Essere libero?

Essere libero?

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Kandinskj-il cavaliere azzurro

Amare ciò che mi capita

Quante volte al giorno crediamo ingiuste e immeritate tutte quelle cose fastidiose o insopportabili, tanto da considerarle un “male”, perché ci capitano senza volerle. Veniamo educati da un ideale in auge nell’immaginario collettivo dove tutto deve andar bene e non appena si presenta un inghippo, interviene, da una parte, la cultura religiosa che ti inculca la morale del “peccatore”: ti accade perché hai peccato! Dall’altra parte abbiamo, invece, la cultura della “Scienza” che attribuendo tutto al “caso” non ti dà via di scampo per cui… “o così o così!”

Ne deriva una mentalità passiva e inerme, congeniale al potere/dovere delle Istituzioni, da cui: Tu sei libero di far ciò che diciamo Noi.

Chi non vuol esser sottomesso a questa morale istituzionale non può che venir etichettato come complottista o antisistema, per cui uno “contro”. Ma l’essere “contro” non è ancora sinonimo di libertà.

Inizio ad incamminarmi sulla strada della libertà rendendomi consapevole che il “bene” è sempre nel mezzo e occorre individuare queste due modalità esistenziali – pro e contro – come un “male”, se non me ne emancipo grazie alle chiavi di lettura offerte da Rudolf Steiner.

Questi ausili conoscitivi sono stati seminati sulla Terra quale enucleazione dal suo testo principale del 1894 “La filosofia della libertà”.

Un testo che ci accompagnerà per i prossimi duemila anni, quale tempo di preparazione al prossimo sesto periodo culturale denominato Filadelfia. Giusto per restare in tema coi contenuti dell’Apocalisse di Giovanni, proposti nelle pagine precedenti di Salute+. 

La strada che conduce alla libertà è un percorso di autoeducazione che richiede conoscenza dell’uomo e del Mondo. Aumentano ogni giorno, grazie alla tecnologia-Social, persone che si credono dei Guru (maestro) e si riempiono la bocca con l’espressione, propriamente di Giovanni, «La verità vi renderà liberi». Nessuno, però, che si dedichi umilmente a soffermarsi nel capire su quanto è avvenuto duemila anni fa. La carenza del nostro tempo sta nel risultare famosi formulando degli “slogan”, tanto meglio se autorevoli-storici. Stiamo riducendoci a leggere solo sms o post sugli smartphone perché la società moderna, fatta solo di doveri, rende impensabile di ritagliarsi del tempo per sé, propedeutico alla crescita, o nutrimento, interiore. C’è spazio giusto appena per la pausa pranzo perché imposta, anche perché il corpo, quale condizione necessaria all’esistenza, “deve” esser nutrito altrimenti si debilita e cede. I fattori di necessità esteriore-sensibile, come il corporeo, sono visibili immediatamente nella loro mancanza: un’omissione di cibo è palese in quanto “male” dell’organismo. Di tutto quello che è sovrasensibile come l’interiorità umana – per non dire anima – caratterizzata da pensieri, sentimenti e impulsi volitivi, non avendo peso, non potendoli quantificare, se non si nutrono e allenano, non gravano sul mio organismo: sono scelte libere, che non fanno pesare il loro “male” nel non praticarle.

Per cui si parla e parla di libertà ignorandone l’esercizio per conseguire la realtà sovrasensibile della libertà. La prima attività dell’uomo è il pensare, tra l’altro la sola veramente libera: posso esser costretto a far qualcosa ma la mia capacità di pensare, se non oscurata, mi rende possibile riconoscere il bene dal male.

Attraverso la lettura quotidiana di temi ricchi di significato sulla Genesi (Antico Testamento) e le prospettive future del Cosmo (Nuovo Testamento), trattate appunto da Steiner, abbiamo modo di orientarci in ogni dove… terreno e oltre terreno.

