IppocrateOrg: l’Associazione che scommette sulle terapie domiciliari

IppocrateOrg: l’Associazione che scommette sulle terapie domiciliari

- in Covid-19, Medicina
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Medico e paziente

Come la prevenzione, tempestività e medicina personalizzata possono fare la differenza contro il Covid-19.

Con grande piacere, Vi facciamo conoscere il fondatore e presidente di Ippocrateorg.org, il Dott. Mauro Rango.

Cos’è IPPOCRATEORG?

Si tratta di un movimento, divenuto ora associazione, che riunisce moltissimi medici e comuni cittadini di tutto il mondo con un pensiero comune: la salute delle persone e l’attenzione all’ambiente.

Il punto centrale del nostro agire sull’uomo è la prevenzione e la medicina personalizzata. Siamo diventati famosi per il nostro operato durante il Covid, perché con i nostri 150 medici volontari, abbiamo creato un centro e dato assistenza anche on-line a pazienti con cure domiciliari. Solo in questo periodo, abbiamo aiutato oltre 60.000 pazienti. Il successo è stato alto, perché con un intervento tempestivo, entro il quinto giorno dall’insorgenza dei sintomi, il trattamento del Covid è stato efficace. Questo è il fattore determinante nella risoluzione di questa malattia, infatti gli insuccessi ci sono quando si attende troppo tempo prima di agire

Ci tengo precisare che usiamo farmaci da prontuario per le diverse fasi del progredire della malattia, è per questo motivo che i nostri medici devono fare una preparazione specifica per poi entrare nel team Ippocrate.org, oltre agli aggiornamenti settimanali e collaborazione per i casi particolari.

Trattate solo pazienti Covid?

Può trattarsi di pazienti già con tampone positivo, ma anche di pazienti con i soli sintomi Covid, per i quali bisogna agire subito e quindi trattati in attesa di conferma del tampone.

Per quanto riguarda i test, nella nostra esperienza il tampone rapido ha dato spesso esiti negativi, quando, invece, la malattia era già in atto. Troviamo affidabilità, invece, sul test molecolare.

Come curate il Covid?

I nostri medici usano principalmente Azitromicina e Invermectina, che ha il vantaggio di agire sia nella prima che nella seconda fase del Covid e, soprattutto, nelle varianti del virus. Nella seconda fase invece Cortisone, Eparina ed antibiotico.

Perché vi concentrate sulla cura e non sul vaccino per il Covid?

Quando abbiamo iniziato, il vaccino non c’era, ma la prassi era “Tachipirina e vigile attesa”. Questo per noi era paradossale, perché non si attende di fronte ad una malattia in atto! Sono, poi, usciti i vaccini, ma avevamo già avuto il tempo per verificare che la cura immediata dava la guarigione in 4/5 giorni, quindi non abbiamo visto l’esigenza di consigliare il vaccino ai pazienti.

Dopo oltre un anno di attività, come è nata l’idea di trasformarvi da movimento in associazione?

Un mio WhatsApp di rabbia ad una trentina di amici medici, esprimeva il disaccordo nei confronti della dichiarazione del dott. Burioni contro la cura al plasma, mentre si vedeva la gente morire. Io già conoscevo l’efficacia di tale terapia insieme alla cura domiciliare, quindi non ero di tale opinione. Questo messaggio è stato poi condiviso da molti medici nel mondo che hanno voluto aderire a questo pensiero ed è nata l’Associazione. 

Questo per permetterci anche di poter raccogliere dei fondi di sostegno visto che l’attività che prestiamo è totalmente gratuita.

Ho saputo che avete pubblicato anche un libro. Anche questo per un introito economico?

Guarire il Covid-19 a Casa: Manuale per Terapia Domiciliare Personalizzata” è il titolo del libro che ho scritto e reperibile su Amazon, in cui ho raccolto le diverse esperienze mediche a riguardo. Anche questo va a sostegno di Ippocrateorg.org.

Rispetto ad un anno fa, la situazione è cambiata come numero di contagi: come trovate la situazione del paziente Covid ora rispetto all’inizio?

Le persone ci contattano attraverso il sito, per poi essere richiamati dai nostri medici. Ci può essere il trattamento a casa con ecografia, quando, ovviamente, lo richiede il caso particolare. 

Inizialmente avevamo una chiamata ogni 3 ore, ma dopo il servizio su Rete4, ci siamo trovati con una chiamata ogni 30 secondi! Ciò ha richiesto l’ingresso di nuovi medici e comunque capita che qualche giorno il sito chiuda per le troppe telefonate.

