agire sull’intestino. Sicuramente tutto dipende da quali sono gli effetti provocati dall’intolleranza. Si possono prendere fermenti lattici, la curcuma come antinfiammatorio generale e ad esempio in Farmacia abbiamo un integratore a base di curcuma e boswellia perfetto come anti infiammatorio sistemico a livello dell’intestino. 

Si può effettuare una pulizia intestinale con Entersogel, un prodotto a base di silice che agisce come uno scrub ed elimina la parte di flora batterica negativa, tossine e metalli pesanti. Dopo la pulizia si utilizza
colostrononi che prende il nome dal colostro, il primo latte della mucca. Ha un’azione antinfiammatoria piuttosto importante ed un effetto positivo per la mucosa intestinale. 

Foto: Polvere di curcuma secca o polvere haldi nota anche come curcuma longa linn, messa a fuoco selettiva | Foto Gratis (freepik.com)

Negli anni ti ricordi qualche episodio particolare legato alle intolleranze?

Sì, certamente. Posso raccontarti di alcune donne a cui abbiamo proposto il test per la celiachia poiché facevano fatica ad avere una gravidanza: scoprendo di essere celiache ed eliminando di conseguenza il glutine, sono riuscite a rimanere incinta. 

Invece un episodio negativo che ricordo è stato con un cliente in particolare. Dopo aver effettuato il test e avergli spiegato cosa doveva fare (era risultato intollerante ai lieviti e al frumento) lui ha deciso di togliere tutto per 2 mesi, senza fare le cosiddette “giornate di scarico”. Il risultato è stato che dopo due mesi ha mangiato pizza e birra ed è stato malissimo. In questo caso lui ha agito facendo il contrario di quello che doveva fare. Tendenzialmente, anche se non si hanno sintomi particolari, fare un test delle intolleranze alimentari è sempre un’occasione interessante. Questo infatti ti dice anche quanto il tuo sistema immunitario è infiammato e se questa infiammazione è dovuta al cibo.

Questi test ogni quanto dovrebbero essere fatti? Spesso le intolleranze cambiano nel tempo… 

Esatto, a volte si rischia anche di crearne di nuove. Perché se ad esempio si è intolleranti al glutine, si mangiano i legumi e questi contengono nichel e quindi si diventa intolleranti al nichel, risolvendo l’intolleranza al glutine. Di solito un test andrebbe fatto ogni 6 mesi di massima. 

È importante fare questo test anche nei bambini o ci si può limitare alle allergie?

Nei bambini piccoli piccoli non ha senso, anche perché il loro sistema immunitario e intestino è in completo cambiamento. Invece si può fare un test per le allergie perché quelle, come dicevo in apertura, quando le scopri te le porti dietro per la vita. Per quanto riguarda le intolleranze, a meno che non ci siano problemi gravi, sarebbe giusto iniziare con un test dai 6 ai 12 anni. Questo test può essere utile anche negli anziani.

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