Con le interpretazioni date un secolo fa, per esempio, che ritroviamo in trascrizioni di conferenze sul Vangelo di Giovanni, abbiamo modo di iniziare un processo di sviluppo della nostra capacità pensante nell’afferrare eventi, apparentemente inspiegabili.

Queste interpretazioni risultano allora forze che si sprigionano e una volta colte e coltivate si trasformeranno in forze d’orientamento quando saremo nella dimensione spirituale da “defunti”. Ma possiamo entrarci anche da “vivi” se moriamo a questo Mondo di concetti materialistici risorgendo con un “pensiero vivente” in grado di pensare a ragion veduta.

Allora sì che avviene un’apocalisse in ognuno di noi: una rivelazione.

Inizieremo a veder gli eventi quotidiani, dentro e fuori di noi, con altri parametri che non siano solo quelli dovuti all’ereditarietà, all’educazione e alle esperienze. Ma sarà vigente in ogni pensiero una scienza del karma che ci aiuterà a comprendere il perché e per come di noi nel Mondo. Non saremo tenuti in ostaggio culturale dal “dio del materialismo” che vuole imporci una visione meccanicistica del Mondo e dell’uomo ma conoscendo il senso dell’essere umano acquisiremo la forza insufflata dalla Divinità, affinché le nostre azioni siano moralmente sane quanto i nostri pensieri potenziati dal Logos. Allora vivremo il nostro Spirito (Io vero o dio in noi) ovunque il mio karma chiama.

Se nella “Filosofia della libertà” la prima parte è caratterizzata dal mistero dell’intuizione conoscitiva, cioè del pensare umano che va dalla percezione al concetto, quale l’essere vero e oggettivo di tutte le cose, e si unisce ad esso; nella seconda parte, veniamo introdotti nella sfera individuale della “volontà”, ovvero della dimensione morale dell’agire. Comprenderemo che «l’amore all’azione», di cui scrive Steiner, è l’amore al karma, quale somma totale dell’operabile umano in chiave di libertà.

Pertanto, vivrò un volere-amante di ciò che mi capita perché sarà la miglior occasione per esercitare la mia interiorità che fa l’esperienza della libertà: dimensione puramente spirituale. Rinnovare il proprio pensare, quale forza che sgorga dall’interiorità in un pensare vivente, è quanto viene espresso nel Vangelo di Giovanni (Gv 4,14) dove il Logos parla alla Samaritana di «acqua vivente».

La libertà la conseguo nell’esercizio quotidiano del lavoro che svolgo su di me (letture, meditazione, esercizi complementari) così da sfociare nell’amare tutto ciò che mi viene incontro dal Mondo, per poi essere condizione della libertà altrui, sostenendone con amore l’evoluzione. Tanto che potremmo dire che il pensiero forma e l’amore trasforma.

Allora inizieremo a scoprire quella ricchezza contenuta nel Nuovo Testamento quale incoraggiamento al cammino interiore:

  • diventando liberi > Vangelo di Giovanni
  • amore operante o volontà > Apocalisse di Giovanni.

Sarà un bel Sociale quando inizieremo a cercar di avvicinarci a questi testi in chiave scientifico-spirituale. Avremmo modo, tra l’altro, di scoprire come i quattro elementi principali della natura, molto noti dall’inizio dei tempi, sono l’equivalente sensibile di forze sovrasensibili, sorte nelle successive manifestazioni della Terra – dal primo all’attuale quarto stadio terrestre – come accennavamo nelle pagine precedenti sul tema dell’Apocalisse:

  • volontà > calore > T1 – Saturno
  • coraggio > aria     > T2 – Sole
  • sentimento  > acqua  > T3 – Luna
  • pensiero > terra   > T4 – Terra

Non dimentichiamo che all’origine vi sono Esseri che, sempre dall’inizio dei tempi, forgiano ogni loro azione nel Cosmo affinché nel corso della nostre ricorrenti vite sulla Terra, trasformiamo le nostre sofferenze nella bellezza e nella gioia di entrare in comunione-operante con Loro.   

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