Quanti medici ci sono nell’associazione?

230 medici a livello internazionale e 150 in Italia dedicati al Covid. Questi lavorano anche per pazienti stranieri in lingua inglese, dato che si è sparsa la voce del nostro operato e riceviamo chiamate da altri Paesi.

Chi è che fa la formazione di questi vostri medici con il protocollo di cui abbiamo parlato?

Abbiamo medici preparati in un campo specifico che, a seconda della specializzazione, diffondono un webinar ai colleghi. Ad esempio, il Dott. Fabio Rubigana è in contatto con i maggiori esperti nel mondo di Invermectina e si è specializzato sulla terapia con questo farmaco. 

Riguardo al vaccino a virus inattivato, il Dott. Bertoglio, immunologo direttore dell’ospedale di Valvive e consulente del Ministero della salute del Cile, ha tenuto un corso giovedì scorso sul tema. Il Dottore ha una grande esperienza nell’efficacia ed effetti collaterali dato che il Cile ha utilizzato questo tipo di vaccino nel 93% della popolazione.

Quindi voi consigliereste il vaccino a virus inattivato rispetto a quello genomico che si utilizza in Italia?

Io mi chiedo perché in Europa non sia possibile accedere al vaccino a virus inattivato, ma solo quello genomico come Pfizer o AstraZeneca che è sperimentale fino al 2023 e di cui sono sconosciuti gli effetti nel medio/lungo periodo. L’OMS ha approvato in tutto il mondo il vaccino a virus inattivato, mentre ciò non è avvenuto in Europa da parte dell’EMA.

Noi stiamo cercando di diffondere anche questa notizia.

Come è visto Ippocrateorg.org dalle istituzioni e dal resto del mondo della medicina che non ne fa parte?

 

Il mondo delle istituzioni è diviso tra favorevoli e non. Siamo stati invitati a fare audizioni in Senato e il sostegno dipende sempre dalla fazione politica che ci invita. 

Con i colleghi degli ospedali, abbiamo avuto difficoltà anche a proporre la cura col plasma o fare l’assistenza post malattia e curare gli effetti collaterali dei vaccinati. Soprattutto quando i familiari ci contattano per intervenire in pazienti già intubati.

 

Come riscontrate sia attualmente la situazione dopo la campagna vaccinale?

Nell’esperienza empirica del nostro lavoro, questa estate abbiamo più casi rispetto alla scorsa. Difficile però capire se ciò sia legato al fatto che siamo più conosciuti.

Nel caso del Cile, in cui c’è la totale copertura vaccinale, non ci sono più decessi da Covid. Questi pazienti si ammalano comunque, ma evitano la fase rischiosa dell’intubazione ospedaliera. Le persone che ci contattano ora, sono coloro che devono affrontare gli effetti collaterali dei vaccini a terapia genomica, spesso miocarditi, perdita memoria, dermatiti… che non sono di facile trattamento.

Quindi la sorveglianza nei 15 minuti post vaccino, non rileva questi problemi?

In quei minuti, si controllano eventuali shock anafilattici, ma le reazioni avverse come miocarditi o le trombosi si manifestano dopo giorni dall’inoculazione del farmaco genomico. Teniamo presente che quelle nel medio/lungo periodo sono ancora sconosciute.

Negli Stati Uniti sono stati rilevati importanti aumenti di miocarditi nei giovanissimi. Avete riscontrato questo anche in Italia?

Sì, lo confermo. Lo abbiamo visto direttamente in uno dei nostri medici che aveva fatto il vaccino e al quale è stata confermata in ospedale la miocardite dovuta al vaccino.

Non mi piace parlare di statistica in medicina, perché se il figlio che si ritrova con una miocardite è il tuo, il tuo dolore è al 100%.

 

L’associazione Ippocrateorg.org raccoglie i dati dei casi che affronta per fare delle valutazioni obiettive?

Certo. Non all’inizio del nostro percorso, perché non ne avevamo il tempo, ma ora invece ci siamo organizzati. Attualmente il Dott. Cosentino, farmacologo, sta studiano le prime 2500 schede che abbiamo raccolto. Lo scopo è lo studio introspettivo che confermi quanto dicevamo: i pazienti trattati entro i primi cinque giorni sono completamente guariti.

Appena disponibili, Saluteplus sarà felice di portare questi risultati ai suoi lettori.

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