L’uomo non è una bestia

L’uomo non è una bestia

- in Filosofia
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Capire il futuro

Ma potrebbe diventarlo

In queste conferenze abbiamo l’ennesima prova di come la  conoscenza sia l’amore del futuro, a differenza dell’istinto che caratterizzava l’amore nel passato, ovvero nella prima metà  dell’evoluzione umana, il cui perno è il Mistero del Golgota.  

Non mi sembra ci siano stati prima, nella storia degli ultimi  due millenni, altri modi saggiamente articolati che spieghino il significato del “Numero della Bestia” come in queste  trattazioni avvenute nel 1908. 

E non da meno sono le interpretazione riguardo ai quattro  simboli dell’Apocalisse che richiamano anche le quattro parti costitutive dell’essere umano:  

  • 7 lettere (corpo fisico) 
  • 7 sigilli (corpo eterico) 
  • 7 trombe (corpo astrale) 
  • 7 coppe dell’ira (Io) 

Vediamo, inoltre, come il numero sette sia una caratteristica  ricorrente nell’intero scenario dell’Apocalisse di Giovanni  e che sarebbe sempre inspiegabile senza la descrizione  da parte di Steiner, delle settuplici ricorrenti – passate  e future – manifestazioni della Terra (coscienza), in cui si  distinguono ulteriormente, durante il loro corso, altrettante  epoche (vita) e periodi (forma – per es. Egizio; Greco). 

Per cui abbiamo l’evoluzione dell’uomo in: 

  • 7 stati di coscienza (spirito) 
  • 7 sette stati di vita (anima) 
  • 7 stati di forma (corpo)

È indubbio che le cose diventino sempre più complesse,  ma se vogliamo iniziare a capire le differenti indicazioni dei  numeri che ritroviamo nell’Apocalisse, occorre procedere non  più ragionando con il solito sistema decimale ma con quello settuplice.

Per cui se l’evoluzione umana si svolge alternativamente in successive 7 fasi planetarie al cui proprio interno vi si trovano 7 Epoche con ciascuna ulteriori 7 Periodi, essendone trascorsi già 3 – T1; T2; T3 –, T4 riguarda la nostra attuale fase evolutiva, detta propriamente Terra. Ne seguiranno altre 3 dove Terra 5 – detta Giove – sarà la futura “Nuova Gerusalemme”.

Se ci aiutiamo con un altro disegno per collocare la nostra evoluzione settuplice avremo una visione d’insieme nel momento in cui inizia ad inserirsi e concludersi l’azione del “Male”, in senso exoterico, o “Controforza” esotericamente. La prima metà dell’evoluzione si caratterizza in 3 stadi successivi: dall’elemento spirituale ci addentriamo sempre più nella materia, attraverso calore, aria, acqua e terra. Questa prima triade si rifletterà nella seconda metà dell’evoluzione a un livello superiore. Ma l’elemento unico e indivisibile lo troviamo nel 4° stadio: il momento di crisi; di conversione. 

Se vogliamo, la conduzione paterna non esercita più la sua volontà onnipotente, la sua conduzione dall’esterno, ma grazie all’Amore del Figlio vengono immesse nell’anima umana quelle forze necessarie per poter scegliere della propria vita – karma – con una conduzione dall’interno, dalla propria interiorità, che si individualizza nel pensare e nell’agire.

Per conseguire questa forza che anela al continuo divenire alla pienezza di sé, la saggezza divina ha preferito che l’anima umana venisse costantemente messa alla prova, altrimenti si sarebbe addormentata e non avrebbe potuto prender coscienza di sé quale appunto individualità distinta ma non distante dal resto del cosmo.

Allora vediamo che all’inizio, allo stadio 1, tutto è unitario, luce assoluta. Allo stadio 2 subentra un contrasto, un’ombra: è l’inizio dell’insediamento della “Controforza” che avrà la sua conclusione nello stadio 6 dell’evoluzione corrispondente al quinto e ultimo colpo degli “esseri dell’ostacolo”.

Non sarebbe stato possibile a ognuno di noi di lottare con la “tentazione” delle “Controforze” se nel nostro 4° stadio planetario e 4° periodo dell’evoluzione, risalenti a duemila anni fa, non fossero state state immesse nell’anima umana le forze affinché ciò diventasse possibile e non a caso l’Apocalista è sempre lo stesso autore del libro in cui viene mostrato il cammino di redenzione individuale, di trasformazione interiore: il Vangelo di Giovanni.

Con l’aiuto del Logos non ci faremo abbindolare dal Drago – il dio del materialismo – che tra le sue macchinazioni insinua anche quella di di far credere che queste Scritture neo testamentarie
siano di semplice comprensione e che necessitano solo di “Fede”.
Come dice Steiner in queste conferenze: «Il cristianesimo è per l’animo più semplice, ma anche per l’individualità massimamente evoluta».

Con questo grande sostegno di forze conoscitive a opera del Pensatore Cosmico (Logos) avremo modo di non cadere nelle tre dimensioni del male:

  • la prima è quella della prostituta Babilonia, immagine dell’uomo privo di autocontrollo; non ancora un male morale, ma un’omissione, in quanto manca la forza e la padronanza del suo Io;
  • la seconda la vediamo nella bestia con due corna e il suo profeta, dove l’uomo svuotato di sé è posseduto;
  • la terza, come conseguenza delle prime due, non si contrappone all’uomo ma punta direttamente ad ostacolare le forze cristiche e le divinità buone, perché fornisce all’elemento satanico il modo di poter sconquassare anche le orbite dei pianeti, provocandone le comete che si avvicinino sempre più alla Terra.

In sintesi troviamo:

  1. l’omissione. Propriamente dell’uomo;
  2. l’uomo viene posseduto da spiriti che agiscono attraverso di lui;
  3. gli spiriti sovrumani risultano sempre più vittoriosi nei confronti degli spiriti cristiani.

Queste sono le tre dimensioni del “Male” descritte nell’Apocalisse che faranno precipitare nell’ottava sfera coloro che ignoreranno e quindi non rinforzeranno la loro interiorità diventando sempre più animaleschi in quanto preda dell’istinto.
E per quanto disamorevole possa sembrare questa conseguenza da parte della Divinità, al contrario, ne rende effettiva la nostra libertà: un amore che non corre rischi non è amore.

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